NUORA DI CASA
Mamma, sposo Cecilia. Tra tre mesi saremo genitori mio figlio mi mette davanti ai fatti compiuti.
Non mi sorprende del tutto questa notizia, perché avevo già conosciuto Cecilia grazie a lui. Quello che davvero mi lascia perplessa è letà della futura sposa. Non ha nemmeno compiuto diciotto anni. E anche lo sposo deve ancora andare a svolgere il servizio militare. Sono ancora due ragazzi, e già chiedono il matrimonio e un neonato in arrivo.
Abbiamo faticato tanto a trovare un abito da sposa per Cecilia. Del resto era incinta di sette mesi, la pancia ormai si vedeva.
Quando i festeggiamenti per le nozze sono finiti, i giovani sposi sono andati a vivere dai genitori di lei. Ma mio figlio veniva comunque da me ogni settimana, si chiudeva in camera sua e chiedeva di non essere disturbato. Da madre, questa cosa non mi lasciava tranquilla.
Chiamo Cecilia.
Tutto bene con Matteo?
Certo, perché? risponde la mia nuora, tranquilla come una madonna in processione.
Cecilia, sai dovè ora tuo marito? cerco di capire cosa accade.
Signora Rosa, pensi alle sue cose. Noi ci arrangiamo anche senza di lei per la prima volta e non lultima mi tratta in modo sgarbato.
Scusa se ti ho fatta perdere tempo dico e chiudo la telefonata.
Sono una persona tranquilla, amante della pace. Così scelgo di non immischiarmi nei loro rapporti. Che si arrangino pure, non voglio essere dintralcio.
Poco dopo, Cecilia porta al mondo la piccola Beatrice. Non mi piaceva per niente questo nome, perciò ho cominciato a chiamare la mia nipotina Bice.
Matteo parte per il servizio militare.
Serviva lontano da casa. Per i due anni della leva, sono sempre andata a trovare la piccola Bice. Ogni volta che mi presentavo a casa di Cecilia, notavo quanto diventasse più bella di giorno in giorno. Era davvero affascinante, quasi troppo. Questa cosa mi preoccupava. Si era iscritta alluniversità, e lì le tentazioni sono sempre tante. La verità è che temevo che non avrebbe aspettato il ritorno di suo marito.
A dirla tutta, ho sempre percepito che Cecilia non mi voleva particolarmente bene. Quando andavo a prendere Bice, Cecilia sospirava, mi dava subito la carrozzina e mi mandava a passeggiare con la nipote, quasi non vedesse lora che uscissi da casa sua. Con uno sguardo era capace di offendermi. Non era facile trovarmi bene con lei, non nascondeva affatto la sua antipatia. Sapeva quanto valeva e lo faceva pesare. Io non volevo conflitti, pregavo solo di uscire alla svelta da quella casa così fredda.
Alla fine, Matteo torna dal servizio. Vedo che tra i ragazzi va tutto bene, in pace e armonia. Bice cresce, Matteo è innamorato perso della moglie, la nuora è brava in casa e bellissima. Mi sento il cuore in pace. Così sono passati quindici anni di serenità.
Poi allimprovviso, Cecilia cambia completamente. Cominciano gli amanti, e non si nasconde affatto. Era sempre in giro, e non lo teneva neanche segreto. Come si dice da noi, la pentola non si tiene mai chiusa con il coperchio troppo stretto. Matteo ha sopportato per almeno tre anni. Era innamorato e soffriva.
Lei però, era crudele e lo prendeva anche in giro. Io ero scioccata dal suo comportamento, ma non le ho mai fatto la morale. A dire il vero, mi faceva paura, Cecilia. Quando mi guardava, poteva far tremare anche i santi sullaltare.
Matteo, che succede tra te e Cecilia? State litigando? Perché? provo a chiedergli.
Non preoccuparti, mamma, si aggiusterà tutto mi tranquillizza lui.
Mi sembrava quasi che fosse lui a sentirsi in colpa, per questo sopportava tutto da parte della moglie. Decido quindi di affrontare Cecilia. Non riuscivo a darmi pace per il loro allontanamento.
Cecilia, posso chiederti una cosa? inizio sottovoce, per non scatenare la sua ira.
Signora Rosa, sarebbe meglio che chiedesse a suo figlio cosa fa o meglio, con chi se la fa in ufficio. Mia zia lavora lì, mi ha raccontato tutto per filo e per segno. Suo figlio mi tradisce! Ha cominciato lui! Cecilia quasi urla.
Dio mio, chi me lha fatto fare? Non dissi nulla a Matteo. Che sia quel che sia. Non si può piacere a tutti, tanto vale non mangiarsi il fegato.
Cecilia e Matteo si separano poco dopo. Bice rimane con la mamma.
Matteo si dà alla bella vita. Cambia donne come si cambiano le camicie. More, bionde, castane Il suo letto non è mai freddo.
