LA PRIMA AMORE: UN VIAGGIO NEL CUORE ITALIANO

PRIMA DAMORE

Lorenzo aspettava con il respiro trattenuto, scrutando lorologio e la porta dingresso del ristorante di Trastevere. Intorno a lui i compagni di classe chiacchieravano incessantemente, ormai trasformati da ragazzini in adulti con baffi e bretelle. Ma Lorenzo attendeva Valeria, la sua prima, più pura, cotta. Il campanellino sulla porta suonò; Lorenzo fissò lentrata e il mondo si dissolse, perdendo ogni senso: lì, nella soglia, cera lei, un raggio di luce in unoscurità di pietra. Snella, incantevole, con riccioli chiari sulle spalle e occhi azzurri, birichini come il mare di Positano. Con gli anni era solo diventata più splendida.

Lorenzo balzò dal suo posto.

Ciao, Licia.
Ciao, Lorenzo rispose lei, sorridendo.

Unondata di ricordi travolse Lorenzo, come se gli anni fossero tornati indietro. Si ritrovava ancora davanti al banco della scuola, a porgerle un biglietto di San Valentino. Lei lo accettava con quel sorriso lieve, puro, che non nascondeva nulla se non gentilezza e calore.

Lorenzo le afferrò le mani, dita lunghe e fredde come il marmo.

Sono felice di vederti. Stai benissimo.
Grazie, anchio sono felice di rivederti mormorò, abbassando lo sguardo, come dopo il loro primo bacio, timida e arrossita.

Improvvisamente le amiche di Licia la spinsero via, vogliose salutare. Lorenzo rimase immerso nei propri pensieri per tutta la serata. Si era innamorato di Licia dal primo istante; come tutti i ragazzi, la tirava per le trecce, la spingeva durante la ricreazione, senza sapere come attirare la sua attenzione. Poi la aiutava a portare la borsa, le scriveva cartoline e poesie. Al ballo di fine anno si scambiarono il primo bacio, poi passeggiarono per le vie di Roma guardando lalba. Iniziarono a frequentarsi, ma la vita da studenti li travolse: nuovi amici, interessi diversi, unesistenza che si dividì. Le telefonate divennero rare, poi cessarono del tutto. Alla fine Valeria si sposò, Lorenzo fece lo stesso. Entrambi avevano una nuova vita, ma Lorenzo non riuscì mai a cancellare Valeria dalla mente. Amava la moglie, ma dentro di sé rimaneva quel ricordo di prima amore, puro e caldo, che lo confortava nei giorni più bui.

Dopo qualche anno di matrimonio, Lorenzo divorziò, serenamente, senza litigi. Ringraziò la moglie per la decisione condivisa. Tentò altre relazioni, ma nulla lo soddisfaceva. Spesso, scorrendo i social, incappava nelle foto di Valeria, ricordando con dolcezza le passeggiate nei viali dautunno. Si biasimava per non riuscire a dimenticarla.

Poi arrivò il giorno della riunione degli ex alunni; pochi giorni prima aveva scoperto che Licia aveva divorziato. Il suo cuore balzò, quasi a danzare. Attese quel momento con ansia, desideroso di parlare con lei. Quando i due uscirono sul portico del ristorante, Lorenzo iniziò a parlare, il petto che pulsava come un tamburo, le vene gelate dal brivido.

Licia balbettò, cercando le parole che gli bruciavano dentro.

Capisco che ora possa sembrarti strano, ma ascoltami. Ho provato sentimenti per te per tutta la vita. È la prima e più pura delle mie amori. Ho provato a scordarti, senza successo. Non ti ho disturbata perché eri sposata. Ma adesso forse possiamo provare qualcosa. Ti invito a un appuntamento. Sono pronto a tutto per te. Credi?

Licia sedeva sul portico, giocando con una catena al collo, lo sguardo fisso su un punto indefinito, come vetro infranto.

Lorenzo, le tue parole mi toccano. Anchio provo per te sentimenti caldi, forse è davvero il nostro primo amore puro. Ma credo sia meglio lasciarlo così, senza rovinare ciò che è rimasto. Conciamo un bel ricordo.

Lorenzo pensò che il mondo crollasse; era certo che Valeria non lo avrebbe rifiutato.

