Lautista del bus fece scendere una donna di 80 anni La sua risposta tranquilla lasciò tutti senza parole.
“Signora, senza biglietto, non si viaggia. Scenda!” gridò lautista, fissando la fragile anziana che si aggrappava alla sbarra con mani tremanti.
Fuori, la neve bagnata cadeva dolcemente, avvolgendo la città in un silenzio grigio. Dentro, il bus quasi vuoto sembrava più freddo dellaria gelida. Lei stringeva con forza la sua borsa della spesa logora, senza dire una parola.
“Ho detto di scendere! Qui non è un ospizio!” La voce dellautista squarciò la quiete.
Lanziana si trascinò verso la porta, ogni passo una fatica. Si fermò sul gradino, alzò lo sguardo stanco verso lautista e mormorò piano.
Le sue parole sconvolsero tutti. Lautista rimase impietrito, e pochi secondi dopo il bus era deserto.
Si fermò, lo guardò con occhi spenti e disse:
“Una volta ho aiutato a portare al mondo persone come te con amore. E ora, non posso nemmeno sedermi.”
Poi scese e sparì nella neve.
Il bus restò immobile, porte aperte. Qualcuno, nel retro, sospirò piano. Uno dopo laltro, i passeggeri scesero, lasciando i biglietti dietro di sé. In poco tempo, rimase solo lautista, tormentato da una parola che non riusciva a dire: perdono.
La mattina dopo, tutto sembrava uguale il caffè, la lista delle fermate ma qualcosa in lui era cambiato.
Non poteva dimenticare le sue parole. Ogni volta che vedeva un volto anziano, lo cercava con lo sguardo, sperando di rivederla.
Una settimana dopo, vicino alla vecchia piazza, scorse la sua figura minuta. Fermò il bus, scese e sussurrò:
“Nonna… mi dispiace.”
Lei lo guardò e sorrise, senza rancore. Solo calore.
“La vita insegna a tutti, figliolo. Limportante è ascoltare. E tu hai ascoltato.”
Da allora, portò sempre gettoni in più in tasca per le nonne che non potevano pagare. E ogni giorno ricordava: poche parole possono cambiare tutto.





