Lamante di mio marito
Allora, ascolta… Immagina la scena: Camilla è in macchina, parcheggiata in una vietta di Bologna. Fissava il navigatore, giusto per assicurarsi di essere davvero arrivata allindirizzo. Ci aveva messo uneternità a farsi il coraggio, ma ormai era lì: le toccava portare a termine la missione che si era imposta. Prende un respiro, uno di quelli profondissimi, stringe il volante, poi esce dallauto.
Si fa quei cinquanta metri fino a una piccola caffetteria, dalle parti di via Farini, e si ferma davanti allinsegna: Paradiso del Caffè. Eh, Paradiso… Nome proprio azzeccato, pensa Camilla, tirando su il mento, ma dentro di sé sente le gambe molli. E ora? Tornare da dove è venuta, magari fuggire via e lasciar perdere tutto? No, ormai no. Ce lha messa tutta per essere lì, mica può buttare tutto allaria.
Tira la maniglia, entra. Tra poco vedrà LEI lamante di suo marito, la donna che, senza saperlo, stava per mandare a monte la sua famiglia. Di questa ragazza, Camilla, sapeva poco o niente. Tutto quello che aveva carpito era il nomignolo con cui Riccardo la chiamava Micina e che lavorava proprio lì, come cameriera. Si siede nel tavolo dangolo, accanto alla finestra, e inizia ad aspettare. La ragazza si avvicina subito, Camilla la riconosce allistante: era proprio lei, la stessa del profilo che aveva intravisto su WhatsApp. Le sembra che il tempo si fermi, come se la scena durasse unora, invece che pochi secondi.
Buongiorno! saluta la cameriera, e Camilla dà una sbirciata al badge: Chiara. Ah, ecco come si chiama davvero. Che fantasia Riccardo, Micina Vabbè. Intanto Chiara, ignara di tutto, continua:
Vuole il menù? Appena decide, mi chiami.
Camilla le fa il suo sorrisone migliore, ma intanto la analizza da capo a piedi, cercando di capire cosa abbia di tanto speciale. Come è finita, lei, moglie da dieci anni con Riccardo, davanti allamante del marito? È stata una botta, credimi. Ma andiamo con ordine.
Camilla e Riccardo stavano insieme da una vita, dieci anni di matrimonio. Almeno, Camilla si era sempre creduta felice. Hanno una figlia di otto anni, Giulia, che Riccardo stravede per lei: Sua principessa, la chiama, e le ha riempito la cameretta di bambole almeno una ventina, e faceva spallucce ogni volta che Camilla tentava di mettere un freno. Giulia lo adora. A volte Camilla quasi si sentiva messa in secondo piano, ma lasciava correre. Lei fa la psicologa, lo sa bene quanto sia importante per una bambina lamore del padre, è il mattone con cui costruirai tutte le relazioni della vita.
Sapevano sempre discutere i problemi, in casa non volavano mai piatti o urla, niente drammi allitaliana. Una famiglia normale: mutuo della casa, una Punto grigia, e un piccolo rustico vicino a Imola per le estati.
Poi boom! lamante. Una cosa che Camilla ha scoperto per caso: qualche sera prima, Riccardo era sotto la doccia quando squilla il suo telefono. Lui le urla, tipo: Cami, sarà papà mio, puoi rispondere tu? Tanto sto uscendo! Lei, che di solito nemmeno lo tocca il telefono suo, ci va per rispetto, e vede che a chiamare non è papà Carlo, ma Micina. E oltre al nome, una foto: una ragazza giovane e bella, vicina vicina a Riccardo. Un pugno nello stomaco.
Le gira la testa, non sa che fare. Rispondere? Mandare giù una rispostaccia? Il trillo si interrompe da solo. Proprio quando sta per posare il telefono, arriva un messaggio: Riky, la prossima settimana lavoro i turni dispari. Passa al Paradiso del Caffè a fine giornata, ti faccio assaggiare il mio cappuccino speciale. Ti amo, mi manchi. E una sfilza di emoticon zuccherosi.
