Ricetta della felicità…
Tutto il condominio osserva con curiosità i nuovi inquilini che si stanno trasferendo nellappartamento al secondo piano. Si tratta della famiglia del caporeparto di una fabbrica importante in questa piccola cittadina di provincia italiana.
Ma come mai hanno scelto di vivere in un palazzo così vecchio? domanda Rita, la pensionata del palazzo, alle sue amiche, Con le conoscenze che hanno, avrebbero potuto trovare sicuramente qualcosa di meglio in una palazzina più nuova.
Non fare confronti, mamma. Qui abbiamo una bella casa depoca, soffitti alti, stanze grandi e separate, un ingresso spazioso… e un balcone che sembra quasi una stanza in più! ribatte la figlia trentenne, Celeste, single e sempre truccata di tutto punto, E poi a loro hanno subito installato il telefono. Non tutti qui ce lhanno, lo sai? Solo tre famiglie su nove in tutto il palazzo…
Tu pensi solo a telefonare, vero? la interrompe Rita, ormai hai stancato tutti i vicini con queste tue telefonate infinite. Non pensare nemmeno di andare dai nuovi arrivati, siamo seri: sono persone impegnate…
Ma insomma, mamma! Sono giovani, hanno solo una bambina di nove anni, si chiama Agnese. Sono quasi miei coetanei, forse solo cinque anni più grandi…
I nuovi vicini sono gentili e cordiali. Lidia lavora come bibliotecaria nella scuola del paese, mentre Ivan ha già dieci anni di esperienza in fabbrica.
Celeste racconta tutto questo ogni sera quando scende nel cortile dove sua madre si intrattiene con le altre donne del palazzo.
Ma come fai a sapere sempre tutto? si sorprendono le altre, Sei peggio di un avvocato!
Passo da loro a telefonare, tutto qui! Al contrario di certe persone, mi lasciano usare il loro telefono, risponde Celeste alludendo alle porte chiuse quando si presentava dagli altri inquilini.
Così Celeste conosce i nuovi inquilini e ben presto diventa assidua frequentatrice del loro telefono, chiamando le amiche, i colleghi, restando al telefono a lungo e portandosi appresso abiti nuovi o vestaglie comode, nel tentativo malcelato di instaurare amicizia.
Un giorno nota che Ivan, appena lei entra in casa, chiude subito la porta della stanza dove sta guardando la televisione. La cosa si ripete più volte. Celeste sorride a Lidia, la ringrazia e si affaccia in cucina dopo ogni telefonata, ma Lidia le risponde solo con un cenno e le chiede di chiudere la porta dietro di sé.
Non posso chiudere, ho le mani in pasta, mostra Lidia, e poi la nostra porta si chiude da sola, ha una serratura francese.
Cosè che prepara oggi? Ancora dolci? Sfornate sempre qualcosa di buono Io invece non so fare nulla, commenta Celeste.
Sono delle sfogliatelle dolci con ricotta, per la colazione di domani. Al mattino non cè mai tempo, quindi impasto ora… sorride Lidia, tornando al suo lavoro.
Celeste si offende, lasciando la casa con stizza per la freddezza ricevuta.
Ascolta, Lidia, capisco che hai difficoltà a dire di no, fa notare Ivan una sera, ma stare sempre occupati con queste sue telefonate in casa nostra non va bene. I miei amici non riescono a chiamarmi, e anche tu non riesci a lavorare in pace.
Sì, ho notato che entra ormai come se fosse a casa sua e si siede al telefono per ore… concorda Lidia.
Quella sera stessa Celeste, con trucco impeccabile, si siede come al solito sul pouf in ingresso a parlare con unamica.
Celeste, quanto manca a finire? Dobbiamo ricevere una telefonata, le dice dopo dieci minuti Lidia.
Celeste annuisce e posa la cornetta, ma subito tira fuori una tavoletta di cioccolato dalla borsa:
Oggi ho portato un dolcetto! Dai, facciamo merenda insieme, per festeggiare la nostra conoscenza.
