Ah, devo raccontarti una storia che ti farà piegare dal ridere! Allora, la protagonista è la mitica Erminia Sorrentino, che era una donna che proprio quando passava la gente si faceva da parte, ma non per educazione: per paura! Non camminava, avanzava. Non guardava, ti trapassava con gli occhi. Non parlava, sentenzia. Se la metti su un piedistallo, è più un monumento che una persona.
Erminia gestiva un mercato ortofrutticolo a Napoli, aveva alle spalle due condanne per rissa e una per omicidio colposo, tutto questo tra una gravidanza e laltra. Ha avuto tre figlie, nate nei periodi di libertà, e si ritrovò pure con tre generi.
Appena i generi si sposavano una delle figlie, Erminia convocava i ragazzi e leggeva loro i diritti e, ovviamente, gli obblighi. Aveva pure il listone delle punizioni per chi sgarrava. Però non si perdeva nelle beghe piccole, si conservava i nervi. Alle figlie, invece, era vietato disturbarla per sciocchezze: “Imparati a risolvere i problemi da sole”, diceva sempre. Si poteva chiamarla solo se spariva qualcuno o qualcosa importante, oppure se ci fosse da nascondere un cadavere. Mica per nulla!
I generi questa filosofia la rispettavano, non la provocavano: meglio non rischiare, perché Erminia portava la scritta “Omicidio in preda a impulso” stampata in fronte. Soprattutto il più giovane, Riccardo, non aveva molto a che fare con la suocera e quasi non la temeva, anche perché viveva con la moglie a Caserta, quindi si considerava libero. Tutto tranquillo, almeno finché non decise di partecipare a una serata pazza del capo e accettò di andare in una sauna con altri tre colleghi.
Alla moglie Riccardo disse che doveva fare tardi al lavoro, cera una consegna urgente, roba così. Gli altri, più esperti, si prepararono meglio: uno si presentò con canne da pesca e tenda, finto weekend di pesca con gli amici, e addirittura ordinò un secchio di pesce fresco per la moglie. Altri due si portarono i portatili per la notte di battaglia con i carri armati. Il capo, invece, non si faceva problemi e andò senza nascondere nulla.
A mezzanotte ormai erano tutti stanchi di bere e sudare. Decisero di ravvivare la serata: avrebbero chiamato delle prostitute e fecero colletta. Bastavano soldi per due soltanto, che però erano così bruttine che il capo voleva cambiarle per una più carina, ma il gruppo preferì prendere altra vodka.
Nel frattempo, la figlia minore di Erminia, ormai fuori di testa dalla preoccupazione, decide di chiamare la mamma:
Parla subito, che ho un camion di meloni da scaricare! sbraita Erminia.
Mamma, Riccardo non è tornato dal lavoro, il telefono non lo prende, nemmeno quello della ditta, non riesco a rintracciare nessuno! Che faccio?
Ma che cavolo, che scemo… Non ti agitare, ci penso io!
Erminia dà due ordini ai magazzinieri, sale in macchina e parte per Caserta, con un paio di telefonate mentre guida.
Dopo mezzora sapeva già in quale sauna era suo genero, con chi, cosa stavano combinando. Dopo unaltra ora era arrivata, e un quarto dora dopo, accompagnata dal timoroso gestore della sauna, entra dalla porta facendo tremare tutti. Riccardo si ritrova con un alibi di tutto rispetto: lividi un po dappertutto, e un dente rotto.
Il capo cerca di prendere in mano la situazione:
Ma lei non può entrare così! Lei chi è?! Chiamo i carabinieri!
Eh, non sapeva con chi aveva a che fare! Erminia smette di pestare Riccardo, prende un coltello dal tavolo, con laltra mano afferra il capo per la gola:
Prova, testa di cavolo! Ti taglio la lingua! Io sono la suocera di quellimpunito!
Silenzio, sgualdrine! grida alle prostitute in panico, agitando il coltello prima di tornare al genero.
Allora, razza di furbastro, ti sta stretto qualcosa nei pantaloni?
Mamma! piagnucola Riccardo, si rannicchia in un angolo, Non può farlo!
E cosa mi ferma, eh?
Non ho tradito sua figlia! Chieda pure a chiunque!
Erminia guarda le prostitute, il capo mugugna:
Nessuno ha tradito! si massaggia la gola.
Eh, si vede da sole, che qualità! Chi ve le ha mandate?
Prende un bicchere di vodka e lo porge a Riccardo:
Bevi, serve come anestesia.
Riccardo beve, tremando.
Che casino avete combinato qua? Parlate!
Volevamo rilassarci, dice il capo, ma non è andata bene. Le prostitute sono… diciamo, poco attraenti.
Erminia si siede al tavolo, taglia un pezzo di salame:
Fantasia zero, ragazzi, e mastica, E queste? indica le canne da pesca, Le avete prese in un sexy shop?
Servono come alibi risponde il “pescatore”.
E questo allora? dà un calcio al secchio col pesce vivo.
Già, anche quello.
Hai pensato a tutto. Siete degli scemi, ma oggi vi va bene!
Erminia versa il pesce nella piscina, subito si disperde ovunque.
Prendi porge una canna da pesca al pescatore e una al tankista, pescate. Ehi, sgualdrine! Giù in piscina, dovete lavorare!
Le prostitute si tuffano di corsa nella piscina.
Le regole sono queste: gli uomini pescano colla canna, le donne a mano. Chi prende il pesce, esce sano.
Tu punta il dito allaltro tankista segni i risultati. Io e il capo facciamo le scommesse. Punto su quella col costume giallo: la prima a prendere il pesce.
Ma va! dice il capo, Punto su Gennaro, lui è il pescatore vero.
Ehi, gialla! urla Erminia, Se prendi per prima il pesce, cè un bonus di cinquanta euro!
E io? protesta laltra prostituta.
Tu vinci un bonus se ne prendi più della gialla.
Dopo mezzora il gestore della sauna sbircia dalla porta e trova un putiferio: urla, risate, le donne che pescano a mani nude, Gennaro alle prese col pane, un tankista che cerca di prendere una delle ragazze, Riccardo e laltro tankista che usano il telo come una rete, il capo che dirige tutto con energia.
Erminia intanto scrive alla figlia: “Dei sconosciuti hanno aggredito tuo marito tornando a casa, lhanno picchiato, ma è vivo e ora sta parlando con la polizia. Quando finisce, lo porto a casa. Baci, mamma.” La tranquillità della figlia per Erminia vale più di un dente rotto del genero e di una notte senza dormire in sauna. Però, al marito ha accreditato una bella cifra sul conto, così può rifarsi il dente: non era colpa sua, ma che impari a non mettersi nei guai la prossima volta!




