La promessa che cambiò la mia vita: l’amicizia tra Denis e Kirill, il tragico incidente, il sostegno ad Arianna in attesa di un bambino, la difficile realtà di un matrimonio senza figli e la forza di mantenere una promessa anche quando tutto sembra crollare

La promessa

Luca guida con tranquillità lungo l’autostrada, tenendo il volante con sicurezza. Al suo fianco c’è l’amico e collega Carlo. Sono di ritorno da Bologna, dove il capo li ha inviati in trasferta per due giorni.

– Carlo, è andata proprio bene, non credi? Tutto sistemato e abbiamo firmato un contratto da una cifra enorme, il capo sarà contentissimo, – sorride Luca, soddisfatto.

– Sicuro, siamo stati fortunati davvero, – conferma Carlo, lavorano nello stesso ufficio da anni.

– È bello tornare a casa sapendo che qualcuno ci aspetta – dice Luca – la mia Chiara è incinta, ha un po di nausea e si lamenta spesso. Mi dispiace per lei, ma desideravamo tantissimo un bambino e mi ha giurato che sopporterà tutto per il nostro piccolo.

– Un figlio è una benedizione, ma io con Francesca proprio non ce la facciamo. Non riesce a portare la gravidanza a termine. Ora stiamo per tentare la seconda procedura di PMA, la prima è andata male, – condivide Carlo, che è sposato con Francesca da sette anni e sogna da sempre di diventare padre.

Luca si è sposato tardi, a trentadue anni. Ha avuto altre donne, ma nessuna gli ha mai fatto perdere la testa. Poi ha incontrato Chiara e se nè innamorato talmente tanto che non ha più occhi per nessunaltra.

Quando Luca ha presentato Chiara a Carlo e poi al matrimonio gli ha chiesto di fare da testimone, un po Carlo lo ha invidiato. Chiara era davvero bella e gentile, era impossibile non innamorarsene.

Una leggera pioggia autunnale riga i vetri della macchina, i tergicristalli si muovono ogni tanto. I due amici chiacchierano allegri. Il telefono di Luca squilla, lui risponde.

– Ciao, amore, sì stiamo tornando, tra un paio dore siamo a casa. Tu come stai? Sempre come ieri? Non sollevare pesi, arrivo e faccio tutto io. Un bacio, a dopo tesoro.

Carlo ascolta e immagina Chiara che aspetta Luca, si preoccupa e pensa:

– Francesca non mi chiama mai, non si preoccupa per me, è convinta che sono irremovibile. È diversa da Chiara, lei è tutta lavoro e casa.

Improvvisamente Luca sterza di colpo. Una furgonetta bianca sbanda verso di loro, lo scontro è inevitabile, ma allultimo secondo Luca riesce a girare e la macchina finisce contro un palo, dal lato di Luca, poi volano fuori strada. Carlo riprende conoscenza, la testa gli fa male, ha una ferita al braccio. La macchina è ferma sulle ruote, la porta dalla sua parte è aperta. Guarda Luca: lui non si muove.

Arrivano delle persone, le auto si fermano. Carlo lentamente si riprende. Ha la testa e il braccio doloranti. Sta steso sullerba bagnata, vicino alla macchina. Arriva lambulanza. Tirano fuori Luca e lo mettono sulla barella. Carlo si china su di lui, sente che Luca gli sussurra piano:

– Aiuta Chiara…

Li portano in ospedale. Carlo ha il braccio rotto e una forte commozione cerebrale. È cosciente, chiede ai medici:

– Comè Luca, il mio amico?

Uninfermiera, poco dopo, gli comunica:

– Luca non ce lha fatta…

Carlo è straziato. Ai funerali non riesce a partecipare. Francesca va e racconta che la moglie di Luca ha pianto tantissimo, non riesce a credere che il marito non ci sia più, era a malapena in piedi davanti alla bara.

Dopo lospedale Carlo va con Francesca al cimitero. Restano a lungo davanti alla tomba dellamico. Carlo pensa:

– Non preoccuparti, Luca, non lascerò Chiara da sola. Ti aiuterò come mi hai chiesto…

Dopo un paio di giorni va a casa di Chiara. Suona il campanello. Lei lo vede e scoppia in lacrime.

– Come faccio senza di lui? Non mi sembra vero che Luca non ci sia più…

– Chiara, glielho promesso a Luca: ti aiuterò, ce la faremo insieme. Chiamami quando hai bisogno, verrò sempre.

Il tempo passa. Chiara si riprende un po, temeva che laborto fosse alla porta, anche il ginecologo la metteva in guardia. Carlo la va a trovare due volte alla settimana. Porta la spesa, compra le vitamine, la accompagna in clinica o dove serve. Chiara non approfitta mai della gentilezza dellamico, lo chiama solo se necessario.

– Carlo, mi sembra di disturbarti.

– Non è un problema, glielho promesso a Luca.

Carlo prova per Chiara delle emozioni contrastanti. Lei è la donna che ha sempre sognato, e ora è così vicina e così distante.

