La suocera era adorabile, finché non si è rifiutata di pagare per le lezioni del nipote

Caro diario,

Mio marito e io viviamo con pochi mezzi. Abbiamo un bambino di tre anni, Luca, che allinizio dellanno abbiamo iscritto allasilo nido di Trastevere, a Roma. Ho iniziato a lavorare parttime, ma il piccolo stipendio non ha cambiato molto la nostra situazione: siamo ancora a corto di soldi, contiamo i centesimi e non possiamo permetterci spese superflue.

Le rette mensili dellasilo sono piuttosto alte, perciò non abbiamo potuto iscrivere Luca a corsi extra. Così potevamo risparmiare qualche euro.

Una settimana è arrivata la mamma di mia moglie, Nonna Rosa, e si è fermata da noi per due settimane, occupandosi di Luca e a prendendolo ogni mattina allasilo. Dopo qualche giorno abbiamo ricevuto una bolletta dellasilo salata di quasi il 50% rispetto al solito. Con mio stupore, ho scoperto che Rosa aveva fatto iscrivere Luca a lezioni di logopedia, a pallavolo e a danza.

Quando il mese è terminato, ho annullato quelle attività, ma la struttura ha richiesto il pagamento per il periodo già fruito. Io e la moglie ci siamo chiesti da dove prendere i soldi. Marco, il marito, ha suggerito un prestito dalla propria madre. Abbiamo accettato. Dopo aver spiegato alla suocera il motivo del mutuo, Rosa ha dichiarato di voler coprire le spese extra e ci ha inviato un bonifico con la frase per Luca.

Allinizio mi sono sentito a disagio: come possiamo considerarsi genitori responsabili se non riusciamo a mantenere il nostro unico figlio? Con il tempo mi sono abituato ai pagamenti mensili della suocera e ho capito che non cè nulla di male. Daltronde, perché una nonna non dovrebbe contribuire alle attività del nipote? Lo fa già regalandogli giocattoli e altre cose.

Da due anni Rosa paga regolarmente quelle lezioni; non ha mai tardato e non le abbiamo nemmeno dovuto ricordare. Nel frattempo la nostra condizione economica non è migliorata. Quando Luca è entrato nella scuola materna, è tornata la questione dei costi extra. Vorremmo che fosse pronto a leggere e a scrivere, altrimenti rischia di accumulare ritardi.

Ho chiamato Rosa per chiedere di sospendere la logopedia e di destinare quei soldi a un corso di inglese. Luca parla bene, quindi il logopedista era superfluo, ma la nonna ha risposto fermamente: Non pagherò per linglese, ma la logopedia si può annullare.

Qualche giorno dopo, mentre ero al bar per un caffè, Marco e Luca sono andati da Rosa. Al mio ritorno ho trovato Marco visibilmente irritato. Luca gli ha detto che non era andato alle lezioni pagate dalla nonna, ma che avrebbe dovuto invece frequentare linglese. Rosa si è infuriata, ci ha accusati di mentire, ha definito inganni il nostro comportamento e ha dichiarato che non ci avrebbe più dato soldi, chiedendoci di restituire quanto speso lultimo mese.

Ho provato a parlarle per telefono, ma non mi ha voluto ascoltare; ha detto ne ho abbastanza. Ora dovremo pagare noi le lezioni.

Mi trovo quindi in un impasse: se la suocera non ci aiuta più e noi non riusciamo a farcela da soli, cosa fare? Marco, per sua natura, ha preso le parti della madre, credendo alle sue parole senza mettere in dubbio la realtà.

Il mio pensiero finale è che la dipendenza da aiuti esterni può paralizzare la nostra capacità di trovare soluzioni proprie. Dora in poi cercherò di essere più autonomo, di pianificare con cura le spese e di non affidarmi ciecamente a chiunque, anche se è famiglia. Solo così potremo dare a Luca un futuro più stabile e dignitoso.

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