„Lo vuoi tu mio marito? È tutto tuo!” disse la moglie con un sorriso sorprendente alla sconosciuta che si presentò alla sua porta

Vuoi mio marito? È tutto tuo! esclamò la moglie, con un sorriso rivolto alla sconosciuta che le era apparsa davanti alla porta di casa.

Attendi un attimo, Ginevra! Qualcuno ha appena suonato. Ti richiamo non appena scopro chi sia e cosa voglia, disse Claudia con una certa riluttanza, interrompendo la conversazione al telefono con la sua amica dinfanzia. Ginevra le aveva raccontato, con abbondanza di particolari esilaranti, della festa di compleanno della suocera; Claudia rideva di gusto, come se stesse assistendo a una scenetta comica.

Claudia si avvicinò alla porta, diede unocchiata dallo spioncino e rimase di stucco. Si attendeva un vicino, del resto nessuno poteva entrare facilmente nel condominio con cancello automatico. Invece, sulla soglia cera una giovane donna dal volto insolito, che lei non aveva mai visto prima.

Decise di non aprire meglio evitare chi non si conosce, soprattutto in periodi pieni di truffatori e furbi. Claudia seguiva un principio semplice: mai parlare con sconosciuti. I truffatori fiutavano i creduloni, ma lei non faceva certo parte di quella categoria.

Sollevò di nuovo il telefono per richiamare Ginevra, ma il campanello suonò ancora. Lospite insistente sembrava convinta che in casa ci fosse qualcuno e non avrebbe desistito facilmente.

Claudia, in quel momento, era sola; il marito, Matteo, era uscito per dare una mano a un amico con dei lavori in giardino. Tornò alla porta e gettò un altro sguardo dal buco, scrutando meglio latteggiamento della sconosciuta. Qualcosa in quella donna la rendeva al tempo stesso strana e un po patetica, ma Claudia non avvertiva alcun pericolo.

Cosa potrà mai accadermi se apro, dico due parole e la mando via? Poi mi riprendo il mio tranquillo fine settimana, pensò. Magari si è persa, o vuole vendermi qualche sciocchezza.

Decisa, aprì la porta. La donna del pianerottolo si raddrizzò subito, sistemandosi i capelli con un gesto nervoso prima di parlare.

Buongiorno! Lei è Claudia, giusto? domandò, giocherellando con la sciarpa attorno al collo. Beh, è ovvio che sia lei, perché domando?

Ecco, ci mancava solo questa, pensò Claudia. Ormai i truffatori sono diventati proprio esperti. Sa perfino come mi chiamo.

Chi siete e cosa volete? Sono cinque minuti che insistete. Non vi ho invitata; dite quello che dovete dire oppure andatevene! sbottò Claudia, decisa.

Matteo è in casa? chiese la sconosciuta, cogliendo Claudia di sorpresa.

Qui gatta ci cova! si disse Claudia, sempre più diffidente. Sa anche il nome di mio marito. È preparatissima.

I migliori sarti di Milano, pensò Claudia.

È qui per Matteo? finse di chiedere, anche se aveva già intuito la situazione.

No, volevo parlare con lei. Ma se Matteo fosse qui, tutto sarebbe più complicato per me, rispose con semplicità la donna.

Complicato per voi? E cosa dovrei aspettarmi? si domandò Claudia, ormai incuriosita.

Non è in casa. Spiegate pure.

Forse dovremmo entrare. Parlare qui in corridoio è un po’ imbarazzante, propose la sconosciuta, lasciando trasparire una certa audacia.

Assolutamente no! Non prendo sconosciuti in casa mia. Se avete qualcosa da dire, fatelo in fretta e qui, tagliò corto Claudia.

Volete proprio discutere dei dettagli intimi della mia relazione con Matteo davanti ai vicini? rise la donna, ironica.

Come, quale relazione? sbottò Claudia, con la voce più alta di quanto avesse voluto.

Claudia, va tutto bene? Perché alzi la voce? intervenne la signora Bellini, la vicina di pianerottolo che usciva in quel momento dallascensore.

Ah, buongiorno signora Bellini! Tutto sotto controllo. Che tempo fa fuori? provò a cambiare discorso Claudia.

Sta per piovere, credo, rispose la vicina, che però rimase sulla porta per curiosare sullinsolita scena.

Entrate pure, concedette Claudia con malavoglia, facendo cenno alla donna di accomodarsi.

Una volta dentro, la sconosciuta studiò la sala con sguardo attento, fermandosi su libri, foto, suppellettili di famiglia.

Cinque minuti. Avete cinque minuti. Dite tutto, dichiarò Claudia, bloccandola a ridosso del corridoio. Non siete in visita al museo!

Mi chiamo Fiorella, disse, togliendosi sciarpa e cappotto. Matteo ed io ci siamo innamorati.

Che originalità! Non vi veniva qualcosa di meno scontato? replicò Claudia con un sorriso tagliente.

Ma innamorarsi è la cosa più naturale del mondo. Non siete certo la prima moglie lasciata dal marito, rispose Fiorella, cercando di avanzare.

E siete sicura che lui non ami più me, ma solo voi? domandò Claudia, senza smettere di sorridere.

Certo! Altrimenti non sarei qui, ribatté Fiorella con una certa sicurezza.

Vede, il fatto è che mio marito non sa amare nessuno. Non ne è mai stato capace. Vi siete sbagliata, cara, replicò Claudia, con voce dolce e calma.

Fiorella provò a replicare, ma in quellistante si udì la chiave nella porta e Matteo entrò…

Matteo entrò, restando perplesso di fronte alla presenza di una sconosciuta nel proprio ingresso.

Fiorella? Che ci fai qui di sabato? È per caso una questione di lavoro? domandò lui, davvero confuso.

No, patrimonio. È qui per te, rispose Claudia, con unironia quasi divertita.

Per me? In che senso? Successo qualcosa in ufficio? chiese ancora Matteo, sempre più smarrito.

No, caro. È venuta a portarti via da me. Definitivamente, disse Claudia con un sorriso beffardo.

Fiorella, vergognandosi ora, si affrettò a raccogliere cappotto e borsa, ed indietreggiò verso la porta.

Te ne vai già? Ma come, Fiorella? Non eri venuta proprio per Matteo? Saresti la benvenuta a prenderlo. Ti assicuro, sarei felicissima di regalartelo, scherzò Claudia, pungolandola.

Ma Fiorella era già scappata fuori senza replicare.

Ma cosa diavolo è successo? domandò Matteo, esterrefatto.

Dovresti dirmelo tu! Perché si è presentata questa? Chiedendo il divorzio e sostenendo che tu stavi già andando a vivere con lei? incalzò Claudia, incrociando le braccia.

Ma sei seria? Non ne so nulla. Sì, negli ultimi tempi si comportava in modo strano in ufficio, ma non le ho mai dato alcun motivo. Mi sono stufato di queste assurdità, protestò Matteo, stanco. Te lho giurato, ti ricordi?

Sì. E lo sai, Matteo, io queste cose non le sopporto. Ma davvero, oggi come oggi certe donne pur di sistemarsi si aggrappano a qualsiasi illusione, sospirò Claudia, scuotendo la testa.

Matteo si tolse le scarpe e si diresse verso la cucina, mentre Claudia restò qualche istante pensierosa sulla soglia. Si ripromise di non lasciare che simili episodi turbassero la serenità della casa. In fondo, sapeva che il piano di Fiorella era mal congegnato. Era chiaro che, nonostante tentativi esterni, il loro legame era ben più saldo di quanto molti potessero immaginare.

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