La mamma ha orchestrato tutto

– Non ci credo! È impossibile! – urlava Alessandra, agitando le braccia. – Come hai potuto farmi una cosa del genere, mamma?

– Alessandra, calmarti, per favore, – cercò di prenderle la mano Valentina, ma lei la ritirò bruscamente. – Dovremmo parlarne con calma.

– Con calma? – la voce di Alessandra salì di tono. – Dopo quello che hai combinato? Ti rendi conto che ora sarò lo zimbello di tutta Milano?

– Non esagerare. Quale Milano? Non viviamo neanche in centro.

– Mamma! – Alessandra si afferrò la testa. – Fai finta di non capire o davvero non ti rendi conto?

Valentina si lasciò cadere pesantemente sul divano. A sessantadue anni, si considerava ancora abbastanza giovane ed energica per sistemare la vita di sua figlia adulta. Ma per la prima volta dopo molto tempo, si sentì vecchia e stanca.

– Volevo solo aiutarti, – disse piano. – Sei sempre chiusa in casa, non esci mai. Dopo il divorzio ti sei completamente isolata.

– Sono affari miei! – esplose Alessandra. – Miei! Sono una donna adulta, ho quarantun anni!

– Proprio per questo mi preoccupo. Il tempo passa e tu…

– E io cosa? Non piaccio a nessuno? Sono una brutta zitella?

Valentina scosse la testa.

– Sei bellissima, intelligente. Solo che sei diventata troppo orgogliosa. Gli uomini hanno paura di avvicinarsi.

Alessandra camminò su e giù per la stanza, tormentando la cintura della vestaglia. Il sole del mattino inondava il piccolo salotto di una luce dorata, ma l’atmosfera in casa era tesa.

– Mamma, ma come hai potuto mettere un annuncio sul giornale? – disse esausta. – E soprattutto un annuncio del genere…

– E cosa c’è di male in quello che ho scritto? – chiese offesa Valentina. – Parole normalissime.

– Normali? – Alessandra tirò fuori dal taschino un giornale piegato e lo spiegò. – Ascolta bene: «Cerco uomo serio per bella e brava figlia di 40 anni. Lavora come contabile, non beve, non fuma, ama cucinare. Contattare la madre al numero…». La madre, mamma mia!

– E allora? Cosa c’è di strano? – non capiva Valentina.

– Cosa c’è di strano? Non sono una merce esposta in vetrina! E perché contattare te e non me?

– Perché tu non sceglieresti mai nessuno. Troveresti mille scuse per dire che non va bene.

Alessandra si sedette sulla sedia di fronte alla madre e si coprì il viso con le mani.

– Mamma, mi chiamano dalla mattina alla sera. Ti rendi conto? Ieri un vecchietto di settant’anni mi ha chiesto se so fare la pasta al forno e se sono disposta a trasferirmi in campagna con le sue tre pecore.

– Quello chiaramente non va bene, – concordò Valentina. – E gli altri?

– Quali altri? – si indignò Alessandra. – Mamma, è umiliante! Come se non fossi capace di trovare un uomo da sola.

– E lo sei?

La domanda fu posta a bassa voce, ma colpì nel segno. Alessandra tacque, rendendosi conto che sua madre aveva ragione. Dal divorzio con Marco erano passati già quattro anni, e non aveva ancora incontrato nessuno che la interessasse davvero.

– Non significa che devi cercare tramite un giornale, come negli anni Novanta, – borbottò.

– E come allora? Su internet? Ma tu non ci capisci nulla.

– Potrei imparare.

– Sì, come hai imparato in quattro anni.

Valentina si alzò e andò in cucina.

– Vuoi un tè? – gridò. – O preferisci qualche goccia di valeriana?

– Mamma, non prendermi in giro, – Alessandra la seguì.

In cucina c’era un profumo di dolci appena sfornati. Valentina cucinava sempre quando era nervosa. Oggi sul tavolo c’erano crostate di mele, biscotti e frittelle.

