Le donne felici sono sempre bellissime: la nuova vita di Lilla dopo il tradimento del marito, tra am…

Le donne felici sono sempre bellissime

Ricordo comera doloroso per Lidia superare il tradimento di suo marito. A quarantanni si ritrovò sola: la figlia studiava alluniversità a Firenze. Due mesi prima, Carlo era tornato a casa dal lavoro e le aveva detto:

Ti lascio, mi sono innamorato.

Ma come? Di chi? balbettò Lidia, incredula.

Succede, no? Gli uomini se ne vanno. Ho incontrato unaltra, con lei sto bene, mi fa dimenticare tutto. Non cercare di convincermi, ho deciso. Carlo parlò con la solita calma, come se fosse la cosa più normale del mondo.

Prese velocemente le sue cose e uscì sbattendo la porta. Solo col tempo, Lidia capì che il marito aveva pianificato la fuga, aveva preparato la valigia a poco a poco, ma quel giorno gettò tutto dentro e se ne andò di fretta.

Lidia pianse, si struggeva, e pensava che ormai per lei il bello fosse finito. Sembrava che la vita fosse giunta al termine o si fosse fermata. Non voleva vedere nessuno, sentire nessuno. Parlava a malapena con la figlia o con lamica che la cercava continuamente, rispondeva sbrigativa e chiudeva subito la chiamata. Anche al lavoro evitava i colleghi, alcuni la compativano, altri invece sembravano quasi compiaciuti.

Nel suo cuore covava una speranza:

Magari Carlo si stancherà di quella donna che me lha rubato, tornerà, e io lo perdonerò. Lo amo ancora.

Una domenica mattina, Lidia si svegliò presto, come al solito, ma non aveva voglia di alzarsi, dopotutto non cera ragione di affrettarsi. Più tardi, verso le undici, il telefono squillò.

Chi è che chiama a questora? Non ho voglia di parlare con nessuno, pensò, ignorando la chiamata. Un numero sconosciuto E se fosse Carlo? Magari ha cambiato numero, le balenò in testa il pensiero. Magari vuole tornare avrei dovuto rispondere.

Mentre rifletteva, il telefono squillò di nuovo.

Pronto? disse ad alta voce.

Ciao! una voce femminile, allegra.

Sì, chi parla? si spazientì Lidia.

Lidia, davvero non riconosci una vecchia amica? Sono io, Cecilia.

Delusa, rimpiangeva di non aver sentito la voce di Carlo.

Ah va bene

Lidia, ti sento strana. Va tutto bene?

No, non va rispose Lidia, e chiuse la chiamata, scoppiando in lacrime.

Si sedette sul divano per calmarsi. Poco dopo, qualcuno bussò alla porta. Lidia si scosse, sperando ancora stupidamente:

Che sia Carlo che si è pentito? si alzò per aprire.

Ciao! esclamò con entusiasmo una donna elegante, che Lidia riconobbe a malapena come la sua ex compagna di scuola, Cecilia.

Era curata, truccata di rosso, vestita alla moda, e il profumo raffinato le fece tornare il sorriso. Dopo il liceo, Cecilia era andata alluniversità a Roma: si erano riviste una sola volta, quindici anni prima. Al liceo erano inseparabili, insieme alle feste, a confidarsi i segreti, a rincorrere ragazzi.

Quanto sei bella, Cecilia! esclamò Lidia senza rendersene conto.

Ciao cara! Sono sempre stata così. Sei tu che scrutandola dalla testa ai piedi, Mi fai entrare o resto qui sul pianerottolo?

Vieni, rispose Lidia, riluttante.

Cecilia portava una bottiglia di Chianti, una torta e delle arance.

Tira fuori i bicchieri, festeggiamo questa rimpatriata: non ricordo nemmeno più lultima volta che abbiamo parlato Sarà passato un secolo! chiacchierava lei, mentre Lidia preparava i bicchieri e tagliava la torta.

Cecilia senza fare altre domande aprì il vino, riempì i bicchieri e propose:

Alla nostra amicizia! bevve, e Lidia la imitò.

Il secondo bicchiere fu per loro. E subito, dopo il secondo calice, Lidia sentì il bisogno di sfogarsi. Era troppo che teneva tutto dentro. Cecilia ascoltava in silenzio, e quando finì, scrollò le spalle.

Ma dai, Lidia! Mi aspettavo una tragedia.

Non è una tragedia secondo te? Tu non puoi capire, tuo marito non ti ha mai lasciato.

Ma che! Il mio lho lasciato io, quando ho scoperto che aveva una storiella con una ragazzina. Ho chiesto subito il divorzio, lho spiazzato. Pensava di divertirsi e che io non avrei mai saputo niente

Forse non lo amavi.

