La Mamma è Diventata di Troppo

E quellappartamento? Quello al quarto piano?
Io sono in più qui! ammise Loredana Fabbri, arrossendo come una ciliegia.
Allora vieni da me! propose allimprovviso un vecchio compagno di classe.
Lalla, Pesciolina, è lei? la chiamò un uomo dal tono burbero.

Sono io, Pesciolina! rispose la donna, anche se ormai il cognome era Fabbri, quello del marito da cui si era separata. Chissà come faceva a conoscerla.

Io sono Alessandro Leoni! esclamò il giovane sconosciuto, felice. Non mi riconosci? Ti ho subito identificata, non sei cambiata affatto!

Lorenzo Bianchi aveva abbandonato la moglie dopo la nascita del secondo figlio. Si scoprì che non le aveva offerto le condizioni per crescere. Era il periodo dei turbolenti anni 90, nessuno parlava più di sviluppo personale: internet era quasi inesistente, i coach erano unidea futurista. Lorenzo se ne andò, lasciando Loredana con due bambini, il più piccolo ancora al seno.

Il primo pensiero fu quello di chiudere tutto con un gesto drastico, ma la ragione ebbe la meglio.

Aiuto arrivò da papà: la fabbrica dove lavorava andò in bancarotta, lo licenziarono, e lingegnere si trasformò in babysitter.

La vita fu dura, quasi al limite della fame: nella famiglia cera solo una mamma a lavorare. Lorenzo pagava gli alimenti, ma erano una barzelletta. E i prezzi salivano a vista docchio, come se fossero in una progressione geometrica.

Quando il figlio più piccolo compì un anno, Loredana iniziò a vendere pellicce importate, e le tasche si sentirono un po più leggere.

Riuscirono così a far crescere i figli, e persino a mandarli a scuola gratis!

I figli formarono a loro volta le proprie famiglie. Prima si sposò Lia, la più grande: Sono incinta, mamma! Presto sarai nonna!

Che gioia, come si dice!

Tutto procedeva bene finché il figlio portò la propria compagna nella piccola duevani che, negli anni 70, era stata data a suo padre dallazienda. I genitori non cerano più. Un appartamento così piccolo era considerato una stanza e comprendeva anche una dispensa e un balconcino.

Loredana dovette condividere la stanza con il figlio. Poi Sergio, il fratello, portò la sua passione: Facciamo domanda!

Le cose sembravano andare bene, ma la realtà prese il sopravvento: non cera più un posto dove Loredana potesse dormire!

Finché la passione non rimase a dormire nei corridoi, era ancora tollerabile: il letto pieghevole andava bene sia in cucina che nella dispensa, sì, proprio nella dispensa!

Dormire in cucina era un tabù per lei, era troppo umiliante. Così si accontentò della dispensa

Non chiudere la porta, così andrà tutto bene! consigliarono con sincerità figlio e figlia, come se volessero tenere fuori la mamma, giurando!

Dopo cinquantanni, la dispensa divenne quasi una seconda casa. Per due giorni la situazione fu relativamente tranquilla, perché Loredana non chiudeva la porta. Poi trovò nel ripostiglio i suoi vestiti sparsi dal guardaroba, gli oggetti inutili, e fu costretta a trasferirsi definitivamente lì.

Nel frattempo Sergio si era già sposato: Devi capire, mamma, non abbiamo soldi per affittare! Scusa

Lei cercava di essere utile: cucinava, puliva. E loro la trattavano come una cagnolina stanca, relegandola nella dispensa.

Lidea di rimanere fra barattoli e scatole non la entusiasma, anzi è una vergogna: ha cresciuto un figlio e una figlia, ma non può vantarsi di niente!

Non cera dove andare, nemmeno soldi: Loredana era insegnante di inglese in una scuola media. Anche le lezioni private non bastavano a pagare un appartamento decente, ma aveva già la sua casa nella dispensa.

Così, con una borsa contenente passaporto e tessera paga, uscì di casa e si sedette su una panchina davanti allingresso, sperando che qualche idea costruttiva le venisse in mente.

Il giorno dopo non aveva lezioni, poteva stare lì a guardare il mondo che passava.

Lalla, Pesciolina, è lei? la chiamò di nuovo luomo.

Sono io, Pesciolina! ribatté Loredana, ora davvero Fabbri per scelta.

E io sono Alessandro Leoni! ripeté il giovane, sorridendo. Non mi riconosci? Non sei cambiata!

«Non devi mentire: non sei cambiata! Ma come sei cambiata!» pensò Loredana, ormai ormai diventata Loredana Fabbri.

Il tempo è un bravo medico ma un pessimo estetista! La prova è il primo bel ragazzo della classe, ora calvo, grasso e anziano. E lei non è migliore.

Quanti anni? Ventanni? Allora, a un incontro di vecchi compagni, ancora si riconoscevano tutti.

Loredana, infatti, a scuola era stata cotta per lui! Addirittura laveva invitata al ballo bianco del diploma.

Lui, però, si era sposato con la figlia di un dirigente di partito, una donna che cercava solo carriera.

Che fai lì? Fa freddo, non congelarti! rise Alessandro, facendo ridere Loredana.

Un amico di scuola colpì il tasto malato: a quellora i panchinoni erano riservati ai buoni.

Perché sei qui in questo quartiere? cambiò discorso Loredana. Ti eri trasferito?

Stavo a fare visita ai nipoti, vivono nella mia vecchia casa! Ora torno a casa. E tu? Vivi ancora nel vecchio appartamento? Ricordo ancora il quarto piano!

Allora decisero di andare insieme: Riviviamo la scuola, Pesciolina! E il nostro ballo del diploma!