Va in cucina, mette la cioccolata sul tavolo.
No, guarda, meglio di no. Se Agnese la vede, non resiste. Ma purtroppo non può mangiare dolci: è allergica. Niente merenda, mi dispiace Per noi la cioccolata è proprio un tabù.
Come un tabù? sbotta Celeste, arrossendo, Ma volevo solo essere gentile…
Non serve che ci ringrazi, ma ti preghiamo di non usare più spesso il nostro telefono. Solo in casi urgenti, chiamate ai medici, ai vigili del fuoco, queste cose qui. E a qualsiasi ora, per queste emergenze. Ma per il resto… capisci, Ivan riceve chiamate dal lavoro e Agnese ha bisogno di tranquillità per studiare.
Celeste si porta via il cioccolato, offesa e muta. Non capisce latteggiamento di Lidia, e si convince che la vicina sia semplicemente gelosa.
Lo sa che sono più giovane e carina di lei, spiega la sera alla madre, sarà per quello che è infastidita. Io volevo solo essere gentile, neanche un tè mi ha offerto!
Sciocca! le risponde subito Rita, Evidentemente ti ho educata male. Non si entra nella vita degli altri così, soprattutto di una famiglia. Quelle tue telefonate non servono davvero a nessuno. E non esiste che una casa sia un porto di mare. Ti hanno messo dei limiti, e fanno bene. Non offenderti. Trova un fidanzato, installa anche tu un telefono, e allora magari i vicini verranno a chiamare da te.
Celeste, comunque, tenta un ultimo approccio con Lidia, presentandosi con un taccuino per segnare la ricetta delle sfogliatelle dolci.
Avrei un favore: vi va di darmi la ricetta delle sfogliatelle? Forse è ora che anchio impari qualcosa di nuovo…
Ma chiedi alla tua mamma! Le nostre mamme sanno fare tutto, si stupisce Lidia, e poi, non saprei proprio aiutarti. Io vado sempre a occhio, impasto e basta non ho mai scritto numeri precisi, sono le mani ad andare da sole, ride Lidia, e oltre tutto ora devo proprio andare. Corri dalla mamma, su!
Celeste arrossisce di nuovo e torna a casa. Sapeva già che sua madre, in un armadietto della cucina, teneva un libricino unto e consunto, pieno di ricette scritte a mano con calligrafia sottile: insalate, polpette, zuppe, persino pesce in gelatina. E di dolci, che la madre preparava spesso, c’erano decine di pagine.
Ma non aveva mai voglia di cucinare. Sua madre, impegnata nella lotta contro i chili di troppo e la pressione alta, non faceva più torte da anni.
Eppure Celeste prende il quaderno, lo sfoglia svogliata finché trova la ricetta che le serviva, con grande sorpresa della madre.
Ma davvero vuoi cucinare qualcosa? esclama Rita.
Perché dovrebbe sorprenderti? chiude il quaderno Celeste, segnando la pagina.
Non starai mica tornando con Michele? Pensavo foste finiti come tutti gli altri tuoi brevi fidanzamenti…
Ma quale finiti? si stizzisce Celeste, Se voglio, torna a cercarmi anche lui.
Allora falla tu questa scelta. È ora di sistemarti. Che ricetta cercavi? Magari ti aiuto io, chiede ancora Rita.
Lascia stare, mi sto solo preparando psicologicamente, taglia corto Celeste.
Passano due giorni. Al ritorno dalla passeggiata serale, Rita viene investita da un profumo di dolci caldi:
Ma che succede? Macché, sento odore di torta! esclama, sei proprio innamorata, non ti riconosco più…
Ma non urlare! ride Celeste, assaggia piuttosto. Non sono torte, sono sfogliatelle, proprio come quelle tradizionali.
Il tè è già pronto e la tavola apparecchiata, con le tazze, la teiera e un piatto di sfogliatelle dorate come piccoli soli.
