La ricetta della felicità…
Tutto il condominio osservava con un misto di curiosità e invidia mentre i nuovi inquilini si trasferivano nellappartamento al secondo piano. Era la famiglia del caporeparto della fabbrica più importante di quella piccola città di provincia nel cuore dellUmbria, non lontano da Perugia.
E come mai questi hanno scelto proprio un vecchio stabile? bisbigliava la pensionata Ninetta Andreoli alle sue amiche di seduta sullatrio, Con le loro conoscenze, avrebbero potuto facilmente accaparrarsi un appartamento in una palazzina nuova.
Mamma, non ragionare sempre per paragoni! la rimbeccava sua figlia, Annalisa, trentenne, single e con un trucco vistoso Qui siamo in una vecchia casa, sì, ma è una palazzina depoca! Soffitti alti, stanze grandi e separate, corridoio spazioso e il balcone è più grande di molte camere E poi, a loro hanno messo subito il telefono. Sa che lusso? In questo condominio ci sono solo tre telefoni per nove appartamenti…
A te pensano solo alle chiacchiere telefoniche, borbottava Ninetta hai stufato tutto il vicinato con le tue telefonate. Non ti provare nemmeno con questi: sono gente seria e sempre impegnata…
Ma no che non sono così rigidi! Sono giovani, hanno anche una bambina, avrà nove anni, si chiama Ginevra, ribatteva Annalisa, lanciando uno sguardo offeso alla madre, potrebbero essere quasi miei coetanei, forse giusto qualche anno più grandi.
I nuovi vicini si rivelarono cortesi e sorridenti. Lidia lavorava nella biblioteca della scuola, Ivano invece aveva già dieci anni di esperienza in fabbrica.
Di tutto questo informava Annalisa le donne del cortile, quando la sera usciva a sedersi vicino alla madre e alle chiacchiere delle altre.
E tu come fai a sapere tutto? la punzecchiavano le donne ah, sei un vero avvocato!
Io vado a telefonare da loro, a differenza di certi qui dentro, loro non fanno questioni, Annalisa alludeva ai casi in cui le vicine non le aprivano, conoscendo la sua fama di logorroica.
Così Annalisa strinse amicizia con i nuovi arrivati, e sempre più spesso bussava al loro campanello per chiamare amiche o colleghe, restando a lungo attaccata alla cornetta senza farsi problemi. A volte si presentava in nuove vesti, altre in comode vestaglie da casa, cercando decisamente la confidenza con la coppia.
Un giorno vide chiaramente Ivano chiudersi in camera appena lei entrava. Non fu una sola volta: ogni visita coincideva con la porta che si serrava dietro di sé. Annalisa cercava di sorridere a Lidia e la ringraziava sempre, sbirciando in cucina dopo la chiamata, ma Lidia rispondeva solo con un cenno e le chiedeva con gentile fermezza di chiudersi la porta alle spalle.
Non posso farlo, ho le mani sporche di farina, guarda spiegava Lidia e la serratura si chiude da sola, è una di quelle francesi.
Ah, cosa stai cucinando oggi? Ancora dolci? Non capisco come fai a sfornare sempre qualcosa Io non ne sarei capace, commentava Annalisa.
Sono focaccine dolci con la ricotta per la colazione, non ho tempo la mattina, così preparo adesso sorrideva Lidia, tornando subito al suo impasto.
Annalisa si rabbuiava, scontenta che la conversazione si chiudesse così in fretta.
Senti, Lidia, capisco che ti metta a disagio dire di no, commentò una sera Ivano ma il telefono è sempre occupato da questa qui, e i miei amici non riescono mai a chiamarmi. Non si può andare avanti così.
Hai ragione, lo noto anchio ammise Lidia ormai entra come se fosse a casa sua, si piazza e chiacchiera per ore…
Quella stessa sera Annalisa, agghindata e truccata, si sedette come sempre sul pouf allingresso e si attaccò alla cornetta con la sua amica.
Annalisa, fra molto hai finito? Stiamo aspettando una chiamata… le disse Lidia dopo dieci minuti.
Annalisa annuì, riattaccò, ma subito tirò fuori una tavoletta di cioccolato: Oggi sono venuta con qualcosa di dolce! Facciamo merenda insieme, per festeggiare la nostra amicizia.
Si avviò verso la cucina e posò la cioccolata sul tavolo.
No, no, per favore. Mettila via. Se Ginevra vede, si tenta, ma lei non può mangiare dolci. È allergica. Niente merenda, mi dispiace. Non offenderti, ma in casa nostra il cioccolato è tabù.
Come tabù? Annalisa arrossì ma io lo facevo per voi, per ringraziare…
Non serve ringraziare, e soprattutto cerca di limitare le chiamate. Solo se hai bisogno di chiamare i soccorsi o il dottore, a qualsiasi ora, va bene. Ma per il resto… Lidia strinse le labbra mio marito riceve telefonate dal lavoro e Ginevra ha bisogno di tranquillità mentre studia.
Annalisa prese la cioccolata e uscì, risentita. Non capiva perché la trattassero così e pensò che Lidia fosse soltanto gelosa.
Ha paura che io sia più giovane e carina di lei, tutto qui, si sfogava con la madre vedi? Io volevo solo trattarla con gentilezza, neanche un tè mi ha offerto… ero andata pure col cioccolato!
