La verità nascosta di una moglie italiana: una lettera dal carcere svela il segreto della suocera viva e trasforma una famiglia costruita sulle bugie

È questo che cercavi? gli porse la lettera davanti agli occhi.
Nicola sbiancò all’istante.
Giulia, tu non fraintendere Alessio questa cosa
Cosa dovrei fraintendere, Nicola? Che la madre di mio marito è viva e sta in prigione? Che voi due mi avete preso per una fessacchiotta ingenua?!
Un mese, scusa? Giulia, ma avevamo detto che rimanevate fino a settembre!

Sai che il piccolo ha appena iniziato allasilo, e io ho trovato lavoro proprio qui vicino

Che è successo?

Paghiamo puntuali, non facciamo confusione

Non è per colpa vostra Giulia esitò, prendendo fiato. Ho bisogno di tornare a casa mia.

Ma perché? Hai litigato con tuo marito?

Per favore, non farmi altre domande.

Precisamente un mese da oggi!

Farò il calcolo dei giorni, il deposito ve lo restituisco tutto.

Scusa

Giulia abbassò il telefono ed ebbe un brivido. Sperava solo di mettere fine a tutto, il prima possibile

***

Giulia non riusciva a staccare gli occhi dalla busta che era rimasta sul tavolo della cucina.

Una semplice busta che aveva appena tirato fuori dalla cassetta delle lettere insieme a volantini pubblicitari e la bolletta di Tim.

Di solito Alessio ritirava sempre la posta, ma per un qualche motivo oggi la cassetta laveva aperta lei.

Timbro. Indirizzo del mittente. Casa Circondariale di Rebibbia.

E il nome: Lidia Niccolini.

Quel nome, Giulia lo aveva sentito solo raccontare dal marito: quella era sua madre. Suocera che Giulia non aveva mai visto, né tantomeno conosciuto.

Nemmeno immaginava che la donna che aveva messo al mondo Alessio fosse ancora viva.

Non ho nessuno, Giulia le aveva detto Alessio al loro terzo appuntamento, quando si rifugiavano in una trattoria di quartiere dopo aver preso la pioggia. Mio padre se nè andato prima che nascessi. Mai visto.

E la mamma non cè più da quando avevo ventanni. Un infarto. Perciò sono, come si dice, un cane sciolto. Solo.

Davvero solo? Giulia quasi si commosse. Nessun parente lontano?

Qualche cugino di terzo grado in Sardegna, ma non ci sentiamo mai.

Sai, si vive meglio così. Niente drammi familiari, niente pranzi obbligati la domenica. Solo tu e io.

E pensò tra sé:

Cavolo, che forza ha questuomo! Ne ha passate tante, eppure non si è mai indurito dentro

Lo circondò di attenzioni come se volesse recuperare tutta la dolcezza che la madre non aveva mai potuto dargli.

Poi ci fu il matrimonio, in tono molto semplice, rilassato, tra amici stretti.

Da parte sua i genitori e poche amiche, dalla parte di lui solo lamico dinfanzia, Nicola, che per tutto il tempo non fece che stare zitto e scansare lo sguardo di Giulia.

Lei pensava fosse timido. Solo adesso capisce: Nicola aveva paura di lasciarsi scappare troppo.

Senti, dovè sepolta? chiese Giulia poco dopo essersi sposati. Magari andiamo a pulire la tomba, portiamo dei fiori insomma, è pur sempre tua madre.

Alessio fece una strana smorfia. Si voltò, si sistemò il colletto della camicia.

È distante, Giulia. In provincia. Un cimitero vecchio, ormai chiuso.

Vado io ogni tanto, non pensarci. Non voglio portarti con me, tira cattiva aria laggiù.

Pensiamo a chi cè adesso, va bene?

E lei ci aveva creduto. Che sciocca!

***

La porta di casa si aprì e Giulia scattò, nascondendo la busta nel primo cassetto insieme ai buoni sconto della Conad.

Ciao amore! la voce di Alessio dallingresso era sempre allegra e affettuosa Comè andato il nostro campione oggi? Ha dato il meglio?

Entrò in cucina, avvicinandosi per darle un bacio sulla testa, ma lei si ritrasse involontariamente.

Ehi, tutto bene? Sei stanca? chiese lui preoccupato, con lo sguardo fisso nei suoi occhi. È stato Niccolò a non farti dormire di nuovo?

