Ehi, ti racconto una cosa che mi è successa, sperando di farti sorridere un po’.
Io e Marco ci siamo conosciuti al supermercato di Bologna, proprio dietro casa sua, dove facevo gli straordinari nel mio tempo libero. Avevo diciannove anni e volevo tirare su qualche soldino, così prendevo tutti i turni possibili. I miei genitori erano fighi, mi dicevano: Stai studiando e lavori, così ti compri una bici nuova o ti permetti una vacanza a Rimini. Anche la mamma di Marco, Elena, ci faceva i complimenti, anche se lui non aveva ancora un lavoro fisso.
Il rapporto è nato piano piano: Marco mi portava un mazzo di margherite ogni giorno, io lo viziavo con delle praline al cioccolato, e a volte restavamo fino a tardi in magazzino a chiacchierare quando non c’era nessuno in fila. Sembrava una scenetta da film, finché non è durato circa due settimane.
Poi è successo lincidente più imbarazzante che potessi immaginare. Elena è entrata nel negozio con Marco proprio durante il mio turno serale. Non ha notato il suo sorriso timido e il mio occhiolino. Quando siamo arrivati alla cassa, il registratore ha iniziato a incepparsi proprio mentre una cliente, una signora di mezza età che si vantava di averci fatto la spesa un milione di volte, ha iniziato a urlare: Sei tu la truffatrice, mi rubi i soldi e non mi dai lo scontrino!. Ha persino chiamato imbrogliona e ha iniziato a raccontare a tutti i presenti che non potevo fare nulla di buono.
Vedi, Marco, perché devi studiare di più? Così non starai più qui a lamentarti che il registratore si inceppa! ha sparato Elena, con la voce piena di quel tono da giornata no.
Io, rosso in faccia, non potevo credere di essere stato umiliato dalla madre del ragazzo che amavo, davanti a tutta quella fila di clienti che mi conoscevano già per qualche volta. Marco ha cercato di farmi perdonare la mamma, dicendo che aveva avuto una brutta giornata, ma io non ce lho fatta. Ho rotto con lui, ho chiuso il lavoro e, per fortuna, ho trovato un impiego a Palermo, più modesto ma con più ore e, soprattutto, senza dover trattare con mamme invadenti come Elena.
Alla fine ho capito che ogni lavoro è importante, soprattutto quando sei studente e non hai troppe alternative. Non tutti hanno genitori super sicuri di sé, ma questo non ti impedisce di finire a cassa di un supermercato anche con una laurea. Insomma, una lezione di vita e una storia da raccontare ai prossimi caffè. Un abbraccio!