A quel punto, Camilla scatta via dal telefono come se lavesse morso una vipera. Era chiaro, fin troppo: Micina, la ragazza delle foto, chiamava e scriveva cose che una semplice collega non si sognerebbe mai. Shock totale. Da quanto andava avanti? Quanto era serio? Di per sé, poco cambiava: Camilla era sconvolta comunque.
Quando Riccardo esce dal bagno e le chiede se aveva parlato con suo padre, Camilla si inventa una scusa sul mal di testa e dice che deve uscire a comprare un Moment. In farmacia non ci va, ovviamente. Si siede su una panchina sotto i portici e si mette a riflettere. Ha ripassato nella testa tutto il loro matrimonio: quando mai si era incrinato qualcosa? Non trova nemmeno una crepa. Ma la realtà è lì da affrontare: non avrebbe mai potuto far finta di niente, non era il tipo da passare sopra così grossa. Non voleva però neanche urlare, fare scene o sfasciare tutto. No. Preferiva affrontare le cose di petto, da adulta. Ma come farlo con Riccardo, senza rivelare che aveva letto il messaggio?
Poi si ricorda che tra una settimana era il loro anniversario, dieci anni tondi di matrimonio. Tutto programmato già: una cena in trattoria coi parenti, Giulia che aveva già fatto persino il cartellone per i genitori. Camilla si sente schiacciata da una tristezza enorme, la voglia di sbattere tutto fuori dalla porta Riccardo e il suo Micina. Ma non era così semplice: cera Giulia di mezzo. Come avrebbe reagito a una separazione? Lei era davvero una bimba da papà, avrebbe sofferto tantissimo. E poi il mutuo, i genitori, tutto quanto E la verità: lei amava ancora Riccardo.
La testa scoppia. Però ecco che si ricorda: sapeva dove lavorava la fantomatica Micina, aveva persino visto un suo orario scritto tra le righe dei messaggi. E la foto. Quasi un invito: forse doveva andare a vederla in faccia, per capire, magari parlare con lei? I giorni successivi sono un tormento: insonnia, ansia, niente appetito. A Riccardo dice che in studio è un periodo tosto, un paziente difficile. Giulia la abbracciava spesso, Riccardo la osservava con sospetto.
Alla fine, Camilla decide: Basta, vado al Paradiso del Caffè. La guardo negli occhi, così magari riesco a dormire.
***
Prendo un latte macchiato e un dolce…mi consiglia qualcosa? chiede. La nostra torta di miele è buona, risponde Chiara. Va bene, prendo una fetta.
Quando Chiara le porta la colazione, Camilla quasi non tocca nulla. Caffè nella media, dolce pure: normale, niente di che. Dentro il locale, a quellora, cè poca gente, come sempre alle undici. Lha scelto apposta, così poteva parlare con lei senza testimoni. Dopo una decina di minuti, Chiara si riavvicina e chiede, gentile:
Non ha mangiato quasi nulla Va tutto bene? Vuole provare altro?
No, non è la torta… Semplicemente non ho fame. Ho un sacco di pensieri.
Chiara annuisce, già un po a disagio, pronta ad andarsene, ma Camilla la ferma.
Chiara, pensa se uno si trovasse tra due decisioni: finire questo dolce, oppure chiedere il divorzio…cosa sceglierebbe? La guarda dritta negli occhi. La poverina è quasi spaventata, le pare di aver davanti una matta.
Non mi è mai capitato…
Mettiamo il caso: se scoprissi che tuo marito ti tradisce, come reagiresti?
Non saprei…
Da quanto lavori qui?
Da quasi un anno…
Studi?
Sì
Cosa, se non sono indiscreta?
AllAccademia delle Belle Arti, sono in scenografia…
Camilla la tiene ancora docchio: Allora sei brava a immedesimarti: potresti recitare la parte di moglie tradita o di amante?
Chiara sembra sempre più a disagio. Camilla si rende conto che è tutta una perdita di tempo. Che senso aveva? Trovarsi davanti a questa ragazza che avrebbe potuto anche essere simpatica, magari la fa solo sentire peggio. Spaccare tutto? Tirarle un cappuccino addosso come nelle commedie? Le sarebbe servito? Sicuramente no. Fa un gesto con la mano e dice solo:
Mi porta il conto, per favore.
