La sposa degli altri: Valerio era richiestissimo, il suo nome si tramandava di bocca in bocca tra chi cercava il miglior presentatore per concerti, feste e matrimoni. Dalla sua prima esperienza improvvisata al matrimonio di un amico, Valerio era diventato il volto delle celebrazioni a Milano, molto più pagato che come ricercatore universitario. A trent’anni, bel ragazzo, cantante e DJ conosciuto, Valerio aveva tutte le donne che voleva, ma iniziava a desiderare una famiglia vera — solo che, per ora, nessuna sembrava quella giusta. “Dovrei trovare una liceale da crescere su misura, poi sposarla a diciotto anni, la moglie perfetta!”, scherzava lui, ma nel profondo aspettava l’incontro che avrebbe cambiato tutto. La svolta arriva quando riceve la chiamata di una donna, Ksenia, bellissima e affascinante, che lo ingaggia come presentatore per un matrimonio. Il giorno dell’incontro capisce di essersi innamorato perdutamente — ma Ksenia è la madre della sposa, non la sposa stessa! Tra equivoci, amori impossibili e una Milano piena di sogni e sorprese, Valerio scoprirà che la donna giusta può arrivare quando meno te lo aspetti… anche se è “la sposa degli altri”.

La sposa daltri.

Valerio era un uomo ambitissimo. Non aveva mai fatto pubblicità sui giornali né in televisione, però il suo nome e il suo numero di telefono giravano di bocca in bocca, passavano come un passaparola popolare. Presentare concerti? Nessun problema! Animare feste di compleanno o matrimoni? Perfetto! Era persino stato il presentatore della festa di fine anno alla scuola materna, conquistando non solo i bambini ma anche le loro mamme!

Tutto era cominciato in modo semplice. Un caro amico si sposava, ma allultimo momento il presentatore prenotato sparì, poi si venne a sapere che era scomparso per una sbronza colossale. Non cera tempo per trovare nessun altro e Valerio prese il microfono in mano.

A scuola aveva sempre recitato nelle recite scolastiche, frequentava il laboratorio teatrale “Logos”, alluniversità era una colonna della “Primavera Studentesca” e delle gare di cabaret. Quella volta limprovvisazione fu un tale successo che, proprio durante la festa, due persone gli chiesero subito di animare anche le loro cerimonie.

Dopo la laurea, Valerio era entrato in uno degli istituti di ricerca della città, ma guadagnava una miseria. I primi compensi da presentatore gli diedero una carica nuova, si buttava su qualsiasi evento, prendendo non solo un bel compenso in euro ma anche una soddisfazione morale. Presto, quello che guadagnava presentando feste superò di dieci volte lo stipendio da giovane ricercatore.

Trascorso un anno, Valerio prese coraggio: si licenziò dallistituto, comprò una buona attrezzatura con i soldi messi da parte, aprì la partita IVA e si mise ufficialmente a lavorare nel mondo delle feste. Intanto prendeva anche lezioni di canto aveva una bella voce, orecchio sicuro e ben presto divenne anche cantante, animando tre sere a settimana un ristorante del centro.

A trentanni, Valerio era un uomo attraente, discretamente abbiente, conosciuto come bravo cantante, dj e conduttore capace di salvare qualsiasi festa. Non era sposato, perché mai? Le ragazze gli cadevano ai piedi, se ne chiamava una, era pronta subito. Ma gli amici si sposavano, nascevano figli, e anche Valerio cominciava a desiderare una vita tranquilla. Solo che non sapeva con chi. Le ragazze troppo facili non lo interessavano, voleva innamorarsi una volta e per sempre.

Bisogna trovarsi una liceale, crescerla come voglio, e, appena compie diciottanni, sposarla. Sarebbe la moglie ideale! scherzava con gli amici.

Aveva addirittura accettato di presentare diplomi e feste scolastiche, sperando di trovare tra le giovani la compagna perfetta. Ma le ragazze moderne lo deludevano: erano troppo diverse dalle sue aspettative. Eppure Valerio non si scoraggiava, cercava la sua preda rara, come amava dire. E fu allora che il destino decise di giocargli un tiro beffardo.

