L’abbiamo sempre giudicata: Milla piangeva in chiesa e nessuno capiva perché, noi mamme del parco co…

TUTTI LA GIUDICAVAMO

Mi trovavo nella chiesa del quartiere quando ho visto Miriana in piedi, in lacrime. Piangeva già da un quarto dora. Era una cosa che non riuscivo a credere. Cosa ci fa qui quella snob?, mi domandavo. Proprio lei, tra tutti, non pensavo di incontrarla qui.

Non conoscevo di persona Miriana, ma la vedevo spesso. Viviamo nello stesso condominio a Torino e frequentiamo il solito parco. Io ci vado con i miei quattro figli, lei invece passeggia sempre con i suoi tre cani.

Siamo sempre state a giudicarla, tutte noi: io, le altre mamme con bambini, le pensionate sedute sulle panchine, i vicini e, credo, anche chi semplicemente passa di lì.

Miriana è una donna bellissima, sempre elegante, alla moda, apparentemente leggera e sicura di sé.

Guarda, ha già cambiato fidanzato unaltra volta borbottava la signora Ninetta, seduta vicino al portone.
Il terzo.
Può permetterselo, di soldi ne avrà a palate le dava man forte la sua amica Assunta, lanciando sguardi invidiosi mentre Miriana saliva con lennesimo tipo sulla sua costosa Alfa Romeo.
Il figlio di Assunta, Gianni, ha quarantacinque anni e nemmeno una Panda usata è riuscito a comprarsi.
Farebbe meglio a mettere su famiglia, il tempo passa mormorava leterno oppositore dei nonni, il signor Vittorio. Ma quando si parlava male di Miriana si trovavano tutti daccordo.

Poi tutti sulla panchina commentavano soddisfatti che anche lultimo fidanzato fosse sparito. Davano il loro giudizio: Perché è una poco di buono! E poi, in casa sua chissà che odore di cani!

Ma chi la sopportava meno di tutti erano proprio le mamme con figli.

Mentre noi correvamo come matte dietro ai nostri bambini sulle altalene, tra i cespugli, ovunque lo sguardo li portasse (e sappiamo bene dove possono portarli!), lei passeggiava rilassata coi suoi bastardini, senza curarsi di nulla. E ogni tanto ci guardava con un mezzo sorriso, come a dire: Avete voluto i figli? Ora arrangiatevi. Io me la spasso. E voi a farvi i conti per capire se basteranno gli euro per la giacca e gli stivaletti di Francesca o se gli stivaletti possono aspettare.

Si vede subito che è una childfree. Sono sempre così diceva la mia amica Mariella, madre di tre maschi.
Ai ricchi le piacciono cani, gatti, criceti annuiva la Luciana, incinta di due gemelle, mentre cercava di tirare giù dallalbero la maggiore.
Ma dai, è solo unegoista! Non vuole impicciarsi la vita, pensa solo a viaggiare. Io, sono sette anni che il mare lo vedo solo in foto sospirava Marina, madre di cinque.
Vero, vero mi trovavo daccordo con tutti, anche coi vecchietti del cortile. E correvo a soccorrere la mia Antonia, urlante dopo lennesima caduta sulle ginocchia.

Semina cani, farebbe meglio a crescere un figlio sbottò una nonna un giorno, a voce alta, in presenza del nipote.
Non sono affari suoi! rispose di scatto Miriana. Avrebbe voluto continuare ma si trattenne e riprese a camminare con i suoi simpaticissimi cani.
Maleducata! le gridò dietro la nonna.

Restai ancora qualche istante a osservare Miriana che piangeva in chiesa e poi uscii.

Scusi, aspetti sentii dietro di me.
Miriana mi aveva seguita nel cortile della chiesa.
Lei è la mamma delle quattro bambine che vedo sempre al parco?
Sì E lei degli altri cani.
Esatto Possiamo parlare, un attimo? Sa, io guardo sempre lei con le sue bambine, e anche tutte le altre mamme E vi ammiro davvero tanto, disse arrossendo.
Lei?! rimasi di stucco. Avrei voluto dirle: Ma non era lei la snob, la childfree, legoista? Mi tornarono in mente i suoi sguardi ironici.

Fu così che ci conoscemmo. Ci sedemmo su una panchina. Miriana iniziò a parlare, parlare E piangeva. Si capiva che aveva solo bisogno di sfogarsi con qualcuno.

