NUORA DI CASA
Ricordo ancora quel giorno lontano, quando mio figlio mi disse deciso:
Mamma, sposo Annalisa. Tra tre mesi nasce nostro figlio.
Non fui davvero sorpresa da questa notizia, poiché Annalisa me laveva già presentata qualche tempo prima. Quello che mi lasciava perplessa era la sua età: non aveva ancora compiuto diciotto anni. E anche mio figlio doveva ancora fare la leva militare. Erano entrambi giovani, quasi due ragazzi, e già parlavano di nozze e di un bambino in arrivo.
Non fu semplice trovare labito giusto per la sposa. Al settimo mese di gravidanza, nessun vestito sembrava andare bene.
Dopo la cerimonia, i ragazzi andarono a vivere con i genitori di Annalisa. Ma mio figlio tornava da me ogni settimana. Si chiudeva nella sua stanza e mi chiedeva di non disturbarlo. Comprensibilmente, da madre, questo mi preoccupava.
Una volta telefonai ad Annalisa:
Va tutto bene tra voi e Lorenzo?
Ma certo, signora Lucia, perché chiede? mi rispose lei calma, imperturbabile.
Annalisa, sai dove si trova ora tuo marito? tentai di capire.
Signora Lucia, si faccia gli affari suoi. Ce la caviamo bene anche senza di lei, fu la prima e non l’ultima volta che mi rispose grossolanamente.
Chiedo scusa per averle rubato tempo, tagliai corto e chiusi la chiamata.
Sono sempre stata una donna pacata e amante della pace. Non volli intromettermi nei loro rapporti, li lasciai cuocere nel loro brodo.
Poco dopo, Annalisa mise al mondo Vittoria. Il nome non mi convinceva; così, chiamavo mia nipote affettuosamente Vittorina.
Lorenzo partì per il servizio militare.
Era distante, e per tutti i due anni che rimase via andavo spesso a trovare la piccola Vittorina. Ogni volta notavo quanto Annalisa, la mia nuora, fosse diventata più bella. Era davvero una donna attraente, quasi troppo, e questo mi dava da pensare. Frequentava luniversità, tra ragazzi e tentazioni, e io mi domandavo se mai sarebbe rimasta fedele al ritorno di mio figlio.
Non mi sentivo benvoluta da Annalisa. Quando mi presentavo per vedere la nipote, sospirava profondamente, mi consegnava la carrozzina e mi spediva a passeggio, come se fosse infastidita dalla mia presenza. Il suo sguardo riusciva sempre a farmi sentire di troppo. Annalisa sapeva il suo valore, e io volevo evitare conflitti; desideravo solo uscire da quella casa fredda il prima possibile.
Quando Lorenzo tornò dal militare, trovai la loro casa piena di armonia: Vittorina cresceva allegra, Lorenzo non staccava gli occhi dalla moglie e Annalisa si rivelava una padrona di casa invidiabile. Non potevo che essere felice. Quindici anni passarono così, sereni.
Poi un giorno Annalisa cambiò, come se si fosse trasformata in unaltra donna. Iniziò ad avere amanti, e anche molti. Non si preoccupava neanche di nasconderlo: viveva libera, senza scrupoli. Il detto dice: La natura esce sempre, ed era proprio così. Lorenzo sopportò questa situazione per tre anni, la amava e soffriva.
Lei, al contrario, lo feriva e lo umiliava apertamente. Rimasi sconvolta dal suo comportamento, ma non osai mai affrontarla sul tema della morale. A dirla tutta, Annalisa mi incuteva timore, aveva uno sguardo che faceva tremare i santi.
Figlio mio, che sta succedendo tra te e Annalisa? State litigando? Perché? provai a chiedere, cauta.
Non preoccuparti mamma, tutto si sistema, mi rassicurò Lorenzo.
Mi sembrava avesse la coscienza sporca, accettava i capricci della moglie come se ne fosse responsabile. Decisi quindi di parlare con Annalisa direttamente:
Annalisa, posso chiederti una cosa? abbassai la voce per evitare la sua ira.
Signora Lucia, forse dovrebbe chiedere a suo figlio che tipo di lavoro fa in ufficio? Mia zia lavora lì e mi ha raccontato tutto quello che combina. È lui che mi ha tradita per primo! esplose gridando.
Mi domandai perché fossi dovuta entrare in quella storia. Non dissi nulla a Lorenzo. Meglio lasciare che la vita seguisse il suo corso.