Cambio e lo prendo un po io, così ti sdrai, che ne dici?

Preparo io qualcosa da mangiare.

Lascia stare, non ho fame. Alessio, oggi è arrivata la posta…

Si bloccò un attimo, solo una frazione di secondo, ma Giulia lo colse.

Ah sì? Che cera? Di nuovo solo bollette?

Bollette. Pubblicità, insomma. Niente di che.

Si rilassò e sospirò di sollievo.

Per fortuna! Ora vado a lavarmi le mani e vado a coccolarmi un po il nostro piccolo. Mi manca da morire.

Giulia lo fissava di spalle. Luomo con cui aveva diviso tutto, casa, figlio, la vita intera, era lì davanti e le raccontava bugie.

E lo faceva con una faccia tosta incredibile.

Fai conto che sono orfano, diceva.

E intanto Lidia Niccolini scriveva da Rebibbia.

Cosavrà fatto? Avrà ucciso qualcuno? Rubato? Truffato? Quanto dovrà rimanere ancora lì?

Giulia allimprovviso si immaginò con chiarezza che magari tra un paio danni qualcuno avrebbe suonato alla loro porta, e lì, davanti allingresso, ci sarebbe stata una donna con lo sguardo duro e la galera negli occhi.

Che avrebbe detto:

Ciao figlio. Ciao nuora. Dovè il mio nipotino? Adesso verrò a vivere con voi!

Giulia non aveva paura per sé. Tremava per Niccolò.

Come crescerà, con una nonna che ha fatto la galera?!

Come si può lasciare un bambino da solo in casa con una criminale?

Giulia, vuoi un tè? urlò Alessio dalla camera. Sai che alla Coop cè lofferta sui pannolini? Ho trovato il volantino nel cassetto. Domani ci passiamo.

Non rispose. Stava già aprendo lapp della banca per controllare il saldo sul suo conto personale.

I soldi bastavano per un po. E la casa nellaltro quartiere, bene.

Gli inquilini sarebbero andati via in un mese. Doveva solo resistere per quei trenta giorni senza farsi scoprire.

***

Alessio uscì per andare al lavoro dopo aver riempito Niccolò di baci sulle guance, promettendo di tornare presto.

Giulia assisteva a quella scena ormai con delusione. Come aveva potuto mentirle così spudoratamente? Una cosa del genere non si fa!

Quando rimase sola, prese in mano la busta. Le veniva voglia di aprirla subito, ma aveva paura: se la leggesse, magari non si sarebbe più sentita di andare via.

Magari dentro cera qualcosa di davvero terribile…

No, disse decisa a se stessa. Non mimporta cosa cè scritto. Mi ha mentito per quasi due anni!

Suonarono alla porta. Giulia sobbalzò. Chi poteva essere?

I suoi le avvisano sempre prima. Amiche? Guardò dallo spioncino era Nicola.

Sistemava nervosamente i piedi, guardandosi attorno davanti allascensore.

Giulia aprì la porta.

Nicola? Alessio è a lavoro.

Sì, lo so Giulia Nicola tentennò, infilando le mani in tasca. Passavo di qui e ho pensato, magari Alessio ha lasciato le chiavi del garage a casa?

Diceva che le aveva lasciate sul mobile allingresso.

Le chiavi? Giulia sollevò un sopracciglio. Non ci sono chiavi lì. Guarda pure sei sicuro?

Beh, lui così mi ha detto Senti, Giulia, Alessio mi aveva chiesto anche di controllare la posta. Sono passato a vedere, ma non cera nulla. Tu oggi non hai raccolto la posta?

Sì, lho presa io. Che cè?

Nicola deglutì nervosamente.

Niente, era che aspettiamo un pacco per dei ricambi, Alessio mi aveva detto di controllare se arrivava lavviso.

Giulia tornò lentamente in cucina, prese la busta grigia e si avvicinò alla porta.

Questa cercavi? gliela porse.

Nicola diventò pallido.

Giulia, ma non fraintendere Alessio ecco

Che cosa non dovrei fraintendere, Nicola? Che la madre di mio marito è viva e sta in carcere? Che voi due mi avete presa per una fessa?

Che ho fatto un figlio con uno la cui famiglia è tutta un mistero?