Sciocca testarda, la riprendeva Ninetta ti ho sempre detto di non invadere la vita degli altri. I loro affari non ti riguardano. Non è casa tua. Sei stata avvisata, ora piantala di offenderti. E non mettere in mezzo la gelosia. Trovati un fidanzato tuo, fatti la linea telefonica, magari saranno poi loro a venire da te a chiamare. E vediamo se ti fa piacere.
Lultimo tentativo di Annalisa per avvicinarsi a Lidia fu quando si presentò con un quaderno, decisa a trascrivere la ricetta dellimpasto delle focaccine.
Sono venuta a chiederti la ricetta delle tue focaccine, voglio imparare anchio Me la dicteresti, così la provo subito?
Prova a chiedere a tua madre la stupì Lidia le nostre mamme sanno fare tante cose E poi io vado sempre a occhio, non ho mai misurato nulla nella mia vita. Le mani ormai vanno da sole, rise e ora devo uscire, sono di fretta. Vai da tua mamma, chiedi a lei!
Di nuovo arrossendo, Annalisa tornò a casa. Naturalmente sapeva che nella cucina, in fondo allo scomparto, cera un vecchio quaderno un po unto, pieno della scrittura minuta di sua madre. Ricette di insalate, polpette, zuppe, persino il brodetto di pesce. I dolci occupavano buona parte del taccuino.
Ma Annalisa non aveva voglia di mettersi a impastare, la madre invece aveva smesso da tempo per via della dieta e del colesterolo.
Alla fine, però, la curiosità prevalse. Annalisa prese il quadernetto e, sfogliandolo distrattamente, ritrovò proprio la ricetta che cercava. La madre la guardò stupita.
Ma che vuoi fare, cucinare sul serio? esclamò Ninetta.
Perché ti sorprende tanto? Annalisa chiuse di scatto il quaderno, segnando la pagina giusta.
Non mi dire che hai fatto pace con Claudio? chiese la madre Pensavo che fosse finita pure con lui, come con gli altri tuoi corteggiatori da due soldi…
Chi ha detto che è finita? Appena voglio, torna subito a cercarmi! si infastidì Annalisa.
E allora, falla questa volontà! È ora che tu pensi a sistemarti. Coshai letto di preciso nel quaderno? Magari ti aiuto io…
Lascia stare, tagliò corto Annalisa sto solo facendo mente locale.
Eppure, dopo qualche giorno, quando la madre tornò dalla passeggiata serale, la casa era invasa dallodore di dolci appena sfornati.
Ma allora, chi lavrebbe mai detto! Si sente profumo di focaccine! Ninetta spalancò gli occhi Non sarà che ti sei innamorata?
Abbassa la voce, mamma, sorrise Annalisa vieni piuttosto ad assaggiare. Non sono focaccine qualsiasi: queste sono con ricotta, le tradizionali nostre.
Il bollitore era già sul fuoco, i piattini pronti, il vassoio colmo di focaccine dorate che sembravano piccoli soli.
Hai proprio la mano, disse la madre pensavo avessi dimenticato tutto Invece guarda che risultato. Brava, davvero.
Non fare la diplomatica, dimmi la verità: sono buone?
E tu che aspetti? Assaggiale! E nel dire questo, Ninetta ripeté senza volerlo le parole del marito scomparso: buonissime, la lode più alta che si potesse ottenere.
Allora, ora posso invitare Claudio per un tè e queste focaccine? Secondo te gli piaceranno?
Puoi giurarci. Con queste ho conquistato tuo padre! Lui le adorava, e anche me per questo! rise la madre Allora prepara, invita, e io intanto andrò a vedere un film dalla vicina. Finalmente hai messo la testa a posto: con i vestiti e i capelli ben fatti non si conquista più nessuno ormai.
Così Claudio entrò nella vita quotidiana di Annalisa. Iniziarono a litigare di meno, la madre si abituò presto a vederli ridere insieme in cucina, lei che cuoceva e lui che la aiutava.
Quando Annalisa annunciò che avevano fatto domanda in Comune per sposarsi, a Ninetta vennero le lacrime agli occhi: finalmente!
Annalisa era cambiata, aveva perso qualche chilo per arrivare in forma al matrimonio. E Claudio le chiedeva spesso:
Non fai più le focaccine? E per il matrimonio, ci saranno anche quelle, vero?
Prima del matrimonio, che si tenne in casa, prepararono il banchetto in tre: Annalisa, sua madre e la zia Rosaria, sorella di Ninetta. Lavorarono due giorni per una ventina di invitati quasi tutti parenti.
La coppia andò a vivere in una grande stanza dellappartamento a tre camere. Un anno dopo, il Comune installò i telefoni a tutte le famiglie. Annalisa era felicissima. Chiamava tutti, ma non si dilungava più come un tempo.
Rita, devo salutarti, limpasto è pronto e Claudio sta tornando dal lavoro, a presto!
Si precipitava in cucina dove limpasto cresceva sotto il canovaccio. Annalisa era incinta, pronta per la maternità, eppure non smetteva mai di cucinare per il marito. E che focaccine! Con la ricotta fresca e tutto lamore che ci metteva E Claudio non vedeva lora di tornare, per quello e per lei.






