Lultimo vestito
Figlia mia, la figlia della collega mia, la signora Olga, sta per sposarsi, e vorrebbero che fosse tu a cucirle labito da sposa. Te la senti di accettare questo ordine?
Mamma, davvero non posso, ho così tanto lavoro che non riesco a stargli dietro. Dille di cercare qualcun altro.
Ma lei vuole solo te, si fida solo delle tue mani! Ormai ti consigliano tutte.
Non ce la faccio proprio
Va bene, si dispiaceranno, di sicuro
Silvia cuciva abiti nel suo piccolo laboratorio di casa, così richiesto che spesso doveva dire no a molte clienti. Fin da piccola sapeva che avrebbe fatto la sarta: vestiva tutte le sue bambole e sognava pizzi e merletti già da allora. Dopo il liceo, non ebbe dubbi su che scuola scegliere.
Cuciva con una precisione quasi maniacale, ogni vestito era come una seconda pelle. Le clienti erano tutte entusiaste perché ogni volta sembrava magia. Il lavoro le dava soddisfazione e anche un ottimo stipendio. Nonostante nei negozi ci fosse di tutto e di più, molte donne preferivano il tocco personale dellabito su misura.
Passò una settimana, poi sua madre piombò in casa in lacrime.
Figlia mia, è successa una tragedia. La figlia dellOlga, la ragazza che voleva labito, è morta in un incidente con il fidanzato. Stavano andando a Bologna da alcuni parenti, lui ha preso sonno al volante e la macchina ha sbandato finendo contro un albero. Così giovani, cavolo avevano già fissato la data del matrimonio, pensa che sfortuna ora tocca preparare il funerale, non le nozze Non si può credere
Silvia si sentì prendere lo stomaco. La vita a volte è di una crudeltà insopportabile
Adesso i genitori dovranno comprare comunque un vestito da sposa, ma per seppellirla non hanno fatto in tempo neanche a ordinarlo Che dolore immenso, perdere una figlia
Quella notte Silvia cucì fino a tardi, con la mente piena di pensieri malinconici. Non aveva mai avuto figli: la diagnosi era stata chiara, infertilità. Allinizio ci aveva sofferto, poi aveva trovato una certa pace. E ormai a 43 anni, le speranze erano finite da un po. Ma adesso, immaginava cosa voglia dire per dei genitori trovarsi a seppellire la propria bambina. Un colpo al cuore.
Ad un tratto, la finestra si spalancò. Silvia si trovò davanti allimpossibile: come si era aperta da sola? Si avvicinò per richiuderla, un po turbata, e tornando verso la macchina da cucire notò accanto al tavolo una ragazza. Sembrava quasi trasparente, come se nella stanza ci fosse una nuvola sottile.
Oh cielo, mi sa che sto esagerando, mi fa vedere i fantasmi la stanchezza bofonchiò.
Mi cuciresti un vestito, ti prego? Non sono riuscita a sposarmi in questa vita, ma almeno voglio andarmene con labito che desidero sarà il mio ultimo vestito. Io e Andrea staremo insieme adesso, per sempre. Era scritto così, non labbiamo scelto noi
Ma ma chi sei? Che scena sarebbe questa?
Sono Nina. Solo tu sai cucire il vestito come lo sogno io
Nina cercava di rassicurarla con una dolcezza irreale.
Mi è stato concesso di vedere cosa mi aspetta dallaltra parte, e ti dirò non fa paura. Ci sarò io, Andrea e un mondo tutto nuovo. Ma vorrei tanto essere bella, anche solo per unultima volta
Silvia rimase di sale. Le succedeva davvero? Scene così, le aveva viste solo nei film. Di sicuro era la troppa fatica, ora addirittura vedeva le spose-fantasma! Decise che doveva dormire, e ci cadde dentro come un sacco di farina.
La mattina dopo, ricominciò a lavorare e archiviò la visita notturna sotto fantasie post-stress. Ma la sera, mentre sbaraccava tutto per andare a letto presto, ecco che la ragazza trasparente era di nuovo lì.
Comincio a farci labitudine anche se è dura vedere mamma così distrutta. Ho provato a raggiungerla, ma non ci riesco, il suo dolore è troppo forte. Invece tu puoi, tu hai questa sensibilità
Ma Nina, che succede ora, dopo il funerale? Te ne vai in cielo, oppure?
La mia guida mi ha spiegato che resterò ancora un po qui, poi mi accompagnerà oltre non posso dirti altro. È un viaggio meraviglioso, in fondo non cè nulla da temere nella morte: è una porta. E io voglio attraversarla vestita da sposa, bella come mai sono stata. Per favore, aiutami
Silvia si strinse nelle spalle. Comera possibile cucire un abito da sposa per una ragazza già morta, e su sua richiesta!?
