Diario personale, 5 giugno
Mio figlio si è sposato quando aveva già 33 anni. Adesso è una cosa normale, ma una volta sarebbe stato considerato tardi. Si sono sposati perché la sua fidanzata era rimasta incinta. Eravamo felici, sarebbe arrivata la nostra prima nipotina, una bambina. La gioia in casa era palpabile. La mia nuora non è affatto una persona difficile, anzi, è unottima padrona di casasempre ordinata e pulitagiovane e simpatica. Sa persino lavorare a maglia, cosa sorprendente per me, visto che non ho mai saputo tenere in mano davvero ferri e gomitoli. Insomma, una ragazza a modo, con un carattere equilibrato, mio figlio è sereno e forse non potrei desiderare di meglio.
Quando la mia nipotina ha compiuto tre anni, hanno annunciato una nuova gravidanza. È nato un maschietto. Hanno iniziato i lavori di ristrutturazione nella casa ereditata da mia nonna, qui in provincia di Firenze. Va bene così, abbiamo condiviso la contentezza. Neanche tre anni dopo, mia nuora ha annunciato il terzo figlio. E due anni dopo di nuovo, unaltra gravidanza.
Io ormai vivo con la pensione e un po di aiuto da mio figlio; se la cava, lavora come autista e fa mille lavoretti per arrotondare, praticamente sa aggiustare qualunque cosa in casa e non si tira mai indietro nel lavoro manuale. Ma rimane comunque un semplice conducente, e mi chiedo perché volessero un terzo, e poi pure un quarto figlio. È quasi sempre fuori per lavoro o per piccoli lavoretti extra.
Prima di Natale, mia nuora mi ha dato un elenco di quello che serviva per i bambini. Secondo voi cerano dolcetti o regali? Niente affatto. Solo cose necessarie, persino olio per massaggi, calzini, collant, tutto quello che non si trova sulle pubblicità ma che serve davvero ogni giorno.
Ho chiesto a mio figlio dove avessero intenzione di partorire il quarto figlio, ma ha sviato la domanda.
Posso dire di aver cresciuto un figlio responsabile, che non ha paura di rimboccarsi le maniche di fronte a qualsiasi fatica. Sua moglie, ormai quasi trentacinquenne, non ha mai lavorato, nessuna esperienza, nessuna busta paga. Magari arriverà al quinto figlio verso i quaranta, non mi stupirebbe neanche più. Ma io non potrò aiutare per sempre. Sto invecchiando, la mamma di mia nuora è mancata, quindi davvero non ha nessuno che possa aiutarla tranne me. Almeno hanno finalmente ricostruito la casa. Però sono sempre tutti insieme lì dentro, quattro figlie chiamarla casetta è un eufemismo.
Ho chiesto a mia nuora: Quando finiranno i piccoli aiuti, cosa farete? Dove pensi di trovare lavoro dopo i quarantanni senza nemmeno una giornata di esperienza?. Mi ha risposto solo che se la caverà. E se, Dio non voglia, dovesse succedere qualcosa a mio figlio? Cosa farei allora? Come si fa a crescere così tanti bambini?
Ho anche un altro figlio che mi rimprovera perché sto poco con il suo bambino. Non trovo il tempo, lo passo quasi tutto ad aiutare la famiglia del primogenito. Mi sento tirata in mille direzioni e a volte mi chiedo quale sia davvero il mio posto, ora che tutto è cambiato così in fretta.





