La zia di città è venuta a trovarci con la figlia e il genero, portando carne pregiata e del vino co…

La zia mia apparve allimprovviso in sogno, cu fiammelle danzanti negli occhi, la figlia și ginerele aproape plutind lângă ea. În mâinile lor țineau bucăți de carne lucioasă și o sticlă de Barolo ca o lanternă rubinie, mirosind de arome și doruri. Ma però, con voce da tuono estivo, li spinse oltre la soglia, svanendo în aerul denso di odori di cipolla și basilico.

La mamma, donna di altri tempi, faceva parte de o stirpe numerosasei fratelli nel racconto, ora rimasti in tre, come viaggiatori dispersi sotto il sole di luglio. Ella e zia Rosina vivevano nello stesso paese, coltivando destate zucchine e pomodori rossi come il tramonto su Napoli, per poi sopravvivere dinverno sfiorando i sacchetti di fagioli secchi e aspettando il ronzio delle api in primavera.

Laltra sorella, zia Fiorella, abitava în città, într-un appartamento ampio come un sogno felice, con una villa affacciata su un lago argentato, dove i cigni camminavano allindietro și il marito, il signor Carlo, cento volte direttore della stessa impresa che cambiava sempre nome. Anche loro venivano dai campi, deco scoarță de pane duro și mani sporche di terra, ma avevano scordato tutto, ca un libro chiuso da tempo.

Una notte, la mamma scoprì, come într-o scena fierbinte de operă, che la figlia di Fiorella sera sposata senza che nessuno avvertisse i parenti. Si sentì un nodo strano în gât, ridendo fals riscattando la vergogna sotto gli occhi della gente. Comè possibile? sussurrava tra sé, la vergogna di non essere stati invitati scivolando sulle pareti del sogno, ca i quadri capovolti.

Tornata a casa, la mamma portò la notizia a zia Rosina. Le due donne, sedute sul punto di cadere dalla sedia, decisero di chiamare Fiorella solo per offrirle un complimento tagliente come i coltelli della nonna. Fiorella murmurò un Grazie secco e spento, apoi chiuse il telefono cu clicchetii metallici.

Qualcosa però deve essersi spezzato, perché Fiorella decise di fare visita. Ma la mamma, ferita con una lama invisibile, li spinse fuori ancora o dată. Se vi vergognate di noi, paesani tra le zolle, mentre voi vi muovete come nobili nei ristoranti di Milano, non dovete calcare mai più la nostra soglia.

Carlo, il marito di Fiorella, rise come il vento di novembre. Certo che ci vergogniamo. Se venite con noi al ristorante, tutto odora di salsiccia e prosciutto! Un disastro! Quella frase fu come una scarpa gettata nella notte. La mamma gridò che non voleva più vederli, niciodata, mai più, și că le strade ora divergevano come i binari del treno sotto la pioggia.

Zia Rosina applaudì, lasciando cadere le patate nel cesto, stringendosi accanto alla mamma. Anche io non li voglio più vedere, sussurrò, e tutte le porte si chiusero piano piano, ca în un vecchio film italiano, lasciando il silenzio odoroso di basilico e il vento che sussurrava tra le lenzuola appese.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

fifteen + 2 =

La zia di città è venuta a trovarci con la figlia e il genero, portando carne pregiata e del vino co…