Ma nemmeno so che vestito vuoi, la taglia, nulla E i genitori tuoi, come spiego questa cosa assurda?
Tu cuci, e lascia fare al destino. Guarda, devessere così.
Nina iniziò a girare nella stanza, vestita di un abito sublime, tutto pizzo e dettagli quasi da fata. Silvia studiò ogni dettaglio e appena la ragazza svanì, buttò giù uno schizzo. Il mattino dopo, ritrovò il disegno sulla scrivania: accidenti, quindi non era stato solo un sogno!
Silvia andò a comprare il pizzo più bello, la miglior seta milanese. Stimò la taglia a occhio, era una ragazza minuta. Tornata a casa, si mise subito al lavoro. Finì che era già sera, quando suo marito venne a scuoterla dalla trance in cui era caduta.
Silvia, tutto bene? Sei strana, questi giorni ti sta succedendo qualcosa?
Lascia stare non capiresti, e magari mi prendi per matta, meglio che non ti dica niente
Dopo due giorni, labito era pronto. Mai cucito qualcosa di così difficile in così poco tempo, sembrava di avere una mano invisibile a guidarla. Quando lo mise sul manichino, rimase a guardarlo a lungo: meraviglioso. Che peccato, pensava, che Nina non abbia mai fatto la sposa
Quella sera, arrivò la madre con nuove notizie.
Non riescono ancora a seppellire Nina. Prima non volevano ridare la salma, poi mille problemi con i documenti E il vestito proprio non si trova, rifiutano di venderglielo, una vera follia. Olga è disperata!
Mamma, io ho cucito il vestito per Nina sarà quello il suo abito da addio.
Ma come? Non volevi accettare, non hai nemmeno preso le misure!
Mamma, abbi fiducia. Portaglielo, ci penserà il destino.
Il giorno dopo, i parenti vennero a ritirare il vestito. Silvia non volle un euro.
Andrea e Nina furono sepolti insieme, nello stesso giorno. Labito sembrava cucito su di lei. E miracolosamente, fu possibile vestirla: il suo corpo divenne, per un istante, morbido e flessibile.
Figlia mia, era bellissima nella bara, sembrava che sorridesse Che il Paradiso accolga lei e Andrea
Qualche notte dopo, Silvia sognò Nina: danzava con Andrea in un giardino incantato, pieno di fiori incredibili e piante mai viste. Gli uccellini cinguettavano, e in lontananza mormorava un ruscello.
Quando la musica svanì, Nina si girò verso Silvia.
Il vestito è magnifico, grazie! Sono felice! E tra poco nella tua vita arriverà Alice. Io le ho indicato la strada
Silvia si svegliò di soprassalto. Nina era felice, il vestito era perfetto, insomma tutto aveva avuto un senso Ma chi era questa Alice?
Si immerse di nuovo nel lavoro, ogni tanto andava a trovare lamica per una pausa e due chiacchiere davanti a una tazza di tè.
Oh Vera, sto proprio a pezzi ultimamente. Mi sa che devo farmi vedere lo stomaco, e poi la ginecologa saranno i primi segni della menopausa, è da mesi che non mi arriva più il ciclo. Domani ci vado, e pure dalla privata: non ho voglia di aspettare mezza vita!
Ma vai, Silvia! Non puoi trascurarti così!
***
Signora Silvia, è incinta. E devo dire che alla sua età è quasi miracoloso
Ma mi sta prendendo in giro? Sono anni che mi dicono che è impossibile!
Guardi qui, cè tutto: le mani, i piedini, il cuoricino che batte. È tutto regolare, sta benissimo. Ed è una femminuccia! Auguri!
Silvia uscì dallo studio col viso bagnato di lacrime, stavolta per la felicità più pura. Era un prodigio. Dopo così tanti anni una bambina! Allora era questo che intendeva Nina: Alice sarebbe arrivata!
Passò dal fiorista, prese un mazzo e si diresse al cimitero a cercare la tomba di Nina. La trovò senza difficoltà, i piedi la portarono da soli. Si chinò sulla lapide.
Grazie, Nina. Mi hai fatto il dono più grande, una figlia Spero che anche tu e Andrea ora siate felici, ovunque siate.
Depose il mazzo sulla tomba e tornò a casa con il cuore leggero, carezzandosi il pancione. Se non avesse cucito quellultimo vestito, forse ora non sarebbe qui ad aspettare Alice Fai del bene, e il bene ritorna sempre.