Allinizio non sembrava ci fosse nulla di particolare. Lo chiamò una donna, riferendosi a conoscenti comuni:
Avremmo bisogno di un presentatore per un matrimonio. È libero il 17 giugno? Ottimo! Possiamo incontrarci?
Si incontrarono. E lì, a detta di Valerio, per la prima volta sentì davvero lespressione la terra che si apre sotto i piedi. La donna si presentò come Cinzia: era di una bellezza abbagliante, Valerio non ne aveva mai vista una così dal vivo. Parlava in modo chiaro, preciso, sapeva ciò che voleva. Valerio, rapito, non poteva fare a meno di guardarla: che fortuna per chi lavrebbe sposata! Bella e, a quanto pareva, anche intelligente: una combinazione rara. Appariva sui venticinque anni, forse poco più, ma parlando citò la militanza nei movimenti di volontariato degli anni Ottanta, e quindi doveva averne almeno quaranta.

Discussero ogni dettaglio e firmarono il contratto, anche se Cinzia avrebbe preferito di no:
A che serve? Mi fido, le sue referenze sono ottime! replicò.
Ma Valerio era puntiglioso: lavorava sempre con i contratti, rispettando alla lettera le condizioni sue e delle controparti. Anche stavolta insistette:
Rendo conto allAgenzia delle Entrate, non voglio rischi.
Dentro di sé, però, ammise che gli serviva un pezzo di carta per assicurarsi che Cinzia fosse reale, che non fosse tutto un sogno.

Allimprovviso il telefono di lei vibrò per un messaggio:
Oh, ecco, è il mio futuro sposo che viene a prendermi. Vuole un passaggio?
Valerio rifiutò, ma la accompagnò comunque alluscita; era suo solito, specialmente se gli sposi arrivavano separati, per osservare come interagivano. Stavolta, però, non era curiosità ma pura invidia, una gelosia soffocante. Il fidanzato lo spiazzò: si aspettava un uomo sui quarantanni, invece scese dallauto un ragazzo più giovane di lui:
Cinzia, va tutto bene?
Lei sorrise come solo lei sapeva, tutta sicurezza, salì e il ragazzo si voltò verso Valerio:
Lei sarà il presentatore al nostro matrimonio? È un piacere, me ne ha parlato Flavio, ha detto che è il migliore, gli tese la mano. Scusi, non mi sono presentato: sono Roberto, lo sposo.

Valerio avrebbe voluto saltargli al collo, spazzare via quel sorriso. Invece si limitò a stringergli la mano:
Valerio. Piacere mio.

Da quel giorno, Valerio perse pace e sonno. Cercava ogni scusa per chiamare Cinzia, sentire la sua voce, vederla ancora. Il giorno del matrimonio si avvicinava e lui sentiva di impazzire. Lunico amico a cui confidò tutto, lo prese un po in giro:
E le liceali, allora? Quelle che dovevi portare sulla retta via per farne la moglie perfetta?
Ma Valerio faceva spallucce:
Quali liceali? Cinzia è la donna ideale, e a me non interessa nessunaltra!

Allora parlale, suggerì lamico. Ma Valerio scattò:
Ma sei pazzo? Sta per sposarsi, vuol dire che ama quellaltro. Cosa potrebbe farsene di me e delle mie sciocchezze?

Arrivava anche Roberto, lo sposo, spesso sorridente:
Ecco, Cinzia mi ha detto di darle questo…

Valerio lo odiava in quei momenti, si tratteneva a fatica dal rispondergli male. Gli venne pure voglia di rifiutare lingaggio per la cerimonia, che la reputazione andasse pure in fumo! Ma poi pensava che così non avrebbe più visto Cinzia, e subito si rimangiava tutto in silenzio.

