La misteriosa chat del marito
La mattina di Giulia e Matteo comincia con un ritardo clamoroso. I due hanno ignorato la sveglia e adesso si muovono freneticamente per casa, cercando di prepararsi entrambi per il lavoro e, contemporaneamente, di vestire il loro bambino, Vittorio, che deve andare allasilo.
Amore! Vai tu a prendere Vittorio oggi, va bene? grida Giulia dalla camera, mentre infila di corsa i pantaloni e cerca di mettere nellasilo-zaino tutto il necessario.
Sì, certo! risponde Matteo. Hai visto le mie chiavi?
E dove dovrei averle viste? sbotta Giulia, un po seccata, frugando fra le lenzuola alla ricerca del cellulare. Finalmente la trova, afferra il telefono e corre da Vittorio, che nel frattempo sta giocando con le automobiline, apparentemente incurante del trambusto.
Per arrivare allasilo ci mettono appena cinque minuti: Giulia trascina quasi Vittorio dentro, piegandosi per slacciargli la giacca, la cui zip però resta bloccata. Improvvisamente vede suo figlio tremare il labbro e gli occhi riempirsi di lacrime.
Mamma, non voglio andare allasilo singhiozza Vittorio, aggrottando la fronte e stringendo i pugni.
Tesoro, ora non è il momento Siamo in ritardo! Giulia cerca di mantenere la calma, anche se la voce le trema. Si abbassa davanti a lui, lo accarezza. Allasilo ci si diverte, ci sono i tuoi amici
Ma ogni tentativo di rassicurarlo sembra inutile. Vittorio rimane lì piantato, sempre più lamentoso. Per fortuna arriva la maestra, che sorride gentilmente a Giulia e prende per mano il bambino.
Non si preoccupi, Giulia la rassicura. Ce la vediamo noi. Dai Vittorio, vieni che i tuoi amici ti aspettano.
Giulia lascia uscire un respiro di sollievo, ma ecco subito arrivare unaltra ondata di ansia.
Oddio, sono in ritardo! Che giornata mormora tra sé, controllando lorologio. Si avvia di corsa verso luscita, decisa a chiamare una cliente per avvisare del ritardo. Apre la borsa, prende il cellulare e cerca il numero fra i contatti senza trovarlo. Guardando meglio si rende conto: quello non è il suo telefono. Nella confusione della mattina, lei e Matteo si sono scambiati i telefoni per via delle identiche cover. Maledette cover uguali, maledette password identiche.
Fantastico sospira ad alta voce, cercando di capire come mettersi in contatto con la sua cliente. Serve chiamare Matteo e chiedergli di inviarle il numero necessario.
Proprio in quel momento il telefono vibra tra le sue mani. Appare una notifica di messaggio:
Dimo: «Allora, quella tipa della palestra? Ti ha dato il numero?»
Giulia si pietrifica. Rilegge la notifica diverse volte, poi apre la chat, come in trance.
Dimo: «Allora, sei riuscito a conquistarla?»
Matteo: «Sì, mi ha dato il numero. Abbiamo deciso per questo weekend. Da me.»
Giulia sente il sangue ghiacciarsi. Questo weekend? È proprio il fine settimana in cui lei dovrebbe portare Vittorio da sua madre e dormire da lei
Santo cielo sussurra, col cuore che le scoppia di dolore. Era meglio se non lo scoprivo mai. Maledette cover identiche
A Giulia costa una fatica immensa non lasciar trasparire nulla. Ogni giorno, ogni sguardo verso Matteo è una sfida. Mancano tre giorni al sabato, ma già si ritira nei suoi pensieri, a domandarsi cosa fare. Cerca di convincersi che sia un fraintendimento, che forse ha visto male, ma ogni volta che guarda il marito le risuonano in testa quelle parole: «Questo weekend. Da me».
Matteo, dal canto suo, sembra non accorgersi di niente. È il solito: affettuoso, premuroso, presente. La sera le chiede come sia andata la giornata, le dà una mano con la cena e accompagna perfino Vittorio a letto. Giulia lo fissa negli occhi, cercando risposte che non riesce a formulare. Nessun segno di rimorso. E questa serenità la spaventa ancora di più.
Il mercoledì sera guardano insieme un film. Matteo le passa un braccio sulle spalle come sempre, ma Giulia è costretta a mordersi la lingua per non esplodere in lacrime proprio su di lui. In quellabbraccio ora si sente scoperta, come se il suo intero universo stesse per cadere. Ogni gesto di Matteo le appare falso, come una maschera.
Il venerdì sera, dopo aver messo a letto Vittorio, Giulia rimane davanti al lavello, osservando pensierosa lacqua scorrere tra le dita. Matteo le si avvicina e la abbraccia da dietro, sussurrandole:
Ti trovo un po triste oggi. Tutto bene?
Giulia si irrigidisce. Un brivido le percorre la schiena.
Sì, va tutto bene, solo un po stanca, sorride forzatamente.
Capisco, le sussurra dolce e le bacia la testa.
Nella notte tra venerdì e sabato, quando Matteo dorme già profondamente, Giulia si alza senza far rumore e va in bagno. Si chiude dentro, apre lacqua e si siede sul bordo della vasca. In quel momento tutti i suoi sentimenti traboccano.
Perché? sussurra tra i singhiozzi. Perché proprio a me?
Si fa sempre la stessa domanda e non trova una risposta. I pensieri si aggrovigliano.
«Come ha potuto? E io cosa faccio adesso? Glielo chiedo o me ne vado in silenzio?»
Ha il cuore in subbuglio; la mente ondeggia tra paura, rabbia, rassegnazione.
Lunica cosa chiara: al mattino dovrà rimettersi una maschera. Di lì a poche ore la verità verrà a galla.
