L’Uomo con il Rimorchio: Storie di Viaggi e Avventure sull’estrade d’Italia

Ma davvero, hai scelto così osservò Giulia, con una punta di irritazione, la sorella più giovane. Non ci sono più uomini liberi in questo mondo?
Alessandro non è sposato.
Non è quello il punto! Con una bambina piccola non è più libero. Ha già una governante che lavora gratis e una bambinaia, e tu continui a spettegolare!
Ci amiamo.
Tu forse lo ami, ma lui

Giulia era due anni più giovane di Elena, ma la trattava con un certo tono di superiorità, convinta di capire meglio sia le persone sia le situazioni. Elena, al contrario, era calma, responsabile e, a dire di Giulia, fin troppo gentile.

Giulia si era sempre considerata una donna vivace, attiva e brillante. «La prima, secondo me, è stata sposarsi con un marinaio ben pagato e vivere nel suo appartamento», diceva, ricordando le proprie amiche. Elena, invece, era più riservata e non correva particolarmente dietro al matrimonio, ridendo delle continue proposte di Giulia di presentarle qualcuno.

Poi, alletà di ventiquattro anni, Elena annunciò a tutti che si sarebbe sposata con il vedovo Alessandro, che portava con sé la piccola Annetta, una bambina di un anno.

Ma davvero, hai scelto così ripeté Giulia, con tono sarcastico. Non ci sono più uomini liberi?

Alessandro non è sposato, però

Non è questo! Con una bambina piccola non è più libero. Ha già una governante e una bambinaia.

Ci amiamo.

Tu forse lo ami, ma lui

Giulia, smettila! interruppe bruscamente Elena, alzando la voce. Se non ti piace, sono problemi tuoi. Non ficcare il naso dove non ti compete.

Giulia sapeva fermarsi al momento giusto, soprattutto nei litigi con la sorella che amava profondamente, e quellamore era reciproco. Presto si rese conto che Alessandro era davvero un uomo buono, gentile, premuroso e, soprattutto, che amava Elena.

Annetta divenne presto una figura cara a Giulia, che la chiamava affettuosamente nipote. Giulia non aveva ancora figli propri e accarezzava lidea di considerare Annetta una nipotina.

Le due sorelle vivevano in quartieri vicini di Roma, una a Trastevere e laltra a Testaccio, così si facevano visita spesso e parlavano quotidianamente al telefono. Giulia era sempre presente quando, quattro anni dopo il matrimonio, Alessandro morì improvvisamente.

Allinizio Giulia taceva; osservava Elena lottare, occuparsi della casa, andare al lavoro e coccolare Annetta con dolcezza.

Per fortuna lho già adottata, sospirava Elena quando le due sorelle si trovavano sole. Se ora dovessi affrontare di nuovo la questione dellaffido, non la supererei.

Hai ragione, rispondeva Giulia, guardandola con compassione. Meriti tutto il meglio, perché deve soffrire?

Il senso di ingiustizia tormentava Giulia, e un anno dopo la scomparsa di Alessandro riprese a tentare di far incontrare Elena a qualcuno.

La vita continua. Crescere un figlio da sola è un peso enorme, lo sai! E poi, perché isolarsi?

Sto bene così, con Annetta, rispondeva Elena.

Ma quando Giulia la implorò di andare a una festa di compleanno di una sua amica, dove ci sarebbe stato un uomo molto interessante, Elena alla fine cedette.

Luomo interessante si rivelò essere Paolo, un manager loquace un po più grande di Elena.

Mi fa male la testa per tutte le sue chiacchiere, sbuffò Elena al fratello minore.

È solo nervosismo, rise Giulia. Paolo non è così chiacchierone, ma ha ereditato una casa, unauto e ora guadagna bene.

Aveva una ex moglie e un figlio, ma a quelletà chi non avesse un passato? Elena accettò di frequentarlo, anche se gli appuntamenti erano rari a causa dei continui viaggi di lavoro di Paolo. Inoltre, Elena si preoccupava più della figlia che del tempo da trascorrere con lui.

Tre mesi dopo, Elena sentì una conversazione al telefono di Paolo e, subito, lo lasciò.

Non è in viaggio di lavoro, vive con la ex e la figlia. Quando ha saputo delleredità, la ex ha cambiato la rabbia in gentilezza. Perché lui dovrebbe volere me? confidò a Giulia.

Che sorpresa! Si sono separati due anni fa, non avrei mai immaginato un tale comportamento! Troveremo qualcun altro.

Basta che mi metti da parte come unancora! sbuffò Elena, stanca di tutti i tentativi di farsi sposare.