Mi raccontò che era cresciuta in una famiglia unita e piena damore. Fin da bambina aveva desiderato avere tanti figli. Si era sposata per amore. Ma dopo due gravidanze interrotte e la sentenza sterilità dei medici, il marito era scomparso in fretta.
Anche il secondo aveva fatto altrettanto, per lo stesso motivo. Prima, però, Miriana aveva combattuto tanto, tra cure dolorose e un aborto extrauterino che per poco non le costava la vita.
Poi era arrivato il terzo uomo. E di nuovo una gravidanza extrauterina, ma questo era scappato appena sentita la parola bambino. Gli piaceva che Miriana avesse la macchina, che guadagnasse bene, i bambini però non facevano per lui.

Avrei dato tutto per avere un figlio mio!
Pensavo che amasse più i cani risposi, un po scioccamente.
Sì, amo i cani sorrise Miriana Ma non vuol dire che non ami anche i bambini.
Per sentirsi meno sola, aveva preso Tepa. Poi qualcuno le aveva chiesto di ospitare Mike durante dei lavori in casa, e alla fine era rimasto. Fenia invece laveva trovata cucciola in pieno inverno per strada.
Non aveva potuto lasciarla lì.

Solo cani e niente figli, rimbombavano le parole della nonna del parco.

Il tempo passa sibilava il signor Vittorio.
Il tempo passava davvero Miriana aveva già quarantun anni. Anche se ne dimostrava trenta.

Aveva deciso che avrebbe adottato un bambino. Che fosse piccolo o grande, non aveva importanza. Si era affezionata subito a Nicolò, un bimbo di sei anni. O forse era stato lui ad affezionarsi a lei; le aveva chiesto: Sei tu la mia mamma? Sarò io la tua mamma!, aveva risposto lei.

Egoista che non si vuole complicare la vita, mi tornavano alla mente le parole di Marina.

Ma laffido non andò a buon fine. Si scoprì che la mamma biologica, affetta da schizofrenia, non aveva perso la patria potestà.

È stato un colpo durissimo ricordava Miriana Non capivo, il bambino ha bisogno di una famiglia e non si può fare niente
Poi aveva conosciuto Elena, quattro anni. Per due volte era stata affidata e per due volte riconsegnata: aveva un carattere troppo vivace.
In istituto si diceva che, riportandola indietro, lultima mamma strascinava Elena che la implorava aggrappandosi alla gonna: Mamma, ti prego, non lasciarmi! Non lo farò più!
Quando Miriana incontrò Elena, lei chiese immediatamente: Anche tu mi restituirai? Non ti restituirò mai!, riuscì a dire Miriana tra le lacrime.

Ma anche con ladozione di Elena le cose si erano complicate. Miriana non volle entrare nei dettagli. Ma lei è mia figlia e combatterò per lei!

Quel giorno era entrata in chiesa per la prima volta in vita sua. Non sapevo proprio più dove andare disse.
Arrivò il sacerdote e Miriana andò a parlare con lui a lungo, annotando qualcosa sul taccuino.
Andrà tutto bene, con la benedizione di Dio sentii rassicurare il parroco. E Miriana finalmente sorrise.

Rientrammo insieme verso casa.

Forse pensate tutti che io sia arrogante e presuntuosa mi disse Miriana Ma sono solo stanca di spiegare, di sentire parole cattive
Rimasi in silenzio.

Mi invitò a casa sua con le bambine, per giocare con i suoi cani. Accettai volentieri. E ci andrò, presto.
Intanto, però, avevo solo un grande peso addosso: la vergogna.
Continuavo a pensare: Da dove viene tutto questo livore? E in me, soprattutto, da dove nasce questa cattiveria? Perché è così facile pensare male degli altri?

Oggi posso solo sperare che per Miriana, questa donna straordinaria che tutti avevamo giudicato, le cose alla fine si mettano davvero bene. Che Elena la stringa forte dicendole Mamma! e sappia che nessuno la porterà più via. Che intorno a loro corrano felici e affettuosi Tepa, Mike e Fenia

E magari, chissà, accada un miracolo e a Miriana capiti anche un buon compagno. E che Elena abbia un fratellino o una sorellina. Nella vita succede davvero, no?

E che nessuno, mai più, osi dire una sola parola cattiva su di loro.

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