Sei proprio brava, dice Rita, sono anni che non cuociamo insieme, pensavo avessi dimenticato tutto. Invece ti sono venute anche troppo bene!
Non elogiarmi inutilmente, dimmi la verità! chiede Celeste.
E che ci vuole a capire? Mangia, sono più che commestibili! ribatte Rita. E a Celeste tornano in mente le parole care del padre: sono commestibili. Il miglior complimento.
Allora potrei invitare Michele a prendere un tè e assaggiare le mie sfogliatelle. Come dici, gli piaceranno?
Ha voglia! Sai, tuo padre le adorava (e anche me, grazie a queste bontà)! Pensa, conquisti il cuore di un uomo anche con un dolce ben fatto! ride ancora la madre, cucina pure, invitano, io andrò dalla vicina a guardare un film. Finalmente hai capito che non bastano solo i vestiti e i ricci per far perdere la testa a un uomo.
Così Michele comincia a frequentare Celeste, e anche le discussioni tra i due si fanno più rare. Rita si abitua a vedere la figlia sempre in cucina, con Michele che la aiuta, e il loro allegro vociare che riempie la casa.
Quando poi Celeste annuncia che lei e Michele hanno fissato la data al Comune, Rita si emoziona quasi fino alle lacrime: finalmente…
Celeste cambia, diventa più snella in vista del matrimonio. Michele spesso domanda:
Ma le tue sfogliatelle non le fai più? E per il matrimonio prepari dei dolci?
Prima del matrimonio, che si farà in casa loro, a cucinare saranno in tre: Celeste, la mamma e una zia materna. Preparano cibo per due giorni, anche se gli invitati saranno venti, tutti parenti stretti.
I novelli sposi si sistemano in una grande camera di uno degli appartamenti. E dopo un anno, finalmente, in tutto il palazzo il telefono arriva in ogni casa. Celeste è contenta. Allinizio chiama tutti, ma non come prima, ora chiude subito la conversazione.
Martina, scusa, devo lasciare, la pasta sta lievitando e Michele torna a casa tra poco. Ci sentiamo!
Corre in cucina, dove limpasto cresce soffice e gonfio nella ciotola. Celeste è in dolce attesa e tra un mese andrà in maternità. Ma non si ferma un attimo: prepara dolci e piatti speciali per il marito. Anche lei ama le sfogliatelle con ricotta fresca, proprio quella fatta in casa, una delizia tutta italiana. E Michele non può fare altro che adorarla ogni volta di più, per la dolcezza della cucina e non soloUna sera dautunno, mentre fuori piove e le luci gialle dei lampioni illuminano i vetri appannati, Celeste ascolta Agnese ridere sul pianerottolo insieme agli altri bambini del palazzo. Dalla cucina si diffonde laroma inconfondibile di zucchero e cannella. Celeste prende una teglia appena sfornata, la poggia sul davanzale a raffreddare e, dimpulso, prende unaltra sfogliatella e la sistema su un piccolo piatto decorato.
Senza pensarci troppo, attraversa il corridoio, bussa alla porta dei vicini e la porge a Lidia. È senza cioccolato, solo ricotta e scorza darancia. Ricetta di casa, sorride sincera. Lidia la guarda stupita, poi sorride a sua volta. Grazie. Agnese ne sarà felice. Ivan la richiama dal salotto, e per la prima volta da tanto tempo Celeste sente che il gesto più semplice un dolce condiviso, il rumore dei passi familiari sulle scale, una porta che si apre serena è la migliore ricetta della felicità.
Quella notte, mentre tutto il condominio di vecchie mura addormenta i suoi battiti tra sogni e memorie, Celeste accarezza la pancia rotonda e chiude gli occhi: sogna una casa piena di risa, dolci fragranti appena sfornati, abbracci inattesi e telefonate brevi ma colme damore. In quella vecchia palazzina, ormai, la felicità ha il profumo delicato di ricotta e arancia e la forma semplice di una sfogliatella appena divisa in due.