Cecilia si risposa subito. Me lo fa sapere Matteo, che quasi piange per la rabbia. Lei si rivela una moglie premurosa.
Per lui arriva poi un nuovo amore: Antonia. Una donna minuta, seducente, determinata. Matteo ha trentacinque anni, Antonia quaranta. Era cotto di lei, faceva di tutto per accontentarla.
Immediatamente mette in chiaro le sue condizioni: matrimonio ufficiale, un appartamento per la figlia, tutto il mantenimento a carico di Matteo.
Lui si scioglieva davanti a questa seconda moglie.
Antonia, a differenza di Cecilia, si voleva subito mettere dalla mia parte, mi chiamava per nome e mi dava del tu. Non mi piaceva affatto questa confidenza forzata, ma non amo i litigi, quindi ho mandato giù. Tutti i regali fatti da Antonia comprati coi soldi di mio figlio sono ancora lì, chiusi nellarmadio, mai usati. Non mi dicono nulla.
E anche il suo sorriso è finto, le parole non sono sincere, e la verità è che non ama Matteo. Solo una donna furba. Ha trovato un portafogli con le gambe e lo riempie di richieste impossibili, non si fa scrupoli a barare. Con Cecilia, almeno sapevi cosa avevi davanti: gridava, ma con lanima pulita, mi chiamava sempre per nome e mi voleva bene. Amava davvero Matteo.
Antonia non cucina, preferisce ordinare piatti pronti dalla gastronomia. Un giorno le ho fatto notare:
Potresti almeno cucinare un po di minestra per Matteo, così evitate di mangiare sempre al volo.
Rosa, non insegnare a una volpe come si ruba luva! mi risponde lei, secca.
Le sue amiche sono al primo posto: delle vere ballerine da discoteca. Una sauna costosa ogni settimana, chiacchierate infinite al bar, shopping nei negozi più cari questo è il mondo di Antonia. Se qualcosa non le va a genio, subito parte il melodramma: lacrime, scenate, isterismi.
Ad Antonia devi dare anche luovo, e pure già sgusciato. Ma come fa Matteo a sopportare una così? Non lo capisco. Considero il loro incontro un inspiegabile scivolone.
Sempre più spesso torno a pensare a Cecilia, così intraprendente e disponibile. Ora capisco bene la differenza. Ricordo ancora il suo polpettone, i suoi involtini di verza, i suoi dolci meravigliosi Perché Matteo ha rotto un matrimonio perfetto? Non ha saputo tenere una donna così! E ora piange su se stesso.
Sono almeno felice che Bice, la mia nipotina, non mi dimentica mai e mi sorprende con mille piccole attenzioni.
Cecilia, per me, resta la vera nuora di casa, anche se è solo la ex. Solo quando si perde qualcosa se ne capisce il valore. Antonia sarà sempre solo una figura di passaggio. Mi dispiace per mio figlio, credo che, nel cuore di Matteo, ci sia ancora spazio per Cecilia. Ma la strada per tornare a lei ormai è chiusaUn pomeriggio dautunno, mentre preparo il caffè, sento bussare piano alla porta. Apro: è Cecilia. È cambiata, negli occhi ha la luce di un tempo ma il viso è più sereno, maturo.
Buonasera, signora Rosa. mi dice, quasi timida. Indugia sulla soglia.
Entra, Cecilia. le sorrido. Mi accorgo che stringe la mano della piccola Bice, ormai diventata una signorina.
Sediamo in cucina, il profumo del caffè ci avvolge, e per un attimo mi sembra di tornare indietro nel tempo, quando era ancora mia nuora, quando la casa sembrava più piena.
Volevamo salutarti. Bice tra poco si iscriverà alluniversità. Sognava di dirtelo di persona, racconta Cecilia, e la voce le trema appena.
Guardo quella ragazzina, così somigliante a suo padre e, negli occhi, tanto della madre. Bice mi sorride e mi abbraccia forte. Sento il calore del suo abbraccio arrivarmi dritto al cuore, come una benedizione.
Cecilia mi prende la mano, la stringe un momento. Rosa, grazie per tutto quello che hai fatto per noi, per aver voluto bene a mia figlia. Anche quando esita, nascondendo un velo di commozione anche quando magari non lo meritavo.
Sei stata e sarai sempre parte di questa famiglia, Cecilia, le sussurro piano, mentre ci guardiamo negli occhi. È come se tutto il passato sfumasse in quella stretta, lasciando solo spazio alla gratitudine.
Quando se ne vanno, rimango sola in cucina, ancora intontita dal profumo del caffè e dalla tenerezza appena ricevuta. E mentre fuori le foglie cadono leggere, sento una strana felicità, come un dono inaspettato. So di aver trovato la pace: le vere nuore di casa non sono quelle dei documenti, ma quelle che portano un po del nostro amore nel cuore, per sempre.



