La suocera cerca di distruggere il mio matrimonio. La cosa più triste è che mio marito non mi crede.
Mi sono sposata nel cuore di un giugno bollente, e pensavo di essere la donna più felice dItalia. Mio marito, Lorenzo, era gentile come un santo, mi rispettava e mi aiutava in tutto. Ma sulla tavola del nostro amore si posava sempre lombra della sua mamma, la signora Emilia. Dal primo incontro ho capito: non era certo la più saggia delle donne.
Donna attaccata alle sue abitudini e al controllo, una vera regina nel suo piccolo regno di provincia. Pensai che, se fossimo mai andati a vivere da lei, laria mi sarebbe mancata, come soffocata tra le poltrone coperte di centrini e il ticchettio degli orologi a cucù. Così, con Lorenzo, decidemmo di affittare un appartamento tutto nostro, piccolo ma solare, a Bologna.
Poi, come uno schiaffo di vento gelido in pieno agosto, la notizia: mio padre, Amilcare, era malato di cancro e ci lasciò in fretta. Mi ritrovai ereditiera di una grande casa di campagna nelle colline emiliane. Lorenzo e io ci guardammo negli occhi e decidemmo: ci trasferiamo in campagna, tra viti e olivi, sotto cieli pieni di rondini. Ho sempre sognato di avere un orto, e anche Lorenzo si sentiva chiamato dalla terra.
Passarono mesi, tutto filava via come in un sogno nebbioso, finché una mattina la signora Emilia arrivò a sorpresa. Entrò in casa e, con voce da attrice in uno spettacolo dopera, dichiarò che quella casa era destinata a lei, non a noi. Con aria saggia, ci propose un cambio: il nostro casale per un piccolo appartamentouna sola stanza!in città. Naturalmente, io rifiutai con cortese fermezza. Ma lei scoppiò in uno scandalo esagerato come solo le suocere italiane sanno fare, poi se ne andò, sbattendo la porta così forte che le galline smarrirono la strada per il pollaio.
Poco dopo, il telefono squillò e la realtà si fece ancora più surreale. Era Lorenzo, confuso, con la voce tremante: «Hai trattato male mia madre, dicono che le hai urlato contro!» Emilia aveva già tessuto la sua tela di storie impossibili, rovinando di colpo la pace dei nostri sogni. Ora non so più che parole trovare per convincerlo della veritàle mie spiegazioni sembrano svanire nellaria come fumo di legna nella mattina emiliana.