Quando Chiara ritorna, trova solo i soldi con una mancia generosa, ma Camilla era già sparita. Dalla vetrina la vede andar via, e sospira anche lei, malinconica.
***
Lì, dentro il locale, Camilla prende una decisione. Avrebbe fatto comunque quella festa coi parenti, per Giulia: non poteva rovinarle quella giornata che aspettava da settimane. Poi, finito tutto, avrebbe parlato a cuore aperto con Riccardo.
Ed ecco, il giorno arriva. Tutti e tre sono nella loro trattoria preferita in centro, per festeggiare i dieci anni di matrimonio. Che anniversario era? Di stagno, di legno? A me sembra di vetro, se ci penso: basta niente e si spacca, ride amaramente Camilla tra sé.
Si arriva al dolce. Riccardo fa locchiolino a Giulia: Che festa sarebbe senza torta? Giulia esplode di gioia: Il pezzo più grande è mio! Ed ecco che entra in scena Chiara, Micina in persona, col vassoio. Camilla resta di ghiaccio: come è possibile? Si avvicina, posa la torta, si ferma lì. Riccardo le sorride in modo quasi tenero, poi si volta verso la moglie:
Auguri, amore. Questa torta è per te.
Giulia nel frattempo è chiamata dallanimatore per un gioco. Camilla non riesce a dire nulla, la voce le si blocca. Riccardo capisce e interviene:
So che vi siete già conosciute e Chiara annuisce educatamente.
Tesoro, la nostra storia è più forte di tutto. Sei la mia fortuna.
Lui tenta di abbracciarla, ma Camilla si scosta.
Che significa tutto questo? riesce finalmente a dire.
Cami, era uno scherzo. Sciocco, lo ammetto, ma volevo un po di brio!
Unoscherzo? Camilla incredula.
Sì! Mi sono rivolto a unagenzia che organizza queste sorprese, con attori veri. Per il nostro anniversario, hanno organizzato il copione della tradimento. Ma tu sei stata incredibile, così calma, così matura Sei speciale!
Chiara interviene: In realtà studio ancora, ma mi aiuto lavorando qui e collaborando con lagenzia. Davvero, Camilla, con te è stato tutto tranquillo: altre mogli mi hanno urlato addosso, tirato bicchieri. Tu sei stata gentile, pure la mancia mi hai dato.
Camilla guarda Riccardo e Chiara come se venissero da Marte. Riccardo, questa cosa la trovi divertente? Io sono stata giorni e notti a rodermi dentro Ti pare normale?
Chiara fa per scappare, ma Camilla la blocca con un gesto senza nemmeno guardarla.
Per la prima volta Riccardo vede Camilla che alza la voce.
Ti rendi conto di cosa mi hai fatto passare in questi giorni? E scegliere uno scherzo del genere prima dellanniversario? Perché, esattamente?
Riccardo ci prova: Cami, tu sai sempre reagire con lucidità Sei sempre perfettina, manca un podi pepe! Volevo scuotere le acque. Ho sbagliato, te lo giuro. Perdonami.
Camilla a quel punto non ci vede più: prende la torta e gliela spiaccica in faccia. Ecco il pepe! E pure la crema!
Riccardo si pulisce, indignato: Ma ti rendi conto?
Sì, ora sì, risponde Camilla con voce dolcissima. Era solo per vivacizzare!
Si alza e se ne va diretta verso luscita.
Ma coshai? Non ti ho tradito, Cami!
Camilla si ferma sulla porta, si volta, sospira Magari almeno fosse vero
Poi va da Giulia, la prende per mano, e via. Fuori il respiro le torna, e finalmente scoppia a ridere.
Mamma, coshai da ridere?
Niente, amore. Mi è venuta in mente una barzelletta buffa.
Me la racconti?
Prima dobbiamo parlare di una cosa seria. Forse vivremo un po da sole, io e te
Senza papà? Per sempre?
Non lo so ancora, dolcezza. Vedremo. Tu resti con me?
Giulia fa sì con la testa. E insieme spariscono nella sera, sotto i portici rouges di Bologna.