Lo ricordi davvero? chiese la donna anziana.

Certo! Dove sei sparita dopo la scuola?

Sparita? sbuffò Loredana. È che ho iniziato a frequentare quella scimmietta! E mi sono autoesclusa!

Non confondere le cause: prima ti sei autoesclusa, poi io ho iniziato a frequentare la scimmietta! corresse Alessandro. Allora dove vai?

Loredana rispose: Da nessuna parte! e scoppiò in lacrime.

Che cosa, da nessuna parte? Non hai casa? si agitò luomo.

Esatto, non ne ho. sussurrò Loredana.

E quellappartamento? Quello al quarto?

Io sono in più! ammise Loredana, rosso in viso.

Allora vieni da me! propose di nuovo il compagno di classe.

E la scimmietta? E la moglie? chiese Loredana, temendo che il marito portasse a casa una sconosciuta.

Con la scimmietta siamo divorziati da tempo! Alzati, non aver paura: non ti assillò, non ti torcerò il collo!

Anche il suo viagra era finito! Quindi dormi tranquilla!

Luomo le tese la mano, aiutandola a rialzarsi dal marciapiede, e disse: Allora, pronti a volare? Ho la macchina proprio dietro!

E volarono.

Lappartamento del compagno di classe si rivelò sorprendentemente accogliente. Alessandro non mentì: non la molestò!

Solo per i primi due mesi; poi le chiese di sposarlo.

Cinquanttre anni, ma chi se ne importa? A lui piaceva sempre la spiritosa Lalla. Il loro ballo rimase impresso nella memoria.

Lalla accettò il simpatica agente immobiliare: chi rifiuterebbe?

Nel frattempo i figli non la chiamarono più. Allinizio aspettava, poi solo aspettava, poi si dedicò ai preparativi per il matrimonio, alla vita di coppia.

Decisero di non dire ai figli del matrimonio. Nessuna grande cerimonia, solo un caffè con quattro testimoni. Così lassenza di parenti era giustificabile.

Poi Loredana cancellò i numeri della figlia e del figlio dalla rubrica.

Se non ti ricordi di qualcosa in otto mesi, è perché non serve più, dicevano i coach del minimalismo.

Così anche le persone possono diventare cose inutili. La mamma era diventata quel oggetto superfluo nella vita dei figli.

E se è così, non li vuole più! Crudele? Sì. Giusto? Anche.

Da quando la donna se ne era andata, erano passati otto mesi. Era vicino il lungo periodo di vacanze natalizie, e Loredana e il marito andarono a fare la spesa al supermercato.

Allimprovviso si sentì un grido stridulo: Mamma!, e la figlia si lanciò sulle sue braccia, con il fratello felice accanto.

Si abbracciarono, e Loredana chiese:

Perché siete così uniti?

Perché fratello e sorella non andavano mai a fare la spesa insieme: o da soli o con i loro partner.

Ora siamo sempre così! spiegò Sergio, imbarazzato.

Scoprirono entrambi di essere divorziati!

Subito? sbalordì la mamma. Siete dei furbi! Ma perché?

Perché perché! E la parola furbo la colpì come una freccia: erano arrivati al punto giusto!

Entrarono in casa a unora strana, trovandosi con i mariti: il marito di Lia e la moglie di Sergio! Avevano una storia damore a carote da tempo.

Quando torni, mamma? chiese il figlio sorridente, sperando in un futuro migliore.

Dove sei sparita? Ci siete mancati!

E perché vi siete ricordati così presto? intervenne un altro uomo, avvicinandosi alla madre ormai rinvigorita. Vi stavate per sposare e io non vi riconoscevo più!

Che importa a voi? rispose Sergio, infuriato. E quando torni?

Sì, aggiunse la figlia, Sergio non vuole più fare nulla in casa, capite? E io mi sto ingarbugliando con il bambino!

Hai cresciuto un bravo figlio! scherzò, ma la battuta cadde a vuoto.

Un uomo buffo intervenne:

Mostrate i vostri talenti pedagogici e provate a rieducare il fratellino capretto, perché noi siamo tutti maestri!

E voi chi siete? chiese la figlia, sospettosa.

Io sono il marito con il cappotto di velluto! rispose luomo, sfoggiando un elegante cappotto.

Che marito? esclamarono i bambini, stupiti.

Un semplice marito vuleroso! rispose il tipo spavaldo. Perciò la mamma non tornerà più! Ha la sua vita!

Non vuoi essere nonna? chiese Lia, sperando.

Loredana vuole essere moglie, è più piacevole! E poi, perché dovrei dormire con la nonna? concluse luomo con una battuta, poi aggiunse: È stato un piacere conoscerti! Adesso andiamo!

E noi? chiese timidamente Sergio.

Anche voi, probabilmente, andrete, commentò il marito di Loredana con una punta di sarcasmo.

Loredana non intervenne più, si limitò a sorridere con le labbra.

Luomo la prese per mano e disse:

Allora, via!

E volarono. I figli rimasero a fissare, sconcertati.

Quando Loredana e Alessandro tornarono a casa con la spesa, lui chiese:

Allora, la tuta spaziale ti sta bene? Cè abbastanza ossigeno? Ti manca ancora laria?

Entrambi sapevano di cosa parlava. Il nome Alessandro significa difensore, proprio come una tuta spaziale. Era il loro protettore. E comè possibile soffocarsi damore? Nessuno laveva mai amato così.

Loredana pensò di aver finalmente trovato la tuta giusta per lei: pronta a volare nello spazio. Mai troppo tardi!

Allora, via!

E volarono.

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