Lettera
Davide tornava dal lavoro, schiacciando con i piedi la neve che scricchiolava allegramente. Chissà perché, gli venivano in mente i ricordi dellinfanzia: scivolate giù per le colline con lo zaino, battaglie a palle di neve, perfino il gusto proibito dei ghiaccioli appena staccati dal tetto. Bei tempi, quelli.
Improvvisamente, sentì il pianto di un bambino. Si guardò attorno e vide su una panchina un ragazzino con un cappotto marrone e un berrettino grigio, che singhiozzava rumorosamente, imbrattandosi le guance di lacrime.
Davide gli si avvicinò.
Ehi piccolo, ti sei perso? Perché piangi così?
Ho perso una lettera Ce lavevo nella tasca, ma ad un certo punto è sparita, e riprese a piangere come se avesse appena perso la finale dei Mondiali.
Dai, non fare così, la cerchiamo insieme. Cosè, la lettera per Babbo Natale?
No, lho scritta io per Babbo Natale mamma non lo sa nemmeno
Ah, capperi! Beh, ne puoi scrivere unaltra, no?
E che tanto non farebbe in tempo ad arrivare
Senti, corri a casa che si sta facendo buio, ci penso io a cercarla. Va bene così?
Va bene Ma se la trova davvero la spedisce? Lo giura?
Promesso! So che Babbo Natale legge tutte le lettere dei bambini, anche se non le trova la posta lui trova il modo. Stai sereno, questanno un regalo lo riceverai di sicuro!
Il ragazzino si soffiò il naso nella manica e partì di corsa verso casa.
Che guaio poveretto Una lettera che magari era tutta la sua speranza natalizia, e ora finisce nel nulla.
Davide, sorridendo con nostalgia si ricordò di quando, bambino, trovava sotto lalbero i regali e si convinceva che Babbo Natale avesse letto proprio la sua letterina. Bei tempi, da un secolo ormai
Tra poco anche suo figlio, che aveva appena quattro anni e ancora non sapeva scrivere, avrebbe iniziato con le letterine. Per ora, giocava con le automobiline aspettando la Vigilia.
Davide proseguì per la strada, guardando bene sotto i lampioni, ma niente. Che dispiacere. Chissà cosa avrà chiesto, sperava in qualcosa di speciale
Poi, dun tratto, notò un angolo di busta che spuntava dalla neve. La tirò con cura. Eccola!
La carta era un po inzuppata, ma Davide la infilò delicatamente nella borsa per arrivare almeno a casa senza farla a pezzi.
A casa, sua moglie Valeria era ai fornelli, mentre il piccolo Massimiliano correva in soggiorno con i suoi camioncini. Davide amava la tranquillità e il calore della sua famiglia.
Vale, senti questa: tornavo a casa e trovo su una panchina un bimbo che piangeva disperato lettera persa per Babbo Natale. Ma indovina? Lho trovata! Ce la leggiamo?
Certo! Tanto ormai la posta farà vacanza e la lettera non andava da nessuna parte
Davide aprì la busta con delicatezza. Era scritta sul foglio a quadretti col tipico stampatello sforzato dei bambini. Lesse ad alta voce:
Caro Babbo Natale, ti scrive Alessandro Leone, abito in via Garibaldi 97. Ho nove anni e faccio la terza elementare. Mi piace il calcio e giocare con gli amici. Vivo con la mamma Vera e la nonna Linda. Abbiamo appena cambiato casa, ora abitiamo in una casetta che ci hanno prestato delle persone gentili.
Prima stavamo con papà in unaltra città. Ma papà beveva troppo e poi picchiava mamma. E spesso anche me. La mamma piangeva sempre, anche la nonna (che è la sua mamma) e io con loro. Era un disastro. Così siamo scappati e abbiamo portato pure la nonna con noi.
Babbo Natale, vorrei chiederti di aiutare la mamma a trovare un lavoro migliore. Fa le pulizie ma la schiena le fa male e dovrebbe riposare. E poi vorrei che la mamma avesse un vestito nuovo, perché quello vecchio ormai è pieno di buchi. La mia mamma è alta e bella come una modella!
Per la nonna, ci puoi portare delle pastiglie per le ginocchia, che le fanno tanto male? La nonna si stanca presto anche se ancora non è tanto vecchia. E poi sogna tanto un accappatoio bello caldo perché ha sempre freddo. La nonna è bassina e magra come un grissino.
Io invece vorrei tanto un albero di Natale vero, con le luci e le palline colorate. Prima la mamma lo faceva sempre, era una festa. Fino a quando papà tornava e lo buttava giù
Ti aspetto con tutto il cuore, Babbo.
Alessandro Leone.
Il silenzio calò sul soggiorno mentre Davide e Valeria si scambiarono uno sguardo. Lei aveva le lacrime agli occhi.
Ma che roba commovente Povero bimbo scappati da un energumeno, senza soldi per i regali. E chiede solo cose per la mamma e la nonna! Roba unica oggi che tutti vogliono videogiochi e smartphone
Eh, hanno sofferto tanto E questa Vera, che porta con sé anche la suocera, segno che sono davvero brave persone. Vale, che ne dici se realizzassimo il sogno di questo Alessandro?
Sarebbe bellissimo, Davide. Io vengo da una famiglia come la sua, ti ricordi mio padre? Se solo mia mamma avesse avuto il coraggio di andarsene almeno forse avremmo avuto anche noi un Natale felice.