Annalisa e Lorenzo divorziarono poco dopo. Vittorina rimase a vivere con la madre.
Lorenzo, nel tentativo di dimenticare, cambiava compagnia femminile di continuo: brune, bionde, castane Il letto di mio figlio non era mai freddo.
Annalisa si risposò immediatamente, fu Lorenzo stesso a dirmelo, e scoppiò persino a piangere. Annalisa fu una moglie premurosa col nuovo marito.
Poi arrivò la seconda moglie: Claudia. Piccola, determinata, volitiva. Lorenzo aveva trentacinque anni, Claudia quaranta. Mio figlio era innamorato cotto e le stava sempre dietro.
Lei fu subito chiara: voleva un matrimonio ufficiale, una casa per sua figlia, mantenimento totale per sé stessa.
Lorenzo si scioglieva ai suoi piedi.
Claudia, a differenza di Annalisa, cercava la mia amicizia, mi chiamava per nome e mi dava del tu. Non gradivo questa confidenza, ma non mi piace litigare, così sopportavo. Tutti i regali ricevuti da lei, comprati coi soldi di mio figlio, restano chiusi nellarmadio, mai usati.
Il sorriso di Claudia è forzato, le sue parole poco sincere, e non ama Lorenzo. Ha trovato nel ragazzo una miniera doro e ne approfitta senza remore, con richieste esagerate e astuzie. Annalisa, invece, mi gridava contro, ma era schietta; mi rispettava perfino, chiamandomi sempre Signora Lucia, e amava davvero mio figlio.
Claudia non cucina mai; preferisce comprare cose già pronte in gastronomia. Un giorno le ho detto:
Potresti almeno preparare una minestra a Lorenzo. Mangiate sempre roba già fatta.
Mi ha risposto:
Lucia, non insegnare alla rana a saltare!
Le sue amiche sono la sua priorità. Tutta la settimana tra terme costose, caffè e giri nei negozi di lusso. Appena qualcosa non va secondo i suoi gusti, pianti, crisi e urla.
Vuole sempre tutto perfetto, ma non sa accontentarsi. Chissà come fa Lorenzo a sopportarla. Penso che lincontro tra lui e Claudia sia stato solo un errore.
Sempre più spesso il pensiero mi riporta ad Annalisa, così brava in casa. Mi ricordo le sue lasagne, i suoi involtini, le torte perfette Era un piacere pranzare con lei! Perché Lorenzo ha rovinato tutto con una donna così? Che non sia riuscito a tenerla, è soltanto colpa sua.
Sono felice che la mia nipotina Vittorina si ricordi ancora di me, viziandomi ogni tanto con qualche pensierino.
Per me, Annalisa è rimasta una nuora di casa, anche se ora è solo un ricordo lontano. Solo quando una cosa la perdi, ne capisci il valore. Claudia resta solo una moglie di passaggio. Mi dispiace per mio figlio; credo che, nel cuore, per lui vivrà sempre Annalisa. Ma a quel passato, ormai, non si torna piùOra la casa è più silenziosa. Le voci di allora sono echi tra le stanze, ricordi sospesi tra i mobili e le foto ingiallite sul pianoforte. Quando, ogni tanto, Vittorina mi viene a trovare, sento in lei il riflesso ostinato dellinfanzia: ride come faceva da piccola, abbraccia senza riserve, mi chiama nonna con quella leggerezza che scaccia ogni malinconia.
Seduta accanto alla finestra, guardo fuori e penso alle stagioni passate, agli inverni di attesa e alle estati di festa. Forse è questo, dopotutto, il destino delle madri: imparare a lasciare andare, a custodire ciò che è stato e a sorridere di ciò che resta.
Un giorno, mentre sistemo la vecchia credenza, trovo una sciarpa lilla che Annalisa mi regalòun piccolo gesto, allora trascurato, ora prezioso. La stringo al petto e sospiro. Ho capito tardi che lamore non segue mai una sola strada e che i legami, anche quando si spezzano, lasciano segni profondi e dolci insieme.
Forse nessuna donna sarà più la nuora di casa come Annalisa. Ma ho imparato che laffetto può nascondersi anche nei rapporti difficili, nelle parole dure, persino nei silenzi. Ora, ogni sera, accendo una luce in cucina e aspetto: qualcuno, prima o poi, tornerà a casa. E allora sarò pronta, come sempre, ad accoglierlo con un sorriso vero, senza rimpianti.