– Hai passato di nuovo la notte a cucinare? – chiese Alessandra, sorridendo nonostante tutto.

– Non ho dormito, – ammise la madre. – Pensavo a come parlarti.

– Dovevi pensarci prima di pubblicare quell’annuncio.

Valentina mise il bollitore sul fuoco e tirò fuori due tazze.

– Alessandra, ragiona un po’. Lavori in un ufficio pieno di donne, lì non ci sono uomini. Stai sempre a casa con libri e serie tv. Quando vai al supermercato, ti vesti in tuta e non ti pettini.

– Io mi vesto normalmente!

– Per casa, sì. Ma per gli uomini? Quand’è l’ultima volta che hai indossato un vestito?

Alessandra ci pensò. Dopo il divorzio, sembrava aver dimenticato la sua femminilità. Jeans, maglioni, scarpe da ginnastica: il suo guardaroba era fatto solo di questo.

– Non è una ragione per mettere un annuncio, – ripetè ostinata.

– E cosa sarebbe una ragione? Aspettare che il principe azzurro bussi alla porta?

Il bollitore fischiò. Valentina preparò il tè e mise un piatto di biscotti sul tavolo.

– Mamma, quanti messaggi hai ricevuto? – chiese cautamente Alessandra.

– Tantissimi. Li ho scritti tutti su un quaderno. Vuoi vederlo?

La madre tirò fuori un quaderno a quadretti dal cassetto. Sulla copertina, con una scrittura infantile, c’era scritto «Fidanzati per Alessandra».

– Davvero? – sbuffò la figlia. – Come alle elementari.

– Ma è tutto in ordine. Guarda, questo Michele sembrava un tipo perbene. Quarantacinque anni, ingegnere, divorziato, senza figli. Voce piacevole, educato.

Alessandra prese il quaderno e sfogliò qualche pagina. Valentina aveva annotato meticolosamente nomi, età, professioni e brevi descrizioni degli uomini che avevano chiamato.

– Mamma, ma hai parlato con tutti?

– Certo. Credi che darei mia figlia al primo che passa? Ho chiesto tutto: dove lavorano, quanto guadagnano, se hanno una casa.

– Sembrava un interrogatorio, non è vero? – rise Alessandra.

– E va bene. Bisogna sapere con chi si ha a che fare.

L’occhio di Alessandra scorse le note della madre e sorrise senza volerlo. Valentina aveva davvero fatto un lavoro scrupoloso. Accanto ad alcuni nomi c’erano annotazioni: «beve», «vive con la madre», «cerca una serva», «è sposato, mente».

– Perché questo Antonio è barrato?

– Perché ha iniziato subito a parlare di sesso. Gli ho detto che mia figlia è una ragazza di buona famiglia, e lui ha iniziato a offendermi.

– Capisco. E questo qui, Sergio?

– Sembra perbene. Quarantatré anni, capocantiere, ha un appartamento di proprietà. Vedovo, la figlia è già sposata.

Alessandra posò il quaderno e guardò la madre.

– Mamma, davvero credi che si possa trovare una persona normale così?

– E perché no? Una volta c’erano le comari. I genitori combinavano i matrimoni e tutti vivevano felici.

– Era diverso. Oggi è tutto cambiato.

– I tempi cambiano, ma le persone no. Tutti vogliono amore, famiglia, comprensione.

Il telefono suonò. Valentina rispose subito.

– Pronto? Sì, è per l’annuncio… Quanti anni ha? Trentotto? E dove lavora? Capisco… È stato sposato? Divorziato… Ha figli? No… E perché no,Alessandra sorrise mentre ascoltava la madre interrogare l’ennesimo pretendente, rendendosi conto che, nonostante tutto, forse Valentina aveva visto giusto e quella era davvero l’occasione per riaprire il suo cuore.

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