Al lavoro cercano una segretaria amministrativa potrebbe interessare alla mamma di Alessandro! Stipendio giusto, senza dover lavare i pavimenti si ricordò Davide, improvvisamente.
Ottima idea! E se chiedessimo ai nostri amici De Santis i costumi da Babbo Natale e Befana? Ci presentiamo noi a casa di Alessandro con i regali, così torna a credere nei miracoli!
Io compro le pastiglie per le articolazioni della nonna, un bellaccappatoio colorato, e un vestito nuovo per la mamma. Direi che siamo quasi della stessa taglia, in base alla descrizione. Trovare roba bella che non costi troppo non sarà un problema: tra sconti e offerte pre-Natale, qualcosa si trova sempre.
Facciamolo! Soldi ce ne sono, e un gesto così vale più di mille spese inutili concluse Valeria.
La mattina dopo, Valeria andò al mercato e scelse un vestito scuro, elegante ma sobrio, un accappatoio di spugna rosa confetto, le medicine per la nonna, una scatola di cioccolatini, le arance rosse di Sicilia e luci per lalbero. Davide pensò anche a uno smartphone economico, perché a naso Alessandro non ne aveva mai avuto uno.
Presi in prestito da Silvia e Marco (i De Santis) i costumi da Babbo Natale e Befana, impacchettarono tutto in un saccone rosso e, infilato lalberello nellauto, partirono verso via Garibaldi. Il piccolo Massimiliano, nel frattempo, era stato affidato dai nonni.
La casa era davvero vecchiotta, con una staccionata storta e i vetri che tremolavano alla brezza. Ma la luce era accesa: cera qualcuno!
Davide prese lalbero, Valeria il saccone, e suonarono piano alla porta.
Chi è? aprì una donna alta, bionda e forse nemmeno trentacinquenne: probabilmente Vera, la mamma.
Vedendo Babbo Natale, si confuse.
Oh, ma noi non abbiamo chiesto visite a domicilio forse cè uno sbaglio?
Abita qui Alessandro Leone?
Sì, è mio figlio
Mamma, chi cè? sbucò Alessandro, in tuta e calzettoni, spalancando occhi increduli.
Oh Babbo Natale!
Ciao, Alessandro! Ho letto la tua lettera e sono venuto con la Befana, mia compagna di avventure. Pronti per la festa?
Mamma, ma è vero! Babbo Natale è arrivato! Il signore lha trovata davvero la mia lettera evviva! gridò il bimbo, saltellando.
Vera sorrise, facendoli entrare. Dalla stanza sbucò la nonna Linda, una donnina minuta e fragile. Quando vide la scatola con lalbero, gli occhi di Alessandro brillarono più delle luci.
È per noi? Quanto è bello, e che profumo di Natale
Tutti i bimbi dovrebbero avere un albero, Alessandro. Qui ci sono pure le palline e le luci. Però, prima qualche parola una filastrocca o una canzoncina, è dobbligo con noi Babbi
Davide imitava la voce profonda di Babbo Natale, con risultati mica male.
Alessandro era così emozionato che non si ricordava manco una strofa dellinno di Mameli. Lo fissava a bocca aperta.
Alessandro, sappiamo che sei un bravo bambino, aiutando sempre mamma e nonna e andando bene a scuola. Ecco, cerca nel saccone, i regali sono tuoi
Alessandro guardò la mamma, lei annuì commossa.
Tirò fuori la scatola con laccappatoio, legato con un gran fiocco rosso. Lo aprì piano e lo porse subito alla nonna.
Nonna, è per te! Lavevo scritto nella lettera!
Per me? Ma che bello Linda lo infilò subito. Taglia perfetta!
Grazie, Babbo Natale e Befana! Non ne ho mai avuto uno così bello mormorò lei, spalancando gli occhi.
Dopo toccava alla mamma: vestito nuovo, medicine per le ginocchia della nonna. Sembravano senza parole.
Poi venne fuori anche un sacchetto gigante di cioccolatini e agrumi freschi. E in cima la scatola di uno smartphone.
Davvero per me? Un telefono tutto mio? Ma Babbo Natale, sei un mito! Avevo ragione a credere nei miracoli! esultò Alessandro, felice come solo un bambino sa essere.
Salute e felicità alla vostra famiglia! Ma adesso dobbiamo andare
Davide e Valeria presero il saccone ormai vuoto e si avviarono verso la porta. Alessandro stava già tentando di aprire la confezione del telefono.
Li raggiunsero Vera e la nonna.
Ma voi chi siete davvero? Come fate a conoscere Alessandro?
Ho trovato la sua lettera e con mia moglie abbiamo pensato di portare un po di magia. È tutto di cuore. Ecco la lettera di vostro figlio e un biglietto da visita: al mio lavoro cerchiamo una segretaria amministrativa. Potreste essere perfetta, se vi interessa.
Grazie, davvero Non so come ringraziarvi. Alessandro non sperava altro che in un piccolo miracolo, glielo avete portato voi
Sulla via di casa, Davide e Valeria non si dissero nulla per un po. Si sentivano gonfi di quella gioia genuina che solo il donare può darti.
Spesso donare regali è più bello che riceverli soprattutto quando vedi negli occhi dei bambini una felicità sincera, impossibile da comprare, nemmeno con tutti gli euro del mondo.