Sabato mattina, Giulia accompagna Vittorio da sua madre. È esausta, ogni gesto le richiede uno sforzo immenso. Sua mamma percepisce qualcosa subito.
Tutto a posto, Giulia? domanda accogliendola in casa.
Giulia abbozza un sorriso forzato, cerca di sembrare leggera:
Sì, mamma, nessun problema. Ma vado di fretta Voglio preparare a Matteo una sorpresa. Bacia in fretta la fronte di Vittorio e torna verso la macchina, senza voltarsi.
Per tutta la strada verso casa, Giulia è scossa da mille paure. «E se invece va davvero solo da un amico? O se la ragazza non si presenta? Forse ho capito male»
Vuole sorprendere il marito sul fatto, vuole vederlo, e allo stesso tempo spera di aver frainteso tutto. Vorrebbe chiudere gli occhi, cancellare i dubbi e tornare alla normalità.
Arrivata sotto casa, spegne il motore ma rimane in auto. Non trova il coraggio di scendere. Le riaffiorano alla mente solo i ricordi felici: Matteo che ride con lei in cucina; loro tre al parco; le serate abbracciati davanti alla TV. La famiglia le sembra così solida e felice che quasi vorrebbe rimanere lì allinfinito, per sospendere ancora un po quella serenità. È un momento di quiete prima dello sconquasso.
Si fa forza, sale le scale: rimane qualche secondo davanti alla porta di casa, le mani che tremano. Poi infila la chiave e la gira lentamente, come per non voler davvero affrontare quello che verrà. In casa è quasi tutto buio, solo una debole luce dalla cucina. Subito sente voci basse, risate, sussurri. Un nodo le stringe lo stomaco.
«È lui», pensa. «Sta succedendo».
Sente la testa girare. Avanza nel corridoio come in trance, senza neanche ascoltare davvero. Più si avvicina, più si sente smarrita. Il cuore le batte allimpazzata.
Matteo? sussurra, la propria voce le suona sconosciuta, quasi metallica.
Poi, più forte:
Matteo!?
Non avendo risposta, Giulia entra decisa in cucina. Davanti a lei vede due persone un uomo e una donna. Luomo non è Matteo. È Dimo, il migliore amico di suo marito. La ragazza si blocca. Dimo si gira di scatto, agitato.
Giulia! Non è come sembra Ti giuro! Lo sai come siamo a casa mia! Giulia! Dovevo portarla da mia madre, forse? balbetta, nervosissimo.
Ma Giulia non lo ascolta, non capisce nulla di quello che accade. Nella testa solo un grande vuoto. Le lacrime cominciano a scenderle, ma si accorge di sorridere allo stesso tempo.
Ho capito, Dimo mormora, stravolta. Io vado.
Si volta piano ed esce di casa. Laria le colpisce il volto, cerca di calmarsi. Col telefono tra le mani tremanti, compone il numero di Matteo.
Pronto sente la voce di lui, ma le parole non le vengono. Tutto ciò che riesce a dire, in modo quasi grottesco:
Ti amo Tanto
Tra le lacrime e un sorriso isterico, cerca di articolare almeno una frase sensata, ma lemozione è troppo forte. I pensieri si sparpagliano.
Sono stata a casa Cera Dimo sussurra nel telefono.
Ho capito Scusami, non arrabbiarti, ti prego. Sono in ufficio. Vieni qui, va bene? Ti aspetto Non arrabbiarti con me, amore Conosci Dimo. Vieni?
Sto arrivando
La corsa in macchina pare interminabile, una gran voglia di abbracciare Matteo la spinge.
Poco dopo, Giulia e Matteo sono seduti sul pavimento della sala conferenze dellufficio di lui, davanti a una bottiglia di vino rosso. Giulia con la testa sulla spalla del marito, stringe piano il bicchiere fra le mani.
Scusa Non era mia intenzione leggere la tua chat. Non ho mai fatto una cosa del genere
Scusami tu, che mi sono fatto trascinare. Avrei dovuto spiegarti tutto subito.
Ma perché ti ha chiesto di farlo?
Perché è il mio migliore amico. Il giorno prima aveva fatto una figuraccia con quella ragazza.
Cosa ha combinato?
Le è letteralmente piombato addosso, le ha rovesciato una Red Bull e distrutto il tailleur bianco. Era tutta macchiata di azzurro E da lì è diventato un adolescente impacciato. «Non riesco! Ho paura! Matteo, aiutami!»
Matteo imita la voce tremenda dellamico, Giulia scoppia a ridere.
È come un fratello Mi fa pena. Così mi sono fatto dare il suo numero, lho aiutato con due battute, e voilà.
Ma perché lha portata a casa tua, non poteva andare in un albergo?
Ricordi perché ancora vive con sua madre?
Per non spender soldi per lappartamento E perché la mamma gli cucina le polpette! E gli stira pure i calzini!
Esatto la guarda Matteo sorridendo.
Che taccagno! ride di gusto Giulia.
Siamo amici da ventanni, forse sono lunico davanti al quale non si vergogna di essere così
Sei un vero amico, Matteo! Complimenti.
Giulia scuote la testa.
Senti Ma se sono ancora lì? Non possiamo mica dormire in ufficio E a casa non voglio tornare subito Che si arrangino!
Matteo la bacia.
Io almeno non sono tirchio come lui. E noi ce la meritiamo una serata romantica.
Davvero? Andiamo in hotel?
Matteo fa sì con un cenno deciso. Poi la prende in braccio sulle spalle. Giulia ride, si dimena, ma il marito la tiene stretta.
Ti porto io, principessa, sana e salva!
Giulia ride così tanto che nemmeno le sembra vero che poche ore fa sentisse crollare il mondo.



