Ricordo, con una certa amarezza, quel pomeriggio destate quando Loredana, la nuora, giunse al nostro piccolo borgo di San Pietro in Valdichiana per una visita di poche ore. Il vecchio casale dei Mariani, dove abitano mio marito Alessandro e io, era già pervaso dal caldo, e Loredana osservava con sospetto anche la mia presenza, gli occhi di Maria, la suocera, fissi sul pavimento.
Scusi, signor Alessandro, ma non ho portato via il vostro figlio dal villaggio senza un motivo! Lho trasformato da cittadino rozzo a ragazzo di città. E ora voi volete farlo tornare rurale, il mio Pietro, vero? Non lo permetterò! sbottò la nuora con voce tesa.
Che succede, Loredana? chiese impaurita Maria. Perché parli così?
Loredana, con il viso irrigidito, rispose:
Perché il nostro Pietro, dopo aver trascorso tutta lestate qui con voi, non è più lo stesso di un tempo. Capite?
Non capiamo. Cosa intende per di un tempo? Ha solo otto anni! ribatté Alessandro, accigliato.
Esattamente! Otto anni, e dopo il vostro villaggio è diventato quasi un uomo! Ha preso delle cattive abitudini! continuò Loredana, alzando la voce.
Cattive abitudini? Che cosa, Loredana? domandò Alessandro, fissandola con occhi spaventati. Ha iniziato a fumare?
Di fumare non parliamo, papà! Certo che non fuma! ribatté Loredana.
Allora non beve, né Quali cattive abitudini intende? mormorò il suocero.
Parlo di abitudini da campagnolo! Ora il ragazzo chiama le auto cavallini! Immaginate: vede una bella macchina e grida a squarciagola: Mamma, papà, guardate che cavallino è passato! È una parola che non dovrebbe esistere, è un vero disastro! esclamò Loredana, agitandosi.
Alessandro strinse i pugni, mentre Maria lo osservava con unespressione di disapprovazione.
Le tue parole, Alessandro non è una parolaccia, è solo un vezzeggiativo. Non è un cavallo vero, ma un cavallino, cercò di spiegare la suocera con tono colpevole.
Che cosa stai dicendo, Loredana? È così che dovrebbe parlare un ragazzo di città? ribatté la nuora. Temo che ora sappia pure imprecare. Dopo lestate in campagna il suo linguaggio è pieno di espressioni straniere. Mi spaventano! Lo sente dire cose come: Ti prenderò per il cardano! o Ti darò una botta nella trasmissione! O ancora: Ti farò girare il volano. la voce le tremava. Mi fa venire i capelli in frizione! E poco fa, nella sua composizione scolastica, ha scritto che vuole diventare un trattore! Sono i suoi sogni, signor Alessandro, che lo avete alimentato?
Io? Ma no, cara Loredana. È stato lui a guardare i mezzi nei campi, a sognare un po. È ancora un ragazzino di città. Non ti preoccupare. Una volta mi diceva di voler diventare un finanziere, quasi un ministro delle finanze. disse Alessandro, cercando di nascondere un sorriso.
È noi, con il nostro figlio, che speriamo che diventi finanziere, sospirò Loredana. Eppure, sapete cosa ha speso?
Cosa? chiese di nuovo Maria, in allerta.
Gli avevamo dato un po di soldi, da futuro finanziere, per farsi un regalo di compleanno, e gli abbiamo detto di comprare ciò che voleva. Indovinate cosa ha comprato? Loredana fece una pausa drammatica.
Che cosa? si irrigidì Alessandro.
Una catena o forse una sega a catena! Ha detto che le vostre catene sono così usurate da non poterle più affilare, e che lanno prossimo voi e Pietro andrete nei boschi a tagliare legna per la sauna! concluse, con un sorriso tirato.
Dio mio esclamò Maria, scuotendo la testa. Che idee ha questo ragazzino, davvero
Sì, lo so, aggiunse Alessandro. Allora, invece di comprare un regalo, ha voluto aiutarmi Non ti preoccupare, Loredana, ti rimborsiamo subito quelle catene e ti restituiamo ogni centesimo. disse, cercando di placare la nuora.
Non è questione di soldi! scoppiò Loredana. Il mio ragazzo dovrebbe pensare ai libri, non alle legna per la sauna o ai cavallini! Deve puntare a diventare un perfetto studente, per entrare subito alluniversità.
Hai ragione, Loredana, rise Maria, stringendola in un abbraccio. Lestate prossima prenderemo dalla nostra biblioteca del club i libri più intelligenti e li metteremo a disposizione di Pietro. Lo faremo studiare sotto il melo, in matematica, italiano e così via, per trasformarlo nel più brillante dei giovani.
Perfetto! annuì Alessandro. Portatelo qui e lo faremo diventare il più colto di tutti, più sapiente persino di un contadino burbero.
Parla così con dolcezza, aggiunse Maria, non è che cantasse, ma quasi. Le zie del villaggio lo adorano, e dicono che tua madre è una mamma davvero modello.
Davvero? chiese Loredana, dubbiosa. In che modo?
Perché lo porti qui ogni estate. Un bambino così deve mangiare solo cibi freschi, respirare aria pulita, nuotare nel fiume cristallino, non in quelle piscine artificiali piene di cloro. Pietro ti ha raccontato di aver imparato a nuotare quasi come un pesce?
Sì, lha detto Loredana annuì, finalmente sorridendo.
E pedala senza timore di un camion che spunta allangolo, non ha più paura delle api o dei cani, e lallergia sembra sparita. Quindi andiamo meno spesso al medico.
Tra un anno dimenticherete anche la parola quasi, e Pietro sarà in forma smagliante. Qui guadagna salute a sufficienza per tutta la vita, perché la salute è la cosa più importante. concluse Alessandro.
Loredana, ormai resa, ammise:
Va bene Mi avete un po calmata
Quando Loredana partì, Maria guardò Alessandro con sospetto:
Tu cosa pensi, verrà Pietro lestate prossima?
Sarà, dove andrebbero altrimenti? rispose Alessandro incerto. Per fortuna Loredana non è andata al fienile a curiosare. Altrimenti avrebbe visto il trattore che sto assemblando per Pietro, e sarebbe impazzita. Ma non importa, tutto andrà bene. Tuttavia lui ricorderà ancora la parola cavallino, proprio come quando ero bambino e le parole del nonno mi rimanevano impresse nella testa
Così, tra ricordi di campi, catene e cavallini, la nostra famiglia continuò a sperare che il piccolo Pietro potesse crescere sano, istruito e, soprattutto, con il cuore legato alla terra e al cielo di quel vecchio paese italiano.






