La vicina ha smesso di visitare la nonna Maria e ha sparso la voce che la nonna sia impazzita in vecchiaia, dal momento che tiene un wolverine o un mostro nascosto in casa.

Caro diario,

Oggi la vicina Marta ha smesso di venire a casa della mia cara nonna, la signora Vittoria, e ha iniziato a spargere voci secondo cui la vecchia sarebbe impazzita da sola, perché tenga una bestia che sembra una martora o un licantropo. Nessuno ha mai saputo da dove vengano questi pettegolezzi, ma la realtà è ben diversa.

Una mattina, mentre la nonna lavorava nel suo orticello di Campagna, ha trovato un piccolo gattino grigio, smarrito e tremante sotto la pioggia. Lha preso subito tra le braccia, cercando di scaldarlo. Il fuoco del vecchio camino a legna nella sua cucina crepitava allegramente, scaldando sia il gattino che la nonna. Dopo poco, il cucciolo si è riscaldato, ha iniziato a bere il latte che la signora Vittoria gli ha versato con cura. Per la prima volta, la nonna ha avuto compagnia e non più silenzio.

Il gattino ha iniziato a fare le fusa, a giocare con una pallina di lana mentre la nonna lavorava ai suoi merletti, calzini e persino ai guanti di lana per linverno. Gli abitanti del paese, che passavano a comprare pane e formaggio, trovavano sempre un sorriso sul volto della nonna. Il piccolo felino è cresciuto forte, cacciando topi e ratti, e conosceva bene il suo territorio.

Saltava sugli alberi del giardino e scendeva veloce quando vedeva la nonna avvicinarsi. La signora Vittoria, senza mai sospettare nulla di strano, lo chiamava affettuosamente Gattuzzo. Gattuzzo rispondeva al richiamo, anche se la vicina Marta, una volta, lha definito una bestia simile a una martora.

Una torrida giornata destate, mentre la nonna raccoglieva fragole e more, ha sentito un sibilo. Abbassando lo sguardo, ha scoperto unenorme vipera che si era avvicinata al suo tavolo di legno. I piedi della nonna, ormai deboli, non avrebbero potuto scattare. Prima che potesse reagire, Gattuzzo è balzato sul rettile, lo ha strangolato in un attimo e poi lo ha portato a giocare su un albero alto, dove lha lasciato pendere come un trofeo.

Il serpente è caduto accidentalmente sul giardino di Marta, che ha iniziato a strillare come una porcellina spaventata. Gattuzzo, però, è tornato subito da dove laveva preso e ha ripescato il serpente, ignorando i lamenti della vicina. Da quel giorno, Marta non ha più più messo piede nella casa della nonna, perpetuando i suoi pettegolezzi sulla pazzia di Vittoria.

La nonna continuava a coccolare il suo felino, e lui dormiva arrotolato sul tappeto vicino al suo letto. Gattuzzo amava passeggiare nellerba alta, a volte si addormentava al sole destate, ma tornava sempre a casa quando la sera si faceva buia.

Una notte, la nonna, stanca, ha lasciato la finestra a mezza apertura perché Gattuzzo potesse uscire quando sentiva il richiamo della campagna. Ben presto, due ubriaconi del paese, venuti a sapere che la nonna aveva appena ricevuto la pensione di 800 euro, si sono introdotti con un asciugamano legato intorno alla bocca. Hanno svegliato la signora Vittoria, cercando di intimidirla per ottenere denaro. Spaventata, la nonna piangeva, incapace di parlare.

Nel panico, la nonna ha strappato il fazzoletto dalla bocca e ha acceso la luce. In quel momento, una grande ombra nera ha balzato dalla finestra. Uno dei ladri, impaurito, ha urlato:

Boris, è stato tu? Hai rubato qualcosa? Lei ha appena ricevuto la pensione!

Lombra, che si è rivelata essere Gattuzzo, si è lanciata sul primo ladro, infilzandogli la gola, poi sul secondo, trafiggendogli gli occhi. Il felino ruggiva come un leone, i suoi occhi verdi brillavano nella penombra. Gattuzzo continuava a saltare da un ladro allaltro, mentre la nonna, con mano tremante, ha rimosso il fazzoletto e ha acceso la lampada.

Con la luce accesa, ha riconosciuto subito i due malviventi: uno era accasciato a terra, con il volto sanguinante, laltro teneva ancora la mano al collo. Il pavimento era macchiato di sangue. La nonna, seduta sul letto con Gattuzzo al suo fianco, li osservava con sguardo feroce. Il gatto soffiava, impedendo a chiunque di avvicinarsi.

Gli abitanti del vicinato, sentendo le urla, sono corsi nella casa. Hanno trovato i ladri feriti e la nonna avvolta in una coperta, ma al sicuro. Hanno poi rintracciato il terzo complice, nascosto in una sauna comunale, dove stava cercando di fuggire. Lo hanno picchiato, recuperato i 650 euro che aveva rubato e li hanno restituiti alla nonna. Hanno deciso di non andare alla polizia, ritenendo che fosse più semplice risolvere la questione tra loro.

I colpevoli sono stati puniti: la minaccia di far a pezzi Gattuzzo è stata lanciata più volte. Uno, fra il pianto e le parole, ha gridato: Non è un gatto, è un mostro! Il televisore del bar trasmetteva un cartellone con la scritta MAI TOCCARE IL NOSTRO GATTO. La nonna, con voce ferma, gli ha dato una sberla, rispondendo:

Che insulti! Questo è il mio gatto, e non tollererò più le tue parole sporche!

Ho imparato, caro diario, che lamore e la lealtà di un piccolo compagno possono proteggere più di quanto si creda, e che non bisogna mai sottovalutare il coraggio di chi ha poco ma molto da difendere.

Fine.

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La vicina ha smesso di visitare la nonna Maria e ha sparso la voce che la nonna sia impazzita in vecchiaia, dal momento che tiene un wolverine o un mostro nascosto in casa.