La mia ex suocera ci sorveglia come se fossimo in un reality show.
La mia ex suocera, Signora Celestina, ha 52 anni ed è la madre della mia ex moglie, Lucia. Io mi sono sposato a 23 anni. Lucia era già rimasta incinta poco prima del matrimonio e così è arrivata nostra figlia, Beatrice.
Dopo appena due anni, la vita ci ha tirato uno schiaffo impietoso: mia moglie si è ammalata gravemente e, nel giro di poco, ci ha lasciato.
Sono rimasto solo con Beatrice tra le mani. Ho deciso di trasferirmi in unaltra città, a casa dei miei genitori. Era la scelta più logica: lavoravo come un mulo per dieci ore al giorno, mentre loro potevano occuparsi di Beatrice. Questo era il patto.
Mi hanno promosso dopo poco e ho comprato una casetta a circa mezzora da mamma e papà. Da quel momento, Beatrice è stata seguita a turno, a volte dai miei genitori, a volte da una tata (insistevo perché si prendessero qualche pausa; non volevo esaurire le loro energie). Ora Beatrice ha otto anni e, modestamente, una bella parlantina.
A questo punto, la signora Celestina ha deciso di traslocare nella mia stessa città, evidentemente per stare vicina alla sua unica nipote. Una decisione che mi ha lasciato più sbalordito di una pizza senza mozzarella Non tanto per la ragione (ove comprensibile!), quanto per la distanza: ci separavano centinaia di chilometri, mica una fermata di tram!
Va bene, mi sono detto, Lucia era figlia unica, Beatrice è la sola nipote. Forse non vuole restare sola a fare il crepuscolo davanti alla TV.
Ma, da quando la suocera si è fatta cittadina del mio stesso comune, sono iniziati i guai.
Per cominciare, è più presente in casa mia che il parroco a messa la domenica. In pratica, passa qui lintera giornata, compreso quando torno da lavoro. E se questo non bastasse, la signora si presenta anche nei weekend Che poi venire a trovare è un modo gentile per dire che si piazza da mattina a sera.
Anche quando Beatrice è a scuola, Celestina resta con me. Le sue argomentazioni sono le più svariate:
Nessuno pulisce questa casa se non lo faccio io. La polvere si fa ogni giorno, e senza una donna sei spacciato.
Le piante stanno morendo di sete, ancora un po e buttale pure.
I ladri ieri giravano per il quartiere, ma qui niente perché cero io.
Non ti preoccupare, mica mi porto via i tuoi euro.
Mi chiedo se per caso creda che lo spirito di sua figlia abiti con me tipo coinquilino fantasma, visto che più volte lho sentita chiacchierare con qualcuno anche quando in soggiorno non cera anima viva.
Dopo varie conversazioni diplomatiche, ho reputato il suo comportamento come una vera invasione barbarica del mio spazio vitale. Lei fingeva di ascoltarmi, ma niente, come parlare coi lampioni.
La settimana scorsa, però, si è superata. Ero da mesi che frequentavo una ragazza, Martina. Finalmente casa libera (Beatrice era dai nonni), serata perfetta: cenetta, film, divano. Relax totale. Allimprovviso sento un rumore secco e uno sfruscio nellingresso. Mi giro terrorizzato ed eccola: sagoma inquietante della suocera, comparsa in casa senza bussare, telefonare o nemmeno un colpo di tosse per annunciare sé stessa.
Le piante? Di nuovo morenti? Ma dai
Non sono nemmeno riuscito io a lamentarmi, perché ha iniziato lei: furiosa, indignata, urlando accuse di tradimento e mancanza di rispetto per la povera Lucia, manco fossimo in una telenovela napoletana.
Incredulo per laudacia, le ho detto tutto quello che pensavo in perfetto italiano poco diplomatico, ho preso le chiavi dalle sue mani e le ho annunciato:
Da oggi, qui non cè più posto per te!
Ora, la povera Celestina non ha altri parenti, e anche i miei mi fanno il girotondo per convincermi a ripensarci. Umana pietà? Dico io, bisognerà trovare un compromesso: ogni tanto Beatrice potrà andare da lei, ché resta sempre la nonna ma la mia casa dovrà restare una roccaforte inespugnabile. E basta così.





