Lo zio di mio padre è venuto a trovarci e ha dichiarato che anche lui ha diritto all’eredità.

Sei mesi fa nella nostra famiglia è accaduta una grande disgrazia: mio padre è venuto a mancare. E poi, dopo sei mesi, lo zio Lorenzo, il fratello di mio padre, è venuto a trovarci. Era una sorpresa, perché zio Lorenzo ci visitava molto raramente. Aveva pochi rapporti anche con mio padre. Non avevano mai litigato, ma tra loro non cera mai stato un vero legame. Ognuno viveva la sua vita, separato dallaltro.

Comè stato il viaggio? gli ho chiesto. E perché mi dai del lei? Sono il tuo zio preferito! ha risposto lui, sorridendo dolcemente, come se davvero fosse il mio preferito.

Zio Lorenzo non ci aveva avvisato che sarebbe venuto, quindi non ci siamo preparati in alcun modo. In effetti, da quando abbiamo celebrato il funerale di papà, nessuno di noi si era sentito con lui. Neppure una chiamata. E ora, di punto in bianco, eccolo apparire.

Seduti davanti ad una tazza di tè, lo zio ha domandato: Allora, come dividiamo leredità? Noi tre, o cè qualcun altro? Quale eredità? ha risposto mia madre, ancora incredula.

In effetti uneredità cera. Avevamo un bel appartamento a Firenze, una splendida villa tra le colline toscane e due auto. Mia madre voleva vendere la villa per comprarmi un appartamento nella città dove studiavo, Pisa. Ma al momento, avevamo deciso di non affrettare le cose.

Quale eredità, dici? Quella che mio fratello ha lasciato! insistette zio Lorenzo. Se non fosse per Gabriella e me, tu saresti lunico erede. Quindi non hai diritto a nulla! Ma sono suo fratello! Mi spetta una parte, almeno! No, non ti spetta! La legge è dalla nostra! E se la mettiamo sulla coscienza?

Zio Lorenzo è furbo, lo sa bene che secondo la legge non gli spetta niente, quindi cerca di far leva sulla coscienza. Ma noi non troviamo alcuna logica nelle sue parole e nei suoi atteggiamenti. Papà e zio Lorenzo non erano mai stati davvero amici, quindi non vedo perché dovrebbe avere diritti sulla sua roba.

Quando papà iniziò a star male, ci disse subito che tutto ciò che avevamo doveva restare a me e a mamma. Nessun altro. Non aveva alcuna intenzione di condividere la casa con nessun parente.

E nemmeno sulla coscienza, Lorenzo! Lo sai bene! Non sei mai stato vicino a tuo fratello! Così va la vita! Sembra un film brutto: ti sposi e tua moglie prende tutto. Genitori, fratelli, nipoti, non ricevono nulla!

Zio Lorenzo ha iniziato a fare leva sul senso di colpa, cercando di convincerci a dividere la proprietà in tre. Basta! Non discuteremo questo con te! ha concluso mia madre.

Quando zio Lorenzo se nè andato, io e mamma abbiamo chiuso la villa e siamo tornati allappartamento di Firenze. Sapevamo che mio zio non avrebbe mollato facilmente e avremmo dovuto preparaci a una causa legale. Del resto cerano molti euro in ballo: un terzo della villa di lusso, un terzo dellappartamento in centro, un terzo delle due auto. Una cifra considerevole.

Così, infatti, zio Lorenzo ci ha portato in tribunale. Sperava di vincere, ma la legge italiana era dalla nostra. Mi chiedo cosa sperasse davvero.

Alla fine mi sono reso conto che i rapporti familiari non si costruiscono sulle ricchezze e sugli interessi, ma sulla presenza e sullaffetto. Ho imparato che la giustizia e il cuore, per quanto dolorosi a volte, devono sempre andare insieme.

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Lo zio di mio padre è venuto a trovarci e ha dichiarato che anche lui ha diritto all’eredità.