Mentre Chiara lotta con il malessere, Carlo e Francesca si sottopongono di nuovo agli esami, visite, speranze e delusioni. Linfertilità è ormai la loro ferita silenziosa. Francesca non sa nulla dellaiuto che il marito dà a Chiara. Nel suo telefono, Chiara figura come Solidarietà perché sa che la moglie potrebbe vedere le chiamate.

Dopo il secondo insuccesso della PMA, tra Francesca e Carlo cresce la tensione. Francesca pensa che la colpa sia sua, e Carlo non ci ragiona più.

Francesca nota che il marito sembra strano: assente, a volte nervoso, spesso fuori casa per qualche impegno. Non sospetta tradimenti, tra loro tutto funziona ancora.

Carlo sa che la sua vita privata è complicata, ma almeno nel lavoro tutto va bene. Torna a dedicarsi a quel progetto che aveva iniziato con Luca e chiude un contratto davvero vantaggioso.

Per Chiara la gravidanza avanza e lei è sempre più fragile. I genitori vivono lontano, in Calabria, e in città non ha nessuno di famiglia. Soffre di mal di testa, a volte le si gonfiano le gambe, però sopporta e non si lamenta troppo con Carlo.

Un giorno lui arriva con la spesa e la trova salita su una scala: cerca di mettere le tende nuove.

– Ho lavato la finestra, – dice lei allegra – ora metto le tende.

– Scendi subito, – ordina deciso Carlo guardando il pancione – se cadi, rischi il bambino, non scherzare.

Laiuta a scendere, sono vicini, Carlo avverte un brivido che gli corre sulla pelle.

– Grazie, Carlo, – dice Chiara correndo in bagno, la nausea non dà tregua.

Carlo tira un sospiro, si asciuga la fronte e pensa:

– Chissà se Luca ci guarda da lassù. Lha voluto lui, mi ha chiesto di aiutare…

La volta seguente Chiara dice:

– Carlo, mi aiuteresti a preparare la stanza del bambino? Dopo il parto non avrò tempo. Ho visto una carta da parati carina.

Così Carlo si mette a ristrutturare la cameretta, non vuole che Chiara, incinta, si affatichi. Fanno tutto insieme, anche se Chiara più che altro lo sostiene moralmente. Alla fine la stanza è pronta. Carlo si sente scisso: da un lato una moglie delusa dallinfertilità, dallaltro Chiara che sta per partorire.

Francesca capisce che per tenere unita la famiglia deve darsi da fare. Si butta sul lavoro, scrive articoli per riviste e arriva una proposta da un giornale famoso: gestire una rubrica. Accetta con gioia. Per il lavoro riceve una bella somma. Torna a casa felice, con tante delizie e due bottiglie di vino.

– Che succede, abbiamo qualcosa da festeggiare? – chiede Carlo tornando dal lavoro.

– Ho avuto un bel pagamento! È un successo da festeggiare, lo aspetto da tempo.

Mette le bontà sul tavolino, stappa il vino, in TV guardano il loro film preferito e sorseggiano insieme.

Ad un certo punto il telefono di Carlo suona. Francesca sbircia lo schermo: Solidarietà. Carlo si rifugia in cucina.

– Che cè? – chiede piano.

– Carlo, scusa, ma credo stia iniziando il parto… Ho già chiamato l’ambulanza.

– Ma è presto!

– Sono sette mesi, ci può stare, – si capisce che soffre.

– Va bene, verrò subito in clinica.

Si veste in fretta. Francesca lo osserva preoccupata.

– Dove vai?

– Il capo vuole parlare per una questione di beneficenza. Ti spiegherò poi. Fidati, è importante…

Ma Francesca non ci crede.

– Che beneficenza? E cosa centra il capo, Carlo sta inventando.

Carlo esce di corsa, va in macchina e vola verso la clinica. Quando arriva, Chiara è già stata ricoverata. Aspetta due ore: linfermiera lo informa che Chiara ha partorito un maschietto. Carlo tira un sospiro di sollievo e torna a casa, sfinito.

Francesca è sveglia, lo fissa con lo sguardo duro, nota che è esausto.

– La tua solidarietà ti ha stremato, eh?

Carlo si lascia cadere sul divano, senza nemmeno togliersi il giubbotto.

– Sì, Francesca. Chiara ha appena avuto un figlio, glielho promesso a Luca: la aiuterò, è sola.

– Ora capisco tutto – mormora Francesca – e adesso dovrai aiutare anche col neonato, giusto?

– Giusto, – risponde sinceramente Carlo.

– Beh… sai che io non lo accetto. Non posso sopportare che tu dedichi tempo al figlio di unaltra, visto che noi un figlio non lo avremo mai. Chiederò la separazione e tu fai quello che vuoi. Magari trovo un altro e lo faccio io un figlio.

Carlo la guarda esterrefatto e capisce che per lei la colpa dellinfertilità è sua.

– È una tua scelta, Francesca, non ho nulla da dire. Devo aiutare Chiara e il suo piccolo.

Passa del tempo. Francesca avvia la separazione. Carlo si trasferisce da Chiara, aiutandola con il neonato, Andrea. Poi, dopo un po, si sposano. E due anni dopo nasce la loro bambina.

Grazie di cuore per aver letto questa storia, per seguirci e per lappoggio che ci date. Vi auguro tanta felicità nella vita!

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