Ma davvero, hai scelto proprio lui dice Giulia, insoddisfatta, alla sorella. Non ci sono più uomini liberi in questo mondo?
Alessandro non è sposato, risponde Livia.
Non è quello che mi interessa! Con una bambina piccola non è più libero! Ha già una collaboratrice domestica e una bambinaia, e tu continui a farci le orecchie!
Ci amiamo.
Tu forse lo ami, ma lui
Giulia è più giovane di due anni, ma guarda Livia con un certo disprezzo, convinta di capire meglio la vita e le persone.
Livia è una donna vivace, attiva e brillante. È stata la prima, a suo dire, a sposarsi con un marinaio ben pagato e a vivere nel suo appartamento.
Livia, invece, è tranquilla, responsabile e troppo buona, sempre secondo la definizione di Giulia.
Giulia sente il dovere di sorvegliare Livia, aiutarla a sistemare la vita sentimentale. Non ha fretta di sposarsi e ride delle intenzioni di Giulia di farle conoscere qualcuno.
All’improvviso, a ventiquattro anni, annuncia a tutti che si sposa con il vedovo Alessandro, che ha in braccio la sua figlia di un anno, Annetta.
Ma davvero, hai scelto proprio lui ribadisce Giulia, infastidita. Non ci sono più uomini liberi?
Alessandro è ancora scapolo.
Non è quello che mi preoccupa! Con una bambina piccola non è più libero! Ha già una collaboratrice domestica e una bambinaia, e tu continui a farci le orecchie!
Ci amiamo.
Tu forse lo ami, ma lui
Giulia, basta! interrompe bruscamente Livia, più severa del solito. Se non ti piace, è un problema tuo. Non ficcatela dove non ti chiami.
Giulia sa fermarsi al momento giusto, soprattutto quando discute con la sorella che tanto ama e che la ama a sua volta.
Presto capisce che Alessandro è un uomo buono, gentile, premuroso e, davvero, ama Livia.
Lei non nutre speranze su di lui, né su Annetta, che ben presto la chiama mamma.
In realtà Giulia si affeziona anche a quella piccola simpatica e la accoglie come una nipote, soprattutto perché non ha ancora suoi figli.
Le due sorelle vivono in quartieri vicini di Roma, si trovano spesso a casa dellaltra e parlano al telefono tutti i giorni.
Quando, quattro anni dopo il matrimonio, Alessandro muore, Giulia è vicina a Livia.
Allinizio Giulia tace, osserva la sorella che continua a gestire la casa, a lavorare e a coccolare Annetta.
Per fortuna lho già adottata, sospira Livia quando le sorelle sono sole. Se dovessi occuparmi della tutela ora, non ce la farei.
Lo so, risponde Giulia con compassione. Meriti il meglio, perché devi soffrire?
Questa ingiustizia tormenta Giulia, e un anno dopo la morte di Alessandro riprende a cercare un uomo per Livia.
La vita va avanti. Crescere un bambino da sola è dura. Lo capisci, vero? E poi, perché non uscire un po?
Annetta e io stiamo bene così, risponde Livia.
Ma quando Giulia la implora di andare con lei al compleanno di unamica, dove ci sarà un uomo molto interessante, Livia cede.
Luomo interessante si rivela Pietro, un manager chiacchierone un po più grande di Livia.
Mi fa male la testa dalle sue chiacchiere infinite, si lamenta Livia alla sorella.
È solo lemozione, ride Giulia. Pietro non è proprio un gran chiacchierone, ma ha ereditato un appartamento, una macchina e ora guadagna bene.
Cè la sua ex moglie e un figlio, ma a questetà chi non ha un passato?
Pietro non conquista del tutto Livia, ma accetta di uscire con lui.
Gli appuntamenti sono rari, perché Pietro è spesso in trasferta e a Livia dispiace più prendersi cura di Annetta che passare tempo con lui.
Tre mesi dopo, Livia ascolta per caso una telefonata di Pietro e rompe subito con lui.
Non è in viaggio di lavoro, vive con la moglie e la figlia. Lex, saputa leredità, ha cambiato rabbia in gentilezza. Non capisco perché lui mi voglia. racconta a Giulia.
Lo capisco! Si sono separati due anni fa, non avrei mai immaginato questo! Troveremo qualcun altro.
