Caro diario,
Quando mi sono sposata, pensavo di essere la donna più felice del mondo. Francesco era un marito attento, mi rispettava e mi aiutava sempre, in ogni piccola cosa. Sembrava davvero che la felicità fosse tutta nostra, se non fosse stato per mia suocera. Dal primo incontro, ho capito che non era una persona semplicetuttaltro, sembrava sempre voler mettere becco in tutto.
È una di quelle donne allantica, che ama comandare e avere sempre lultima parola. Ho subito capito che se avessimo accettato di vivere con lei, non avrei mai potuto respirare liberamente. Così abbiamo deciso di affittare un piccolo appartamento tutto nostro, nel cuore di Firenze.
Poi, improvvisamente, mio padre si è ammalato di cancro ed è venuto a mancare. È stato un dolore enorme. Lui mi ha lasciato la casa di famiglia in campagna, vicino a Siena. Io e Francesco abbiamo pensato che trasferirci lì fosse la scelta giusta: io ho sempre amato la vita rurale, lavorare nellorto, sentire il profumo dei campi. Era il nostro sogno.
Passato un po’ di tempo nella nuova casa, un giorno si è presentata mia suocera, Maria. Appena è entrata, ha dichiarato senza mezzi termini che le spettava lei quella casa. Ha iniziato ad insistere che noi dovessimo trasferirci in città e ci ha offerto, in cambio della casa in campagna, una stanza del suo appartamento a Pisa. Naturalmente ho risposto di no: come potrei rinunciare al posto dove sono cresciuta, al mio giardino? Lei si è stizzita subito e ha fatto una scenata incredibile prima di uscire sbattendo la porta.
Dopo qualche ora, mi ha chiamato Francesco, visibilmente irritato. Mi ha accusato di aver trattato male sua madre, addirittura di averle urlato contro. Ho capito che la suocera gli aveva raccontato una serie di menzogne su di memi ha messo in cattiva luce solo per il suo interesse.
Mi sento persa, amaro in bocca. Non so più cosa fare né cosa dire a Francesco perché possa credermi. Vorrei solo che vedesse davvero come stanno le cose, ma per ora mi resta solo il mio diario dove posso essere sincera fino in fondo.