Giulia promise di essere più attenta nella scelta dei candidati. Elena, però, rifiutò categoricamente di accettare ulteriori inviti a casa di sconosciuti o incontri su internet.

Un giorno limpianto del lavandino in cucina cominciò a perdere, allagando leggermente gli appartamenti vicini. Un idraulico della ditta di gestione, Antonio, arrivò in fretta. Era un uomo magro, serio, qualche anno più grande di Elena.

Dovremo cambiare il rubinetto, vengo subito a prenderlo. disse, rifiutando di farsi pagare.

E dove è la tua bambina? chiese, imbarazzato, tirando fuori una cioccolatina.

Perché? balzò indietro Elena, spaventata.

Ricordò di aver visto Antonio più volte nel cortile, sempre a fissare Annetta con insistenza.

Per favore, andate via, disse con decisione. Grazie per il lavoro, ma basta.

Antonio, con un sospiro, posò la cioccolata sul tavolo: «È innocua, può darle comunque». Se ne andò, senza che Annetta lo vedesse.

Il giorno dopo, Antonio tornò con un piccolo mazzo di fiori, chiedendo scusa.

Mi dispiace, non volevo spaventarla. Mi piacciono sia voi due. disse, porgendole i fiori.

Elena, seppur cauta, li prese. Iniziò così una serie di gesti affettuosi: fiori, dolci, riparazioni in casa, passeggiate a tre. Dopo un mese, la loro relazione divenne molto intima, ma Elena non ne parlò a Giulia, che era occupata dal marito tornato da un viaggio di lavoro e parlava con Elena principalmente al telefono.

Giulia, però, scoprì Antonio quando una sera si presentò allappartamento di Elena, curiosa.

Chi è? Da quanto tempo lo conoscete? Da dove è spuntato? interrogò, incredula.

Curiosa tu, Vittoria, rispose Elena con un sorriso. È il mio fidanzato. Almeno lo spero così.

Raccontò come avesse incontrato Antonio, che aveva lavorato al Nord, poi era tornato a Roma. La madre di Antonio era morta due anni prima, e lui non aveva più legami.

E perché è diventato idraulico? chiese Giulia.

Dai, basta. Dopo tutti gli anni trascorsi in condizioni difficili, ha il diritto di rilassarsi un po. Tratta bene me e Annetta, ed è laspetto più importante!

È ancora un po misterioso, obiettava Giulia. Non sei sicura che non abbia una moglie o cinque figli?

Sono sicura. Ho visto il suo documento didentità.

Va bene, va bene.

Una settimana dopo Giulia arrivò a casa di Elena con gli occhi accesi.

Ti avevo detto che Antonio non è una semplice persona! Sai che era stato in prigione? sussurrò.

No Perché?

Non importa! Stai lontana da lui!

Elena, però, era ormai innamorata di Antonio e voleva chiedergli direttamente la verità.

Allora, dimmi tutto, incitò.

Non ho avuto il coraggio di confessare prima. Ho molto da raccontare iniziò Antonio.

È il momento.

Ho lavorato al Nord, in un cantiere, e per colpa mia è avvenuto un grave incidente. Fortunatamente nessuno è rimasto gravemente ferito, ma sono stato arrestato. Sono uscito dopo due anni con la libertà condizionale.

Elena lo guardava in silenzio; lui stava per dire altro.

E poi, riprese Antonio, abbassando la voce, Annetta è mia figlia. Sua madre era la mia exfidanzata. Quando ho scoperto la gravidanza, sono fuggito al Nord e ho continuato a bere.

E ora vuoi tornare a prendere la bambina? chiese Elena, furiosa.

No, è più complicato. inspirò profondamente. Ho capito che la figlia è la cosa più importante della mia vita, non le birre né le serate folli.

Trovarla non è stato difficile, sapevo dove abitava la madre con suo marito. Non immaginavo però che avesse una buona matrigna

Vattene via.

Elena, aspetta! quasi scoppiò in lacrime. Ti amo davvero! Nessun altro ci vuole, solo te e Annetta. Farò qualsiasi cosa per voi!

Quel giorno Elena lo respinse, ma lo perdonò poco dopo. Si sposarono tre mesi dopo, Antonio trovò un buon lavoro e, due anni dopo, nacque loro un figlio, che chiamarono Matteo.

Così, guardando indietro, ricordiamo come lamore, la famiglia e la solidarietà tra sorelle abbiano tracciato un sentiero impossibile da prevedere, ma che alla fine si è rivelato ricco di sorprese, dolci cioccolate e fiori sotto le finestre di un piccolo appartamento romano.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

2 + seventeen =

L’Uomo con il Rimorchio: Storie di Viaggi e Avventure sull’estrade d’Italia