La nuora ha sopportato la suocera a lungo: ecco dove ha portato questa pazienza

Nuora sopporta la suocera, guarda che succede

Gemelli!? sfuggì a Patrizia Rossi.

La donna si sforzava di mascherare lindignazione, ma le riusciva un po come una pizza surgelata servita al matrimonio: cioè, male. Claudia lo sapeva benissimo, mica si aspettava da sua suocera neanche un briciolo di sincerità. Patrizia non laveva mai sopportata troppo, anzi la vedeva come la scelta sbagliata per suo figlio Marco. Tutti, però, dicevano il contrario: Marco era un ragazzo squisito, ma decisamente più semplice rispetto a una come Claudia.

Claudia era simpatica, solare e molto in gamba. A ventitré anni aveva già concluso Economia e si era piazzata niente male in una catena di cliniche private. Certo, veniva da un paesino vicino Perugia, ma suo padre dirigeva una azienda locale e la mamma insegnava all’università. Insomma, non si poteva proprio dire che Claudia fosse una sprovveduta. Però Patrizia, impettita come una statua equestre in piazza, continuava a pensare il contrario.

Beh auguri eh! Che fortuna! Una doppia fortuna! borbottò la signora.

Solo che di condividere questa fortuna Patrizia manco ci pensava. La gravidanza di Claudia era una via crucis: prima rischio aborto, poi rischio parto prematuro. Claudia finì mille volte in ospedale. Marco si presentava quasi ogni giorno, la madre di Marco che viveva a due fermate di autobus neanche una visita. Proprio fossero andati in Australia, non cambiava niente.

Nemmeno quando dimisero le gemelle Patrizia venne a conoscerle. Marco la pregava, ma per ben quaranta giorni niente.

Non si fa! diceva E se porto uninfluenza alle bimbe? No no! Quando saranno forti, allora vedranno la nonnina.

Le piccole avevano tre mesi quando Claudia incontrò per caso sua suocera davanti al supermercato. Patrizia tirò su un sorriso stiracchiato e, quasi ringhiando, chiese:

Allora, come va con le piccole?

Claudia rispose allegra e sincera.

Qui si passeggia! Il passeggino è gigantesco, ma con due non è che puoi usare un motorino! Daria pulita ne hanno bisogno pure queste!

Patrizia stava già per filarsela, ma a quel punto comparve la signora Giuliana, una sua vecchia amica, che agitava le mani e si dirigeva verso di loro.

Patty! Ciao cara! Ma queste sono le tue nipotine?

Sì Giulianina… La mia ricchezza!

Claudia rammentava la signora Giuliana. Accennò un saluto, tutta gentile.

Due di fila! Claudia, ma come ci sei riuscita? Così esile!

Claudia è la nostra eroina! sentenziò subito Patrizia.

Claudia rimase di stucco. Fino a due secondi prima la suocera avrebbe preferito prendersi la varicella piuttosto che abbracciare le nipotine e ora recitava la parte della nonna innamorata meglio di Sofia Loren al Festival di Sanremo.

Giuliana e Patrizia chiacchieravano a raffica. Claudia nei ritagli di discorso sentiva che avere i gemelli è una fortuna, che Claudia gestisce tutto benissimo e che Patrizia aiuta tantissimo… Claudia apprendeva notizie nuove sulla sua stessa vita, tipo che Patrizia cucinava per loro e faceva da baby sitter tutte le sere. Giuliana infine salutò perché deve andare in banca, lasciando Claudia in attesa della prossima puntata.

Trenta secondi dopo che Giuliana sparì dietro langolo, dal volto di Patrizia sparì anche il sorriso. Salutò Claudia secca come un grissino e se ne andò.

La sera Claudia raccontò tutto a Marco. Lui scrollò le spalle.