Basta che mi metti da parte! dice Livia, stanca di tutti gli sforzi.
Promesso, la prossima volta sceglierò meglio.
Livia rifiuta i tentativi di Giulia di farla uscire o di presentarle qualcuno online.
Poi ha un guaio con il rubinetto in cucina, che inonda anche gli appartamenti vicini finché non taglia lacqua. Un idraulico della ditta di gestione arriva rapidamente.
È Antonio, un uomo snello, serio e un po più grande di Livia, che dichiara subito che il rubinetto dovrà essere sostituito e si reca a comprarlo. Rifiuta di farsi pagare o di pranzare.
E la tua bambina? chiede improvvisamente, arrossendo. Vorrei regalarle tira fuori una barretta di cioccolato.
Perché? si spaventa Livia, indietreggiando.
Ricorda di aver visto Antonio più volte nel cortile, sempre a fissare Annetta.
Per favore, andate via, dice fermamente, chiudendo la porta. Grazie per il lavoro, ma basta.
Antonio, non spaventato, insiste: Non è per spaventare, è solo che è una bambina carina, volevo farla felice.
Lui si allontana, lasciando la barretta sul tavolo, aggiungendo non è avvelenata.
Il giorno dopo, Antonio appare alla porta con un modesto mazzo di fiori.
Mi scusi tanto, balbetta, non volevo spaventarla. Mi piacciono voi due, e anche la vostra bambina.
Livia prende il mazzo per gentilezza. In realtà anche a lei piace Antonio, ma resta cauta.
Da quel momento Antonio comincia a corteggiare Livia in modo stravagante: fiori, caramelle, ristruttura lappartamento, passeggia con lei e Annetta.
Un mese dopo la loro relazione è molto stretta, ma Livia non ne parla a Giulia.
Giulia, impegnata con il marito tornato da un lungo viaggio, parla con Livia al telefono, ma scopre Antonio quando appare inaspettatamente a casa di Livia.
Chi è questo? Da dove viene? inonda Giulia di domande.
Curiosa, eh? ride Livia. È il mio fidanzato, spero.
Le racconta che Antonio lavorava al Nord, poi è tornato. Sua madre è morta due anni fa.
E perché è diventato idraulico? chiede Giulia.
Dai, smettila. Dopo anni in condizioni dure ha diritto a un po di riposo! Tratta bene me e Annetta, è quello che conta!
È comunque un tipo losco! insiste Giulia. Sei sicura che non abbia una moglie e cinque figli?
Sono sicura. Ho visto il suo passaporto.
Va bene…
Una settimana dopo, Giulia arriva con gli occhi che brillano.
Ti avevo detto che Antonio non è così semplice! Sai che è stato in prigione?
No Perché?
Non importa! Stai lontana da quel carcere!
Livia, però, è ormai innamorata di Antonio e vuole sposarlo. Chiede direttamente a lui.
Sì, sospira Antonio. Devo raccontarti molto.
È il momento.
Ho lavorato al Nord, in una cantiere, e per mia colpa è successo un incidente. Fortunatamente tutti sono rimasti vivi, ma sono stato arrestato. Sono uscito due anni fa con la libertà condizionata.
Livia lo guarda, capendo che vuole dire altro.
E ancora Antonio fa una pausa. Annetta è mia figlia. La sua madre è stata la mia ex. Io bevevo e vagabondavo, e quando ho saputo della gravidanza sono fuggito al Nord. Lì ho continuato a bere, ed è stato quel giro a mandarmi in prigione. Ma ho riflettuto, ho capito che la figlia è la cosa più importante per me, non le bevute.
Hai intenzione di prenderla? chiede Livia, furiosa.
Sì, ma Antonio respira a fondo. Ho capito che la bambina è il mio vero tesoro, non le vacanze. Sapevo dove abitava la madre con il suo nuovo marito, ma non immaginavo che avesse una buona matrigna.
Vai via.
Livia, aspetta! Antonio quasi piange. Ti amo davvero! Nessuno, tranne te e Annetta, mi serve! Farò qualsiasi cosa per voi!
Quel giorno Livia lo respinge, ma poi lo perdona. Si sposano tre mesi dopo, Antonio trova un buon lavoro, e due anni dopo hanno un figlio insieme.




