Le donne felici sono sempre bellissime
Diario di Livia, 14 marzo
Non avrei mai pensato che a quarantanni mi sarei ritrovata sola. Il tradimento di Giorgio mi ha buttata a terra; dopo ventanni di matrimonio, se nè andato come se niente fosse. Mia figlia Alessandra studia alluniversità a Bologna, e io qui a Firenze, a casa vuota. Due mesi fa Giorgio è tornato dallufficio e, senza nemmeno guardarmi negli occhi, mi ha detto:
Me ne vado, mi sono innamorato di unaltra.
Ma come? Di chi? ho balbettato sconvolta.
Niente di strano, è così che gli uomini lasciano le mogli. Io con lei sto bene, vicino a lei mi dimentico persino di te. Non provare a pregarmi o convincermi, ho già deciso mi ha risposto con la tranquillità di un impiegato che timbra il cartellino.
Ha fatto le valigie in cinque minuti e ha sbattuto la porta. Poi, pensando a freddo, ho capito che era da tempo che preparava la fuga, portando via le sue cose un po alla volta.
Ho pianto tanto. Ho pensato che la mia vita fosse finita, che non mi sarebbe mai più successo niente di bello. Non volevo vedere nessuno, nemmeno sentire. La gente mi chiamava: Alessandra, la mia amica Chiara, mia madre io rispondevo a monosillabi e chiudevo subito. Anche al lavoro in ufficio evitavo tutti, e sentivo gli sguardi su di me; alcuni pieni di pena, altri di soddisfazione segreta.
A volte sognavo:
Magari la nuova fiamma di Giorgio lo stancherà, magari tornerà e io lo perdonerò, lo riprenderò. Lo amo ancora.
Il sabato mi sono svegliata presto, come sempre, ma sono rimasta a letto per pigrizia, senza voglia di fare niente. A un certo punto, verso le undici, squilla il telefono.
Chi si permette di chiamare così presto? Non rispondo pensavo. Guardo il display numero sconosciuto. Mi è passato per la mente: magari è Giorgio, magari ha perso lo smartphone o ha cambiato SIM… Magari vuole tornare, dovevo rispondere.
Mentre pensavo, il telefono ha squillato di nuovo.
Pronto, pronto ho detto, quasi urlando.
Ciao cara! una voce femminile vivace.
Chi è? ho chiesto, nervosa e scorbutica.
Livia, non mi riconosci? Ma che voce incredibile Sono io, Claudia!
Quando ho capito, sono rimasta delusa: speravo di sentire Giorgio.
Sì, sono io
Tutto bene?
No, non va ho risposto e ho buttato giù. Le lacrime sono uscite da sole.
Mi sono seduta sul divano cercando di calmarmi. Poco dopo, qualcuno ha bussato alla porta. Mi sono precipitata, come se quella stupida speranza avesse ripreso vita.
Magari Giorgio si è pentito
Ho aperto. Era Claudia, la mia compagna di scuola, splendente e sorridente. Sulle sue labbra un rossetto rosso, vestita alla moda, profumata Riusciva a illuminare la stanza solo entrando. Dopo il liceo era andata alluniversità a Milano, e da allora ci eravamo viste solo una volta, quindici anni fa. Da ragazzine eravamo inseparabili, ci confidavamo tutto.
Claudia, che meraviglia sei diventata! mi è uscito spontaneo.
Ciao, amica. Sono sempre stata così, sei tu ha scrutato il mio aspetto in modo critico. Beh, mi lasci entrare o
Vieni ho risposto, lasciandola passare.
Non era venuta a mani vuote: dalla borsa ha tirato fuori una bottiglia di prosecco, una torta e delle arance.
Dai, prepariamo i calici, festeggiamo la nostra reunion. Nemmeno ricordo lultima volta che abbiamo parlato chiacchierava allegramente mentre io tagliavo la torta.
Claudia ha versato il prosecco, ha alzato il bicchiere:
Alla nostra amicizia!
Dopo il secondo giro, ho sentito il bisogno di parlare, di lasciare uscire tutto quello che mi pesava. Claudia ha ascoltato in silenzio, poi ha scrollato le spalle.
Ma dai, Livia, pensavo fosse una tragedia vera.
Non ti sembra una tragedia? Tu non puoi capire, tuo marito non ti ha mai lasciato
Ah, ma che! Io ho lasciato lui ha detto sorridendo ho scoperto che aveva una storia con una ragazzina, e gli ho servito subito il foglio di separazione. Non sopporto i tradimenti e le umiliazioni. Quando ti tradiscono, Livia, non è amore.
