Sei mesi fa, nella nostra famiglia è caduta una vera tragedia: mio padre ci ha lasciato.
Poco tempo dopo il funerale, lo zio Gianni, fratello di papà, ci ha fatto visita. Veniva raramente, e i rapporti tra lui e papà erano sempre stati molto freddi mica perché litigassero, semplicemente non si capivano proprio. Ciascuno viveva per conto suo, che si può dire.
Comè andato il viaggio? ho chiesto. E perché mi dai del tu? Perché sono il tuo zio preferito! mi ha risposto zio Gianni con un sorriso mieloso, come se davvero fosse il mio zio preferito. Ma insomma, non aveva avvisato del suo arrivo e noi non eravamo pronti per un ospite. Dopo il funerale, non avevamo avuto più sue notizie. Neanche una chiamata! E invece, eccolo lì, allimprovviso.
Appena ci siamo seduti davanti a un caffè, lo zio ha tirato fuori la questione: Come dividiamo leredità? Noi tre, giusto? Non cè nessun altro, vero? Che eredità? ha detto mia madre, stupita, tornando in sé.
Leredità in realtà cera: un bellappartamento, una villa grande e affascinante in campagna e due auto. La mamma provava a convincermi a vendere la casa e comprare un appartamento a Milano, dove studiavo. Ma non avevamo nessuna intenzione di affrettare le cose: abbiamo deciso di prenderci il nostro tempo.
Che eredità? Beh, il patrimonio che mio fratello mi ha lasciato! ha ribattuto lui. Guarda che se Marta ed io non fossimo stati presenti, sarebbe tutto andato a te. E quindi niente, non avete diritto a nulla! Ma io sono suo fratello! Ho il diritto alleredità! Eh no, non ce lhai! La legge è dalla nostra parte! E se non fosse giusto?
Zio Gianni è sveglio: sapeva benissimo che secondo la legge italiana non aveva diritto a niente, allora ha provato a far leva sulla nostra coscienza. Solo che noi non trovavamo alcuna logica nelle sue parole papà e lo zio non erano mai stati amici e dunque, zio Gianni davvero non centrava nulla col patrimonio di famiglia.
Quando mio papà si è ammalato, già aveva detto chiaro e tondo che tutto sarebbe dovuto andare a me e a mia madre. Non aveva nessuna voglia di spartire la roba di famiglia con qualcun altro.
E con la coscienza tranquilla, Gianni, manco con te! Lo sai bene! Non sei mai stato vicino a tuo fratello! Proprio così! Sembra una commedia italiana di terza categoria: un uomo si sposa e la moglie si prende tutto. E i genitori, i fratelli, i nipoti tutti a mani vuote!
Zio Gianni ha iniziato a martellarci con la questione morale, tentando di convincerci a dividere tutto in tre parti. Basta così! Non parliamo più di questa storia! ha chiuso mamma la conversazione.
Dopo che zio Gianni se nè andato, io e mamma abbiamo chiuso la villa e se ne sono andati allappartamento in città. Conoscevamo troppo bene lo zio: sapevamo che non avrebbe mollato l’osso tanto facilmente. In fondo, cera tanto da perdere una fetta di villa di lusso, una fetta di appartamento elegante in centro a Firenze e una fetta di due auto. Una cifra non da poco, parliamo di decine di migliaia di euro.
Lo zio ci ha portato davanti al giudice. Sperava di vincere. Ma la legge è dalla nostra parte. Chissà cosa pensava di ottenere? Probabilmente solo il piacere di rovinare il nostro caffè mattutino.