Cla, è mia mamma. Che pretendi? Anche con noi era così. A raccontare sembrava la Madonna: diceva che passava ore a farmi studiare, ma in realtà si guardava le puntate di Un Posto al Sole; diceva che portava a spasso mia sorella Chicca per la salute, ma faceva solo tappa dal parrucchiere e intanto la tenevo io. Non pensarci troppo, per favore!

Claudia aveva sentito queste storie mille volte, ma ogni volta non ci credeva che stava capitando anche a lei.

***

Gli anni passavano, ma niente cambiava nei rapporti tra Patrizia e i bambini. Finché un giorno successe un disastro: appena scesa dal taxi, Patrizia mise male il piede e si ruppe una gamba. Ebbe subito unidea geniale.

Starò un po a casa vostra! annunciò fiera a Claudia e Marco.

Gli sguardi che si scambiarono marito e moglie valevano più di mille parole, ma rifiutare fu impossibile.

Scoppiò linferno in casa: dovettero traslocare nella cameretta delle bambine, lasciando alla suocera la loro bella stanza matrimoniale. Praticamente si ritrovarono con un terzo figlio, solo che grande e rumoroso. Era da sfamare, pulire, lavare, viziare e accontentare in tutte le richieste, dalla spesa alla televisione, 24 ore su 24.

Le gemelle avevano poco più di due anni. Claudia cercava disperatamente di tornare a lavorare almeno part time, così affidò le bambine allasilo nido. Ogni mattina Marco e Claudia lottavano come gladiatori per far uscire due pesti urlanti dal letto e infilarle nei vestiti.

Una mattina, proprio mentre tutti erano contro tutti in soggiorno, squilla il telefono a casa:

Mamma!? Ma perché chiami? Sei nella stanza accanto!

Non riesco ad alzarmi, la gamba rotta…

Mamma, hai il bastone…

Zitto Marco! Per quello che ho da dire posso anche stare sdraiata!

Ok mamma, vai…

Non mi sta bene tutto questo casino al mattino. Voglio dormire! Sbattono le porte, urlate come in stazione centrale! E pure le bambine, non chiudono un secondo quella bocca!

Marco diventò paonazzo. Si precipitò nella stanza e spalancò la porta:

Se vuoi dormire, teniamo qui le bambine a dormire con te, ti va bene?!

Patrizia rimase senza parole. Poco dopo lasciò quello che chiamava linferno di casa del figlio. Manco aspettò il gesso. Marco la prese bene, Claudia invece si sentiva come se avesse mangiato una pizza con lananas: in colpa senza sapere perché. Ma che ci doveva fare?

***

Di solito il venerdì Claudia lavorava mezza giornata. A pranzo prendeva le bimbe, si fermavano a prendere dei pasticcini e guardavano un film di animazione tutti abbracciati per terra coi cuscini. E anche quel venerdì non fu diverso. Ma mentre erano tutti stravaccati in salotto, suonò il campanello.

Claudia aprì e trovò Patrizia alla porta con per mano il piccolo Lucio, il figlio della sorella di Marco.

Signora Patrizia, tutto bene?

Lenuzza mi ha lasciato Lucio per fino a stasera. Ma io devo uscire assolutamente! Puoi tenerlo unoretta e mezza? Per favore!

Claudia esitò. Lucio aveva sei mesi meno delle gemelle e, tutto sommato, era abbastanza tranquillo, quindi si accovacciò e gli sorrise.

Lucio, resti con noi?

Lucio annuì timido. Claudia si rialzò, ma Patrizia era già sparita verso lascensore.

Quando torna?

Unoretta, massimo due!

Neanche un ciao al nipote o alla nuora, e già via.

***

Marco entrò in cucina verso le sette e trovò Lucio che sgranocchiava felice le polpette.

Ehi, ciao campione! Come va? Che ci fai qui, Lenuzza dovè?

Il bambino sorrise, Claudia invece sospirò.

Tua mamma lha lasciato qui, per poco. Doveva tornare due ore fa… sono quasi cinque.