Madonna santa, Claudia, tu la fai facile.
Tu ti complichi la vita da sempre. E tua figlia dovè?
A Bologna, studia alluniversità. Vive dalla zia.
Allora, Giorgio ha lasciato te e pure la figlia, e tu soffri ancora per lui.
Ma io lo amo
Basta! Ora ti curo io. Sei in piena depressione.
E come, con le pillole? Non mi aiutano
Ma che pillole! Ti servono rimedi vecchi e collaudati: nuovo look, un po di shopping, e soprattutto una nuova storia damore.
Oddio, Claudia
Forza, preparati, andiamo al centro commerciale, e poi dal parrucchiere. Hai qualche risparmio in euro, vero?
Sì, ho messo da parte dei soldi per comprare una macchina nuova a Giorgio
Sei matta! Lascia stare, che si accontenti della vecchia macchina e basta. Smetti di sperare, chiedi il divorzio e non perdonarlo mai Anzi, se vuoi, possiamo pure chiedere metà del valore della macchina!
No, che tenga tutto. E poi, curiosa Claudia, ma sei tornata da Milano per sempre? Mi sembra strano
Sì, basta, sono tornata a Firenze. E ora basta piangersi addosso: cambia abito, facciamo una bella maratona di shopping. Ah, ho sentito Rita Petri: la settimana prossima cè la rimpatriata dei diplomati, dobbiamo partecipare. E ci saranno anche un po di ex compagni divorziati. Ricordi quando Vittorio ti faceva la corte in terza media?
Claudia, chi vuoi che mi guardi dopo tutto quello che è successo sono vecchia.
Ma smettila! Bisogna imparare ad amarsi. Ti trasformeremo in una cavallina giovane, vedrai rideva mentre uscivamo E pensa, tua zia Caterina che sta vicino casa di tua madre, si sposa per la quinta volta! Ancora non sa se scegliere lingegnere o il medico
Nel pomeriggio, dopo una sosta dalla parrucchiera e lo shopping, non mi riconoscevo allo specchio.
Pazzesco il cambiamento Capelli corti, color cioccolato, un nuovo taglio. Sembro giovane e piena di vita tutto merito di Claudia, che mi ha costretto ad uscire dal guscio.
La sera della rimpatriata era in una trattoria carina: erano quasi tutti presenti, a parte chi non poteva tornare da lontano. Molti non mi hanno riconosciuta. Vittorio, che lavora in banca ed è diventato un uomo deciso, non distoglieva gli occhi da me.
Livia, sei splendida, non ti avevo riconosciuta. Eri bella, ma ora ancora di più Mi sei sempre piaciuta, ma tu avevi scelto Giorgio, di unaltra sezione. Dovè lui?
Non cè, Giorgio mi ha lasciata ho sorriso leggera.
Lasciata? Ma scherzi? Come si fa a lasciare una donna così! ha detto davvero sorpreso.
Succede ma forse era destino.
Secondo me ti è andata bene. Anche io ormai sono divorziato, è passato più di due anni. Avevo problemi col lavoro, mia moglie mi ha piantato per uno più giovane e più ricco, ma ora va tutto bene: il mio studio funziona, sto bene e la vita va avanti.
Dopo due mesi, mi accade una scena surreale. Passeggio mano nella mano con Vittorio sulla splendida piazza della Signoria: usciamo dal teatro e decidiamo di camminare per il centro. Allimprovviso incrocio Giorgio, visibilmente dimagrito e solo. Lui mi guarda, vacilla: mi riconosce o no?
Forse la sua nuova compagna cucina male penso ironica.
Giorgio si gira, si ferma:
Livia?
Con calma mi volto, sorrido:
Sì, sono io Giorgio, ti presento Vittorio: lui è il mio ex marito dico a Vittorio.
Piacere, non ti riconoscevo risponde Vittorio, sicuro Sono il futuro marito di Livia.
Giorgio spalanca la bocca, colto alla sprovvista. Nemmeno io mi aspettavo che Vittorio volesse fare sul serio.
Come stai? gli chiedo ancora allegra.
Bene normale Sei cambiata tantissimo, stai benissimo.
Abbraccio la mano di Vittorio e dico:
Una donna felice è sempre bellissima.
Quindi va tutto bene bofonchia Giorgio.
Certo, e sarà ancora meglio gli rispondo, voltandomi e camminando via, sentendo il suo sguardo bruciare sulla schiena.






