Magari! Il mio corteggiatore pensava di trasferirsi nel mio appartamento e vivere alle mie spalle
Ho sempre avuto una fortuna incredibile, forse perché fin da bambina sognavo in grande. Ero una di quelle persone con la bussola puntata dritta sullobiettivo. Così, prima ancora di compiere venticinque anni, sono riuscita da sola a comprarmi un piccolo appartamento nella periferia di Bologna.
Nessuno mi aveva aiutata: né mamma né papà, né qualche lontano ziotutto era farina del mio sacco. Quando poi ho conosciuto Lucaoh, che cuore ingenuo avevo allora!non ho potuto resistere e gli ho raccontato del mio appartamento.
Però ero stata chiara: non avevo nessuna voglia di andare a vivere da lui. Così avevamo deciso: Luca avrebbe trovato una casetta in affitto per noi due; io avrei affittato il mio bilocale, e con i soldi messi da parte avremmo potuto comprare una Cinquecento usata.
Lui sembrava daccordo. Prestissimo sistemiamo tutto e ci trasferiamo insieme, mi diceva accarezzandomi i capelli. Sei mesi dopo, però, una notte dautunno, si è presentato davanti al mio portone, una valigia malandata nella mano, gli occhi pieni di sogni e nuvole strane. Mi hanno licenziato, non ho più un euro, mi sussurra sulluscio come una nuvola persa.
Mi supplicava di ospitarlo solo per un po. Durante quel sogno confuso i suoi genitori vivono a Genova, ma lui sembrava essersene dimenticato. Ho sentito un vento strano entrare insieme a lui. Non lho fatto entrare: sentivo che tutto era solo un trucco per sistemarsi a spese mie, come in certi vecchi film italiani dove ci si arrangia sempre.
Così, con la logica torta e sfocata dei sogni, la storia si è spenta: Luca si è dissolto tra le ombre e io sono rimasta da sola sotto un lampione, sicura di aver fatto la cosa giusta.