Licia, perché? Perché pensi che rovineremmo tutto? Forse potremmo migliorarci, forse il destino ci ha negato questa occasione.

Licia sorrise, ma Lorenzo colse la tristezza in quel sorriso.

Lorenzo, sei una brava persona
Non parlare così, è doloroso, la interruppe.
Non interrompermi, sei una buona persona, ma io prese fiato, riempiendo i polmoni non ti amo più, non lo farò mai più.

Le orecchie di Lorenzo rimasero senza suono. Lacrime minacciarono gli occhi; serrò i pugni e, di colpo, uscì dal ristorante, afferrò il cappotto e, senza salutare nessuno, si precipitò fuori. Camminò senza voltarsi, ignaro del pianto di Licia sul portico.

Tornato a casa, cancellò tutti i social, lasciò i gruppi dei compagni, eliminò il numero di Licia e si immerse nellalcol. Lira e la nostalgia lo consumarono, ma col tempo si placarono. Lamarezza si attenuò e riprese a vivere, cercando di cancellare ogni traccia di Licia. Un anno passò in un soffio. Preparava una presentazione per un progetto quando il cellulare suonò. Era Natasha, unex compagna di classe. Lorenzo, deciso a non incontrare nessuno, rifiutò la chiamata, ma il telefono segnò 28 chiamate perse. Una voce strana grattò la sua anima.

Lorenzo richiamò Natasha, il cuore che batteva allimpazzata.

Lorenzo, grazie al cielo che non hai risposto
Natasha, cosa vuoi? Se è per un incontro, non
Lorenzo, Licia è morta.

Un gelo secco avvolse la sua bocca. Un peso di orrore e tristezza cadde su di lui, frantumandolo. Il cuore si infranse in mille schegge.

Come è morta?
Dobbiamo incontrarci, devo dirti qualcosa, lei lha chiesto adesso?
Posso.

Si incontrarono in una caffetteria. Natasha era in lacrime, il trucco non riusciva a nasconderle il pianto.

Lorenzo, ascolta bene. Un anno fa, al raduno degli ex, quando Licia ti rifiutò e te ne andasti, lho vista sul portico, disperata, in preda a unepilessia. Lho calmata e ho scoperto che era gravemente malata. I medici davano solo mesi di vita. Non voleva che la vedessi così, voleva che ti ricordassi solo dei bei momenti, del primo amore puro. Per questo ti ha risposto così bruscamente, per proteggerti dal dolore. È durata un anno. Domani è il funerale. Vorrebbe che tu venissi, lo desidera davvero.

La mattina era piovosa. Lorenzo attese che tutti se ne andassero, così da restare solo con Licia.

Come è potuto succedere, Licia? Avremmo potuto vivere felici questo ultimo anno. Ti avrei dato tutto il mio amore. Ho pensato solo a me, al mio dolore, ti ho tradita. Come posso vivere ora? Sento di voler morire.

Le lacrime si mescolavano alla pioggia.

Lorenzo, non puoi morire.

Si voltò. Di fronte a lui stava Licia, avvolta in un abito bianco, fragile come una porcellana, con gli occhi azzurri e i riccioli bianchi intatti, non toccati dalla pioggia.

Licia? sussurrò, vedendo unapparizione.

Caro mio, Lorenzo, voglio che tu viva una lunga vita piena. Incontrerai unaltra donna, avrai figli e nipoti, viaggerai e sarai felice. Tutto questo accadrà, ma non potrai mai dimenticarmi, perché il destino ci ha legati. Non ci rivedremo finché non avrai attraversato lintera esistenza. Se ti togli la vita, non ci incontreremo più. Quindi, vivi, amore mio, e attendi il nostro ricongiungimento.

Licia sfiorò la sua guancia; la mano attraversò il suo corpo, ma Lorenzo credette di sentire il suo tocco, chiuse gli occhi. Quando li riaprì, Licia era sparita.

Bene, cara, ti aspetterò.

Anni dopo Lorenzo si sposò, ebbe tre figli e sette nipoti. Viaggiò per il mondo, collezionò esperienze. Quando arrivò il suo momento, tutta la famiglia si radunò attorno a lui. Con un sorriso, disse:

Vado verso il mio primo, più puro amore, finalmente sarò felice.

E con un ultimo sospiro abbandonò la vita, il suo volto illuminato da un sorriso eternamente sereno.

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