Marco la guardò corrucciato.

Ma Lenuzza almeno lo sa?

Non le ho scritto… Non volevo mettere tua madre in imbarazzo. È a lei che ha lasciato il bambino.

Marco sbuffò.

Claudia, sei troppo buona Non è normale! Tua madre non ti ha detto dove andava?

Claudia scosse la testa. Marco chiamò subito la sorella. Appena seppe dove fosse Lucio, promise che sarebbe venuta subito.

***

Alle otto e mezza i bambini giocavano spediti. Claudia, Marco e Lenuzza erano in cucina.

Raga, che facciamo, la aspettiamo qui? I bambini devono andare a letto…

Cla, stasera faranno tardi, ma qui bisogna risolvere.

Appena Marco finì la frase, suonò il campanello. Claudia aprì.

Eccomi! Prendo Lucio! ordinò Patrizia, come se niente fosse.

Claudia deglutì. Dietro di lei spuntarono Marco e Lenuzza.

Mamma, ma ci pensi ogni tanto alla coscienza?

Come parlate con vostra madre?!

Dai mamma, basta menare il can per laia. Io Lucio lho lasciato a te. TI. Non a Claudia! Cosa stai combinando?

Patrizia rise nervosa.

Ma che differenza fa, Lenu? Claudia ne ha già due, è bravissima. Io avevo degli impegni!

Marco fece un passo avanti.

Mamma! Che razza di imbrogli! Chiedere un piacere alla nuora non è mica un diritto! Le hai chiesto almeno se poteva?

Ma dai, serve chiederlo?!

E Marco di nuovo:

Dove sei stata tutto il giorno?

Qui si inserì un sorrisetto nervoso di Lenuzza:

Guarda, secondo me nostra madre è andata dal parrucchiere, stamattina aveva i capelli un po lunghi. Poi magari manicure, visto che la mattina aveva lo smalto rosso ed ora è rosa…

Patrizia abbassò lo sguardo, ma non trovò una parola sola da rispondere.

Ma non hai proprio vergogna? insistette Marco.

Patrizia fissava i figli come una statua di cera.

Ti chiediamo aiuto ogni morte di papa, e tu scarichi il nipote su Claudia?! Magari anche lei vorrebbe andare dalla parrucchiera o a farsi le unghie!

E a quel punto Patrizia divenne paonazza, gonfiò le guance come un soufflè e scoppiò:

Marco! Cosa vuoi che ci faccia Claudia? È una poveretta di Castelleone! Sempre stata così, sempre sarà!

Per un secondo scese il silenzio. Poi esplose un urlone:

Fuori di casa!

Marco prese la madre per il braccio e la spinse fuori dalla porta. Poi si fermò e respirò profondamente. Alzando gli occhi, vide Claudia in lacrime. Lui e Lenuzza la rincuorarono di corsa.

Claudia era ferita, certo, ma almeno aveva capito una cosa: anche verso i suoi figli Patrizia non mostrava alcun calore, quindi non era un problema suo, personale. Voleva essere una brava nuora, ma forse con certe persone resterai sempre una marziana con la pizza bianca nelle olive.

Da allora i rapporti con la suocera finirono nel dimenticatoio. Marco e Lenuzza ogni tanto aiutavano la madre, ma in generale Patrizia rimase fuori dalla vita della famiglia. Si offese a lungo, ma alla fine tornò alla carica: non resisteva a stare lontana dai figli. Però, coi nipoti, aiuti zero.

Una volta sola, sfogliando WhatsApp, Claudia vide che la suocera aveva pubblicato la foto dei tre nipoti con la scritta: Buona Festa dei Nonni a tutte noi che cresciamo i nipoti! Claudia fece una smorfia amara. La sera Marco e Lenuzza ci risero su senza pietà. A Claudia pareva brutto, ma non riusciva proprio a trattenersi.

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