Due giorni prima della festa, Cinzia tornò da lui, come disse per mettere a punto il copione e assicurarsi che tutto fosse perfetto. Peccato però che il suo ufficio fosse in ristrutturazione, così si trovarono nel suo appartamento. Parlarono tanto anche di cose personali, risero, erano entrambi in gran forma. Sistemati gli ultimi dettagli, Valerio propose un brindisi con dello spumante:
Ai matrimoni perfetti.
Cinzia accettò con una risata:
Davvero volentieri!

Rideva, e a Valerio sembrava ancora più bella. Lo spumante li rese più coraggiosi e ad un certo punto lui la baciò. Con sua enorme sorpresa, lei ricambiò. Fu come se il mondo si capovolgesse.

Valerio si svegliò di colpo, seduto sul letto a fissare il vuoto. Era stato solo un sogno, o aveva vissuto la notte più incredibile della sua vita? Non cerano segni di Cinzia, ma la seconda federa odorava ancora del suo profumo. Era davvero successo? Trascinato dal dubbio, si alzò e sentì: non era stato un sogno. E adesso? Il matrimonio non sarebbe stato annullato? Prese il telefono e compose il numero di Cinzia:
Ciao
Lei, come nulla fosse, rispose allegra:
Ciao! Come va? Scusa per essere andata via allinglese, ma puoi capirmi, ho mille cose da fare: domani è il giorno!

Allora il matrimonio si fa? chiese lui, con la voce rotta.

Ma certo! Perché dovrebbe essere annullato? Va tutto benissimo!

Possibile che le donne siano così ciniche? E come poteva? Davvero sarebbe salita sullaltare con lui dopo la notte passata insieme a me? Valerio non si dava pace, che fare? Mandare tutto allaria? Ma ne voleva davvero una donna così dura? E poi rispondeva sinceramente a se stesso: sì, la voleva. Qualsiasi cosa facesse.

Il giorno dopo arrivò al ristorante in anticipo. Le decoratrici stavano finendo di addobbare e sospiravano tutte per lui. Poi accadde qualcosa dincredibile.

Non poteva crederci: Cinzia si avvicinò.

Ciao. Sono scappata subito dopo la registrazione, volevo rivederti, sfoggiò un sorriso che avrebbe abbattuto chiunque. Ma che hai, Valerio?
Non capisco più niente, balbettò lui. Quindi la cerimonia cè stata? E poi sei venuta via?
Certo, rise lei. Ma che vuoi che faccia con quei ragazzini in giro per la città? Meglio stare con te. O non ti fa piacere?
Aspetta… quali ragazzini? Non sei tu la sposa?

Cinzia lo guardò basita per un attimo, poi scoppiò a ridere. Era una risata limpida, travolgente e, suo malgrado, Valerio si mise a ridere anche lui.
Ma ovvio che no! La sposa è mia figlia, Chiara! Studia economia a Bologna, sai? È appena tornata ieri. Poi si interruppe di colpo. Ma tu sul serio pensavi che fossi io la sposa? Credi davvero che potessi fare una cosa così a pochi giorni dal matrimonio?

E solo allora Valerio capì. Cinzia non aveva mai detto io o noi, parlava sempre di la sposa con lo sposo. E Roberto laveva sempre chiamata Cinzia, dandole del lei. Come aveva potuto non capirlo prima? Che sciocco Finalmente, trovò il coraggio di fare la domanda più importante:

E tu tu sei libera? chiese tremando. Appena lei annuì, Valerio esclamò: Allora sposami tu! Ti prego

Il matrimonio fu una meraviglia: il presentatore superò se stesso, gli invitati erano entusiasti. Gli sposi vennero a ringraziare alla fine della festa:
Grazie di cuore! Non sappiamo proprio come ringraziarla per questa serata fantastica.
Allo sposo penso io a ringraziarlo, intervenne Cinzia, Andate ora, la limousine vi aspetta. Qua controllo io tutto.

La voce che Valerio avrebbe sposato una donna di nove anni più grande non ci mise molto a girare tra i parenti. Allinizio cera chi sollevò un sopracciglio, ma poi bastò vedere la futura sposa per mettere tutti daccordo:
Come si fa a non innamorarsi di una così?
Cinzia e Chiara, madre e figlia, partorirono a sole due settimane di distanza.

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