Altro che! rispose Cecilia, Ma non tollero chi mi manca di rispetto. Quando ti tradiscono, non è amore. Bisogna lasciar perdere.

Il mondo per te è semplice

Sei tu a complicare tutto, sei sempre stata così. Tua figlia dovè?

Studia alluniversità, a Firenze. Vive dalla zia.

Capisco. Quel signore là ti ha lasciata sola, pure la figlia e tu pensi ancora a lui!

Ma io lo amo

Basta, Lidia, ti curo io. Questa depressione deve finire.

E come? Non esistono pillole che mi aiutino.

Quali pillole? A te serve una cura vera: nuovo look, shopping, e magari una nuova storia sentimentale.

Uh, Cecilia sospirò Lidia.

Su, preparati, andiamo al centro commerciale, magari anche dal parrucchiere. E non fare storie. Hai qualche soldo da parte spero.

Da parte? Sì, stavamo risparmiando per la nuova auto di Carlo.

Lascia perdere Carlo, si tenga la macchina vecchia e sia contento. Tu devi chiedere il divorzio e smettere di sperare. E non perdonarlo! Anzi, se vuoi chiediamo anche metà del valore della macchina.

Che se la tenga pure, rispose Lidia, istintivamente. Cecilia, sei tornata qui per sempre da Roma? Non hai detto nulla.

Sì, sono tornata per restare. Non sopportavo più quella città. E ora su, cambia vestiti, ci aspetta una giornata di negozi! Ah, mi ha chiamato Raffaella Petri, tra una settimana cè il raduno degli ex compagni: io e te ci andiamo! Arriveranno in tanti, molti uomini divorziati. Ricordi Vittorio? Da ragazzo era pazzo di te fin dalle medie.

Ma chi vuoi che mi voglia, sono una donna finita.

Ma dai, Lidia! Devi imparare ad amarti ti faremo tornare ragazza in un attimo! rise Cecilia, uscendo di casa. Tra laltro, conosci la zia Caterina che vive vicino a tua mamma? Sta per sposarsi per la quinta volta, ma è indecisa tra due pretendenti!

Dopo poche ore Lidia stentava a riconoscersi allo specchio.

Non mi sarei mai aspettata una simile trasformazione, si stupì. Ho cambiato colore di capelli, taglio cortissimo, sto persino meglio così! Mi sento giovane e attraente. Se non ci fosse stata Cecilia, sarei rimasta chiusa qui a deprimermi.

La sera del raduno fu nel caffè del paese; quasi tutti erano venuti, esclusi pochi lontani. Lidia fu irriconoscibile per molti, ma Vittorioun uomo distinto, sicuro di sénon toglieva lo sguardo da lei.

Lidia, quasi non ti riconoscevo! Sei splendida, più ancora che a scuola. Mi sei sempre piaciuta preferisti Carlo della sezione parallela, dov’è?

Ormai non si vede più, mi ha lasciata, sorrise Lidia.

Lasciata? Non scherzare, una come te non si lascia, si indignò Vittorio.

Eppure succede. Ma sono contenta così, è meglio.

Non ho dubbi. Anche io sono divorziato da due anni. Andava bene, avevamo un figlio grande; ho avuto problemi col lavoro, lei mi ha lasciato, è andata con uno più giovane. Ora il mio lavoro va meglio di prima.

Passarono due mesi. Una sera, Lidia e Vittorio camminavano abbracciati lungo il lungarno, dopo il teatro: il centro della città brillava sotto le luci. Dun tratto vide Carlo, dimagrito e solo, che passeggiava. Nemmeno la riconobbe subito.

Chissà se quella lo nutre male, pensò Lidia.

Quando si incrociarono, i loro occhi si incontrarono: era davvero lei? Passarono senza salutarsi, ma poi sentì:

Lidia?

Lei si voltò lenta, sorrise e disse:

Oh, ciao! Sì, sono io Ti presentoquesto è Carlo, il mio ex marito, lo riconosci? disse a Vittorio.

No, non lo riconoscevo, rispose Vittorio. Piacere, sono il futuro marito di Lidia.

Carlo rimase con la bocca aperta, anche Lidia era sorpresaVittorio non aveva ancora fatto proposte. Ma la vita è fatta di sorprese.

Come va? chiese Lidia con allegria.

Bene così così rispose Carlo. Sei cambiata tanto! Sei bellissima.

Lidia sorrise ancora, strinse la mano di Vittorio e disse:

Le donne felici sono sempre bellissime.

Quindi ti va tutto bene farfugliò Carlo.

Certo. E andrà ancora meglio! e voltandosi, proseguì con passo leggero e cuore sereno accanto a Vittorio, sentendo alle spalle lo sguardo impotente delluomo che aveva amato.

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