28 giugno
Questanno lestate è arrivata in fretta a Firenze. Mia suocera, Claudia, ci ha proposto di aiutarci a badare ai bambini nei mesi più caldi. Ora che è andata in pensione, ha molto tempo libero e noi abbiamo accettato volentieri il suo aiuto.
Io e mia moglie lavoriamo entrambi e con tre figli a carico le ferie vere e proprie non sono nemmeno in programma. Di solito uno di noi si prende un giorno libero quando uno dei bambini si ammala o cè una recita a scuola. Quando va bene, riusciamo a scappare per un breve fine settimana se tutto fila liscio a casa, ma è raro.
Negli ultimi tre anni abbiamo acceso un mutuo ventennale. Siamo stanchi di traslochi continui nelle case in affitto, così abbiamo deciso di comprarne una tutta nostra, anche se la rata mensile è più alta. Nonostante lavoriamo tutta lestate, non possiamo permetterci le vacanze col peso del mutuo da pagare ogni mese in euro. Inoltre, durante il periodo estivo con le scuole chiuse, non cè nessuno che possa badare ai figli in nostra assenza. Almeno così, sappiamo che in quei mesi di caldo soffocante i nostri bambini sono protetti e sereni nella loro casa, dove dovrebbero stare.
Claudia ci aveva già suggerito di occuparsi lei dei nipoti per i mesi estivi, sapendo quanto siamo impegnati. E così, quando arriva luglio e saliamo da lei in provincia, arriviamo sempre con la macchina piena di spesa: frutta fresca, pasta, pane buono e naturalmente un po di soldi per le coccole dei bambini. Claudia è sempre molto chiara: dice che la sua pensione non basta per tutte le spese dei bimbi. Normalmente le lasciamo i contanti, così spendiamo comunque meno che ad assumere una babysitter. Sembra che questo compromesso vada bene a tutti, e noi possiamo stare tranquilli anche quando lavoriamo.
Poi è arrivato il fratello di mia moglie, Carlo, anche lui con tre bambini piccoli. Ha deciso, senza troppe cerimonie, di lasciare i suoi figli dalla nonna. Questi nipoti, però, sono ancora più piccoli dei miei, e decisamente più vivaci, tanto da richiedere unattenzione costante che Claudia, ormai anziana, fatica a dare. Inoltre, non ha portato con sé né viveri né euro per dare una mano. In pratica, ci siamo trovati a dover sfamare anche loro.
Non è facile accettare queste situazioni. Più volte ho chiesto a mia moglie di parlare con suo fratello, ma lei non vuole litigare con lui e preferisce lasciar stare. Tuttavia mi domando: perché devo impegnarmi a fondo e sacrificarmi, perché qualcun altro possa crescere i propri figli sulle nostre spalle? Come si fa a discutere apertamente senza finire in una lite?
Oggi mi rendo conto che in famiglia bisogna saper mettere dei confini, con tatto ma con fermezza, per non arrivare a sentirsi sfruttati. Ho imparato che parlare sinceramente, con rispetto ma chiarezza, può risolvere situazioni scomode prima che la tensione cresca troppo. In fondo, la famiglia resta un equilibrio delicato, specialmente nelle lunghe estati italiane.






