La lezione della moglie: quando il marito decide il divorzio e la famiglia (e anche la suocera) gli dà ragione

Diario di Lucia Un Giorno Che Ha Cambiato Tutto

Non ne posso più! ho urlato, sbattendo il cucchiaio sul tavolo e fissando con rabbia mia moglie, Giulia. Ma questa si può chiamare cena? Pasta scotta, quasi una pappetta immangiabile, e due polpette mezze crude! Coshai fatto tutto il giorno? Sempre incollata al telefono?

Ma come puoi parlarmi così? Giulia ha sospirato teatralmente, cercando di nascondere il cellulare dietro la schiena. Ho guardato Matteo! Una vera peste, proprio come suo padre ha aggiunto con un sorrisetto malizioso, sapendo di farmi arrabbiare ancora di più. Non capisci quanto sia difficile per me, mi sembra di non riuscire a fare mai nulla bene! Diventare mamma è stata dura, non ti immagini quanto

Matteo ha due anni e mezzo ho risposto, cercando di non alzare troppo la voce. È ora di mandarlo allasilo, e tu potresti tornare al lavoro. Vedrai che ti sentirai meglio!

E mandarlo in quellammasso di virus? Vuoi che ci trasferiamo in ospedale? ha ribattuto offesa Giulia.

Devi occuparti di tuo figlio, stimolarlo, non tenerlo solo davanti alla TV!

Lo faccio! È sveglissimo per la sua età, la pediatra me lha confermato! Giulia non mollava. Ne avevamo parlato mille volte, e lei aveva una paura matta che davvero lo mandassi allasilo. Lidea di tornare a lavorare la terrorizzava. In fondo, durante il congedo maternità si era abituata a passare mezza giornata attaccata ai social, e non aveva la minima intenzione di rinunciare.

E a chi va detto grazie? sbottai, dando un pugno sul tavolo tanto che la tovaglietta sobbalzò. A mia madre! È lei a occuparsi di Matteo! Tu in quel tempo dormi o sei persa nel telefono. Potresti approfittarne per tenere la casa in ordine o per preparare una cena decente! Perché devo tornare a casa dal lavoro e trovare questa roba qui nel piatto? dissi guardando con disgusto quello che avrebbe dovuto essere il nostro pasto.

Non sono la tua colf, né la tua cuoca! Sono tua moglie! Tu dovresti garantirmi una vita piacevole!

Giulia ci credeva veramente. Dopo mille talk show visti e ore passate sui forum, aveva completamente cambiato idea su cosa significhi essere moglie. Prima pensava che dovesse circondarmi di attenzioni, gestire la casa perfettamente e crescere nostro figlio con amore. Ora era convinta che tutto questo fosse da serva, non da donna con dignità. E lei, ormai, sentiva di meritare ben altro.

Così funziona dunque? ho sibilato, stringendo i denti. Io lavoro tutto il giorno e tu fai la regina del divano?

Mi dedico alla mia crescita personale! rispose con orgoglio Giulia. Vedrai che prima o poi sarai fiero di me, la moglie che tiene una conversazione su qualunque argomento!

Davvero? Dimmi, quale libro hai letto lultima volta? Coshai imparato? le chiesi, avvicinandomi minaccioso. Ah, non sai cosa rispondere? I social non fanno cultura. E quei talk show pieni di gente che si urla addosso, cosa ti insegnano? Allora, vuoi occuparti di casa e figlio come ogni moglie normale, sì o no?

No! Lho già detto, non sono una cameriera!

Dun tratto, Giulia esplose in una valanga di lamentele: guadagnavo troppo poco, mi comportavo da despota, non stavo mai a casa Io lascoltai in silenzio, poi risposi secco:

Voglio il divorzio.

Come? balbettò Giulia, già pronta per una nuova raffica di accuse.

Divorzio ripetei gelido. Troverò una donna normale che sia una vera moglie e una brava mamma per Matteo. Tanto con nostro figlio ci stai solo due ore al giorno. Per il resto, ci pensano le nonne. Non ti meriti di essere chiamata madre, né moglie.

Giulia per un attimo sembrò trasecolare, poi scrollò le spalle: pensava fosse solo una minaccia. Impossibile che lo facessi davvero. E poi, credeva che nessuno le avrebbe tolto Matteo, visto che era la madre.

Da quel giorno, però, ho iniziato a trattarla come unestranea. Niente saluti, niente sguardi. Matteo è partito con la nonna per una vacanza di due settimane a Viareggio; Giulia era felice, niente bimbo tra i piedi a disturbarla. Ma dopo qualche giorno ha cominciato a sentire la mancanza del piccolo, e chiamava spesso la suocera.

Ma due settimane esatte dopo la nostra litigata, le arrivò la lettera dallavvocato: avevo davvero chiesto la separazione. E in tribunale le toccò unaltra sorpresa: mia suocera, la madre di Giulia, si schierò tutta con me.

Sono convinta che Matteo debba vivere col padre disse sicura, guardando Giulia con disapprovazione. Purtroppo, mia figlia non ha mai mostrato istinto materno. Matteo, di fatto, lho tirato su io, insieme a Caterina, la madre di Davide. Persino Davide, con tutto che lavora tanto, trova modo di passare del tempo col bimbo.

Il giudice annuiva piano, osservando Giulia con una smorfia ambigua. Ed era giusto che si preoccupasse! Non aveva nulla: né lavoro, né casa sua, né una vera relazione col figlio. Avevo tutte le carte per chiedere laffido.

Chiedo il periodo di riconciliazione! Vi prego, non ci separate! Datemi una possibilità! Giulia scoppiò a piangere allimprovviso. Davide, ti giuro che cambierò! Cancellerò tutte quelle sciocchezze sulla servitù dal cervello, sarò una moglie modello! Ti prego dammi fiducia!

Va bene

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Un mese prima.

Mia figlia ha proprio perso la testa, me ne vergogno, sospirava mia suocera, la signora Adriana. Davide, ti capisco, ma che ci fai ancora con lei? Non fa niente in casa, non si occupa nemmeno del bimbo Se vuoi divorziare, non te ne farò una colpa. Chiedo solo di poter vedere Matteo ogni tanto, non pretendo altro.

Nonostante tutto, le voglio bene dissi con fatica. Ma hai ragione, la situazione è insostenibile. Vorrei darle unultima possibilità.

Fallo! disse decisa Adriana. Anzi, ti consiglio io: chiedi la separazione. Vedrai che sarà contraria, così avrete tre mesi per pensarci. Farà bene a entrambi.

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Alla fine Giulia, la sua lezione lha imparata. La casa è tornata pulita e accogliente, si respirava sempre il profumo di un piatto fatto con amore, e lei stessa era diventata più presente e affettuosa. Finalmente, ha cominciato a vedere davvero suo figlio. Matteo era al settimo cielo: in fondo, non aveva mai smesso di voler bene a quella sua strampalata, ma tanto amata, mamma.

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