L’AMORE È PIÙ FORTE DEL TRADIMENTO

LAMORE PIÙ FORTE DEL TRADIMENTO

Anna entrò nella casa di Caterina e Lorenzo quando il loro figlio Matteo aveva solo pochi mesi. Per lui non fu solo una tata, ma una sorta di angelo custode. Caterina, sempre troppo presa da se stessa, con amarezza osservava come il figlio corresse ad aprire il suo cuore a quella donna estranea. Nel cuore di una madre cominciò a germogliare il veleno della gelosia, cupa e nera.

Quando Matteo compì otto anni, Caterina decise che era tempo di allontanare la rivale. Suo marito si oppose al licenziamento di una donna tanto onesta e buona, così Caterina ricorse a un atto vile: nascose la sua collana di perle sotto il materasso di Anna e chiamò la polizia. Anna, in lacrime per lingiustizia subita, fu condannata a due anni di reclusione. Matteo, disperato, si aggrappava alle sue mani mentre la portavano via in manette, ma lo staccarono a forza da lei.

Ventanni volarono via.

Matteo, ormai ventottenne, era diventato un uomo in gamba, ma il suo cuore non smetteva di struggersi per colei che gli aveva donato il vero calore umano. Caterina, invece, si ammalò gravemente. La morte bussava alla porta ma sembrava rifiutarsi di prenderla. Le sofferenze erano insopportabili.

Una notte, tra i singhiozzi, chiamò a sé il figlio e gli rivelò tra le lacrime la terribile verità:
Matteo, non riesco a morire… La morte non mi prende perché ho un peccato enorme sullanima. Ho distrutto la vita a una donna innocente. Trova Anna. Ti prego, portala qui da me.

Matteo trovò Anna in una piccola casa alla periferia di Firenze. Era invecchiata, le mani segnate da una vita di duro lavoro, ma gli occhi erano rimasti gli stessi: gentili e capaci di perdonare tutto.

Mamma Anna… mormorai abbracciandola. Mia madre chiede di vederti. Sta per lasciarci e ha bisogno del tuo perdono.

Anna non esitò un attimo e mi seguì. Quando entrammo nella camera da letto, Caterina, provata dal dolore, tremò tutto il corpo.

Ciao, Anna… sussurrò, tendendole la mano.

Anna si avvicinò e prese tra le sue quelle dita indebolite.

Perdonami, Anna. Perdonami per ciò che ti ho fatto. Ho peccato davanti a Dio e ora mi tormento. Sento che Dio non mi concede di andarmene finché non mi perdonerai…

Anna guardò la donna che le aveva rovinato la vita, ma nel suo cuore non cera più posto per lodio.

Ti ho già perdonata, Caterina. Da tempo. Riposa serena.

Caterina sospirò sollevata, il volto finalmente rilassato. Gettò un ultimo sguardo verso il figlio, poi si rivolse ad Anna:

Mio figlio… ora è affidato a te. Abbine cura.

Quella stessa notte Caterina se ne andò. Anna divenne davvero la madre di Matteo, prendendo il posto donore nella sua casa. Lui la colmò di attenzioni, restituendole laffetto che la vita le aveva negato. Poco tempo dopo incontrò una brava ragazza e si sposò, e Anna benedisse la loro unione come una vera nonna dei futuri nipoti. La verità trionfò, e la misericordia guarì tutte le ferite del passato.

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