La nuora ingrata

La nuora ingrata

– Ecco, di nuovo quella faccia storta! – disse con disappunto Claudia. – Invece di dire grazie! Sai solo fare smorfie!

Elisa guardò la suocera a malapena trattenendosi. Quanto le era venuto a noia che la mamma di Marco si intromettesse sempre nei loro affari familiari con le sue buone azioni.

Anche oggi aveva portato in casa un gatto, anche se nessuno gliel’aveva chiesto. Il fatto era che un paio di giorni fa avevano scoperto degli scarafaggi provenienti dai nuovi vicini. Quelli si erano appena trasferiti e stavano mettendo in ordine l’appartamento, che era rimasto vuoto a lungo. Avevano deciso di liberarsi degli ospiti indesiderati, ma per errore erano finiti a casa di Elisa e Marco, come lui aveva raccontato per sbaglio alla madre. Ma che c’entrava il gatto?

– Gli scarafaggi non sono topi, a che serve un gatto?

– Perché? Tutti sanno che i gatti mangiano gli scarafaggi! – affermò con sicurezza Claudia.

– Ho vissuto tutta la vita con i gatti e mai li ho visti mangiare scarafaggi! – rispose la nuora scuotendo la testa. – E poi, non è questo il punto. Hai dimenticato che Marco è allergico al pelo!

– Sopporterà un po’ per una buona causa!

– No, Claudia. Riporta il gatto da dove l’hai preso. Se avessimo voluto un animale, lo avremmo preso noi! – tagliò corto Elisa.

– Non spetta a te decidere! Marco sta per tornare a casa, lui ci giudicherà.

Mezz’ora dopo il marito tornò dal lavoro. Tutto quel tempo Claudia era corsa in giro con il gatto alla ricerca degli scarafaggi dei vicini, anche se il giorno prima Elisa li aveva sterminati tutti e messo trappole per essere sicura che non si stabilissero.

Claudia non trovò nemmeno un scarafaggio, ma cercava di convincere se stessa e la nuora che si fossero solo nascosti e che sarebbero usciti sicuramente di notte. Ecco a cosa sarebbe servito Micio. Aveva già deciso anche il nome del gatto…

Marco non notò subito il nuovo inquilino. Si tolse la giacca e andò in bagno a lavarsi le mani, quando all’improvviso pestò qualcosa di bagnato con la punta del piede.

– Elisa, hai versato qualcosa in bagno? – chiese mentre apriva l’acqua.

La moglie accorse subito. Vedendo la pozza, capì immediatamente chi l’aveva fatta.

– No, è stata tua madre a farla!

– Che? – sorrise. – Il bagno è proprio lì accanto!

– Ha un nuovo modo di rovinare la nostra vita! – si lamentò la moglie.

– Cosa è successo stavolta?

– Adesso te lo racconterà lei stessa, abbi pazienza. E sarebbe meglio toglierti i calzini e bruciarli!

– Bruciarli?

Marco guardò la moglie con perplessità. Lavandosi le mani, si tolse un calzino e lo annusò. L’odore era sicuramente familiare, ma… che schifo!

Gettò uno straccio sulla pozzanghera, si lavò di nuovo le mani e poi i piedi con il sapone e andò in cucina. Sua madre era seduta su una sedia e accarezzava dietro l’orecchio un gatto grigio. Aveva un’espressione decisamente arrabbiata.

– Mamma?

– Figlio, adesso ti spiego tutto! Ricordi, parlavi degli scarafaggi? Ecco, Micio li acchiapperà tutti! Garantisco io!

Marco ascoltava sua madre sbattendo gli occhi, quando all’improvviso starnutì forte, e poi ancora e ancora.

– Sì, certo, ma mentre il tuo Micio mangerà gli scarafaggi, tuo figlio morirà di allergia! – disse sarcastica Elisa. – Non teniamo animali in casa non certo per caso!

– Sopporterà! – protestò di nuovo la suocera.

Marco starnutì di nuovo e poi ancora, infine cedette.

– Mamma, porta via il gatto! Subito!

– E gli scarafaggi?

– Porta via il gatto, ti ho detto! In fretta!

Claudia fece un suono di disapprovazione e si diresse verso la porta d’ingresso. Gettò il gatto nel pianerottolo e tornò in cucina.

– Allora non lamentatevi quando in casa ci saranno più scarafaggi che polvere!

– Qui non c’è polvere! – notò Elisa.

– Sarebbe meglio che tu stessi zitta! Non apprezzi il mio aiuto! – si lamentò offesa la suocera.

– E dove hai preso quel gatto? Si perderà! Si vede che è domestico!

– Oh, era dietro al portone! – rispose scontenta Claudia. – L’ho solo preso in prestito…

Elisa non rispose nulla, anche se dentro di sé era molto arrabbiata. Questo era proprio nel carattere della suocera. Prendere il gatto di qualcun altro e portarlo a casa del figlio. Una donna stravagante, per non dire altro.

– Mamma, non è meglio se smetti di aiutarci? – chiese Marco.

Elisa si era già lamentata diverse volte di sua madre. Aveva un talento unico per irritare le persone. Non tanto tempo fa, erano andati via per il weekend e la mamma era venuta a trovarli, decidendo di sbrinare e pulire il frigorifero. Diceva che Elisabetta non lo sbrinava mai, e qualcuno doveva pur farlo. Ma si era dimenticata che il loro frigo non aveva bisogno di tutte quelle attenzioni perché era a freddo secco.