Giulia, lui voleva solo che andasse tutto bene! Nicola cominciò a parlare in fretta, quasi sottovoce Desiderava una vita normale, senza quella roba addosso.

Sua madre credimi, è un caso difficile. Alessio ne ha passate che tu non immagini neanche.

Ti giuro, non era per cattiveria. Voleva solo lasciarsi tutto alle spalle, non voleva spaventarti.

Dimenticare? Giulia rise amaro. Nicola, ma come si fa a cancellare la madre dalla propria vita? E così, mentendo!

Mi ha levato il diritto di sapere in che famiglia mi stavo mettendo!

Ma quale famiglia! Nicola alzò le braccia. Non esiste nessuna famiglia. Cè solo lei e i suoi guai.

Giulia, dacci la lettera, dai. Non lhai aperta, vero? La do io ad Alessio, sarà lui a spiegarti.

Vai via, Nicola disse Giulia con un filo di voce. E la lettera non te la dò. È indirizzata ad Alessio Niccolini. Quando rientra, gliela darò io. Di persona.

Giulia gli chiuse la porta sul muso, senza mezzi termini.

***

Tutta la giornata trascorse come in una nebbia. Giulia allattava il figlio, lo cambiava, scendeva a passeggiare in cortile, ma la testa era sempre là.

Cosa mettere nello zaino? Il passeggino, il lettino, i documenti. I mobili lasciamoli pure qui.

Nellappartamento suo in periferia cera già un vecchio divano e un armadio. Bastavano.

Verso le sei di sera era impassibile.

Mise la tavola, preparò cena, mise Niccolò a letto. E si sedette ad aspettare il marito.

Mmm, che profumino! Alessio, tornato dal lavoro, fingeva che tutto fosse normale. Guarda qua, ho comprato il carillon nuovo per Niccolò! Cha melodie rilassanti.

Giulia era seduta a tavola in silenzio; davanti a lei la famosa busta grigia. Alessio entrò in cucina, e smise subito di fare finta.

Ha trovato Nicola? chiese senza voce.

Ho trovato io. Nicola è venuto, voleva prenderla. Te lho lasciata qui sul tavolo.

Il marito si lasciò cadere sulla sedia opposta.

Perché, Alessio? Perché hai detto che era morta?

Perché per me è morta dodici anni fa, la guardò, gli occhi pieni di lacrime quando finì dentro la prima volta. Poi è uscita, è rimasta fuori sei mesi e cè ricascata.

Giulia, tu hai una bella famiglia, tuo padre è un ingegnere, tua madre insegnante. Non avresti neanche capito, di certo è una professionista. Una truffatrice.

E quindi hai pensato di avere il diritto di mentire? Per anni? Giulia alzò la voce, fuori controllo. Ti rendi conto che così hai buttato tutto il mio rispetto?

Avevo paura di perderti! anche lui balzò in piedi Saresti scappata! Avresti pensato: Oddio, sua madre è una criminale, magari anche lui ha qualcosa da nascondere.

Volevo che Niccolò crescesse normalmente. Preferivo passare per orfano, non per figlio di una ladra!

Ora avrà un padre divorziato, tagliò corto Giulia, fredda.

Alessio restò di sasso.

Cosa? Che stai dicendo? Per una lettera? Per questa bugia?

Perché non ti conosco, Alessio. Se per tanto tempo hai potuto inventarti la morte di tua madre, cosa altro mi nascondi?

Anche tuo padre, cosè davvero successo? Magari anche lui è chiuso in qualche prigione!

Giulia, non dire sciocchezze

Non dico sciocchezze. Ho scritto agli inquilini. Tra un mese vado via. Domani porto i documenti in Comune: separazione.

Alessio pianse. Si mise in ginocchio, cercò di convincerla, ripetendo che era stata una bugia a fin di bene.

Giulia però non gli diede possibilità. Aveva già deciso tutto.

***

Gli inquilini se nerano andati, ormai Giulia e il figlio vivono di nuovo a casa loro. Il matrimonio è finito, anche se Alessio spera ancora in un miracolo. Non si dà pace, si chiede dovè che ha sbagliato. Lui che aveva fatto di tutto per proteggere la sua famiglia

Il figlio lo vede sempre, si prende cura di lui come un vero papà. Ma il cuore di Giulia per lui, quello, sembra ormai irraggiungibile. E lei non ha nessuna intenzione di tornare indietro.

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