Insomma, l’aveva scollegato e si era messa a guardare la televisione. Aveva tirato fuori tutti i cassetti per farlo sbrinare più rapidamente.

Guardò un po’ la TV, poi si addormentò per poco tempo. Si svegliò per una chiamata del marito, che le chiese di preparargli i panzerotti per cena. Allora decise che il frigo avrebbe potuto aspettare. Corse a casa, preparò i panzerotti per il marito e si stancò così tanto che decise di tornare nell’appartamento del figlio il giorno dopo.

Marco ed Elisa tornarono alcune ore prima del previsto. La suocera non era riuscita a finire il suo pasticcio. E la mattina seguente si era pure svegliata con un forte mal di testa. Insomma, arrivano a casa e c’era un odore terribile. Durante tutta la notte il cibo si era guastato.

La cosa più deludente era che la mamma di Elisa era venuta a trovarli di recente, portando due chili di caviale rosso. Troppo da mangiare in una volta sola. Decisero di congelarlo, meglio che vederlo andare a male. Tanto più che Silvia le aveva detto che non sarebbe successo nulla nel congelatore. Dicevano che anche da loro lo conservavano così.

Elisa era originaria di Genova. I suoi genitori vivevano ancora lì, quindi spesso portavano prelibatezze quando venivano a trovarli. Ora, grazie a Claudia, due chili di caviale erano da buttare nel water, insieme a tre triglie affumicate e ancora sei luccioperca congelati. Che peccato!

Elisa era quasi in lacrime pensando che dalla suocera arrivavano solo guai. Sua madre si era data tanto da fare per portare quelle prelibatezze, e ora andate in fumo così!

Ovviamente Claudia trovò mille e una scusa per giustificarsi. Neanche chiese scusa. Dopo quell’episodio Marco, senza domandare, prese la chiave dell’appartamento dei genitori. Ma non impedì a Claudia di inventarsi altre buone azioni.

Cominciò a fare tutto in modo palese. Una volta comprò delle acciughe in offerta in un negozio. Marco le adorava, ne mangiò quasi un intero barattolo. Elisa non si accorse subito della scadenza passata. Sperava che non si fossero ancora guastate. Speravano che andasse tutto bene, ma la diarrea, intesa in senso molto letterale, lo costrinse tre giorni a letto con la febbre, chiamando persino l’ambulanza una volta.

Un paio di settimane fa Claudia chiese di fare una doccia da loro. Avevano tolto l’acqua calda nel suo quartiere e lei voleva lavarsi bene in vasca. Marco aveva appena installato uno scaldabagno. Ovviamente fu accolta. Chi avrebbe mai pensato che quella donna schizzinosa si sarebbe portata da casa un suo prodotto per pulire la vasca, una polvere alquanto caustica!

Insomma, si chiuse in bagno e decise di pulire la vasca prima di lavarsi. Non si accorse subito che qualcosa non andava. Poi decise di non confessare. Disse che non c’entrava nulla, ma Elisa capì subito chi aveva rovinato la loro vasca acrilica.

– Perché l’hai toccata? – chiese indignata la nuora. – L’avevo già lavata prima che arrivassi!

– Oh, so bene come la lavi! Solo per spargere la polvere in giro!

Anche Marco si rattristò, ma non poteva certo obbligare la madre a comprarne una nuova? Così continuarono a vivere con una vasca rovinata, aspettando lo stipendio per ordinarne una nuova. Poi c’erano stati i problemi con gli scarafaggi e, infine, con il gatto. Tutto ciò aveva stufato Elisa.

– Claudia, non sarebbe meglio se tu smettessi di aiutarci? – chiese con serietà. – Marco e io non siamo più bambini. Sappiamo benissimo cosa e come fare!

– Ecco! Dico io, una nuora ingrata mi è capitata! Dovresti pregare per me! E invece mi fai solo smorfie!

– Per cosa pregare? Per i due chili di caviale rosso che abbiamo dovuto buttare nel water? Per la vasca in acrilico che hai distrutto barbaramente? Per le acciughe con cui hai avvelenato tuo figlio? E questi sono solo alcuni dei tuoi “capolavori”! Non credi che sia abbastanza?

– Forse non devo più venire da voi? – si offese Claudia.

– In effetti, non è una cattiva idea. Forse è meglio se veniamo noi da te?

– Sì, mamma, mi piace anche a me quest’idea!

– Anche te, Marco? – si sorprese Claudia guardando il figlio. – Davvero da te non me l’aspettavo! D’accordo, non metterò più piede in casa vostra!

La suocera si alzò dalla sedia e corse verso il corridoio. Sperava che la fermassero, magari scusandosi, ma nessuno si prese nemmeno il disturbo di accompagnarla.

Dopo che la porta si chiuse dietro di lei, i coniugi si sentirono sollevati. Marco continuò a starnutire per tutta la sera; trovarono un’altra pozzanghera sotto il letto in camera da letto, costringendo Elisa a fare una pulizia generale per eliminare tutto il pelo dal loro appartamento. Ma Claudia si era offesa con loro. E lasciassero pure che fosse così. L’importante era che si offendesse a casa sua.

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