Mamma non è proprio il massimo
Giulia, hai di nuovo lasciato lasciugamano bagnato appeso al gancio in bagno?
La voce della suocera, Caterina, arriva dal corridoio proprio quando Giulia rientra in casa dopo il lavoro. Caterina la osserva a braccia conserte, con uno sguardo puntuto.
Si sta asciugando lì, risponde Giulia togliendosi le décolleté. Il gancio serve a questo.
Nelle case ben tenute si mettono sullattaccapanni, gli asciugamani. Ma che ne puoi sapere tu.
Giulia passa oltre senza degnarla di risposta. Ventotto anni, due lauree, un ruolo manageriale eppure si sente ancora rimproverata per un asciugamano. Ogni singolo giorno.
Caterina la osserva allontanarsi, contrariata. Questa sua abitudine di tacere, di far finta che tutto le scivoli addosso, quasi fosse una regina qui dentro. In cinquantacinque anni di vita Caterina si è fatta unidea sulle persone, e Giulia non le è mai piaciuta: fredda, distaccata. Suo figlio, Marco, avrebbe avuto bisogno di una donna calda, casalinga. Non di una statua di marmo.
Nei giorni seguenti, Caterina vigila. Nota. Ricorda…
Lorenzo, rimetti a posto i giochi prima di cena.
Non voglio.
Non ti ho chiesto se vuoi. Raccoglili.
Lorenzo, sei anni, fa un broncio e inizia a raccattare i soldatini da terra. Giulia non si volta nemmeno; continua a tagliare i pomodori sul tagliere.
Caterina li osserva dal soggiorno. Ecco, la freddezza di cui parlava. Nessun sorriso, nessuna carezza. Solo ordini. Povero bambino.
Nonna, Lorenzo si arrampica accanto a lei sul divano quando Giulia è in camera a sistemare la biancheria. Perché la mamma è sempre così arrabbiata?
Caterina gli liscia i capelli, pronta a cogliere lattimo.
Sai, tesoro… ci sono persone fatte così. Non riescono a far vedere il loro affetto. Peccato, vero.
E tu lo sai fare?
Ma certo, amore mio. La nonna ti vuole tanto bene. La nonna non è cattiva.
Lorenzo si stringe a lei. Caterina sorride.
Ogni volta che restavano soli, aggiungeva un altro dettaglio a quel quadro, con pazienza e attenzione.
La mamma oggi non mi ha fatto vedere i cartoni! si lamenta Lorenzo la settimana dopo.
Tesoro, così severa la mamma, eh? Anche a me a volte sembra che sia troppo dura con te. Non ci pensare, vieni qui, con la nonna puoi sempre parlare.
Il bambino ascolta, beve le sue parole. La nonna è buona. La nonna capisce. Ma la mamma…
Lo sai, Caterina si china su di lui sussurrando, ci sono mamme che non sanno essere dolci. Non è colpa tua, Lorenzino. Tu sei bravissimo. Solo che la mamma è… una mamma un po così.
Lorenzo la abbraccia. Nel petto cresce un senso di freddo e di confusione quando pensa alla mamma.
Dopo qualche settimana, Giulia inizia a notare qualcosa di strano.
Lorenzo, vieni da mamma che ti abbraccio!
Il figlio si scosta.
Non mi va.
Perché?
Solo non mi va.
Si rifugia dalla nonna. Giulia resta in mezzo alla cameretta con le braccia a mezzaria. Qualcosa si è spezzato, ma non sa come e quando.
Caterina, nel corridoio, assiste con un lieve sorriso sulle labbra.
Lorenzo caro, Giulia prova a parlargli la sera, ce lhai con me?
No.
E allora perché non vuoi giocare con me?
Lorenzo alza le spalle, lo sguardo lontano.
Voglio andare dalla nonna.
Giulia non insiste. Sente dentro una fitta che non capisce.
Marco, non riconosco Lorenzo, dice una sera a suo marito, mentre il figlio dorme. Mi sfugge, non è più come prima.
Esageri. I bambini sono così, cambiano idea ogni due giorni.
Non è un capriccio. Mi guarda come se avessi fatto qualcosa di brutto.
Giulia, stai ingigantendo. Ci pensa mia madre a lui quando non ci siamo, magari si è affezionato.
Vorrebbe ribattere, ma si ferma. Marco intanto guarda il cellulare.
Tua mamma ti vuole bene, Caterina sussurra a Lorenzo la sera, quando i genitori rientrano tardi. A modo suo. In modo freddo e severo. Non tutte le mamme sanno essere buone, capisci?
Perché?
Succede, amore mio. La nonna invece non ti farà mai del male, ti proteggerà sempre. Non come la mamma.
Lorenzo si addormenta con quelle parole, e ogni mattina scruta la madre un po più diffidente.
Adesso la preferenza è palese.
Lore, andiamo a fare una passeggiata? propone Giulia.
Voglio stare con la nonna.
Lorenzo…
Con la nonna!
Caterina lo prende per mano.
Non vedi che il bimbo non vuole? Forza amore, andiamo che la nonna ti compra un gelato.
Se ne vanno. Giulia li guarda sparire, con un peso sul cuore. Suo figlio la rifiuta, cerca rifugio dalla suocera. E lei non capisce cosa sia cambiato.
La sera, Marco trova la moglie in cucina. Giulia è seduta davanti a una tazza di tè ormai freddo, fissando il muro.
Giulia, parlo io con lui, promesso.
Lei annuisce appena, senza più forze per parlare.
Marco si siede accanto al piccolo.
Lorenzo, me lo racconti perché non vuoi più stare con la mamma?
Il bambino abbassa lo sguardo.
Boh.
Boh non è una risposta, mamma ti ha fatto arrabbiare?
No…
Allora cosa cè?
Silenzio. Un bimbo di sei anni non sa spiegare un sentimento così confuso. La nonna aveva detto: la mamma è cattiva, fredda. Doveva essere così.
Marco lascia la stanza senza aver cavato nulla.
Intanto Caterina pensa già alla prossima mossa. La nuora si è spenta, si vede. Ancora un po, e quella altezzosa farà le valigie. Marco merita di meglio: una vera moglie, non un blocco di ghiaccio.
Lorenzino, lo intercetta il giorno dopo, mentre Giulia fa la doccia, sai che sei il bimbo che la nonna ama più di tutti?
Sì.
La mamma però la mamma non vale molto, vero? Non ti abbraccia davvero, non ti coccola mai. Povero il mio tesoro.
Non sente i passi dietro di sé.
Mamma.
Caterina si volta. Marco è fermo sulla porta; la faccia, stravolta.
Lorenzo, vai in camera tua. La voce di Marco è bassa, ma così ferma che il piccolo esegue subito.
Marco, io volevo solo
Ho sentito tutto.
Cala il silenzio.
Tu Marco si blocca, deglutendo. Tu lo hai davvero messo contro Giulia? Da quanto tempo?
Mi sono solo presa cura di mio nipote! Lei lo tratta come una carceriera!
Sei impazzita?
Caterina indietreggia. Non aveva mai visto lo sguardo di suo figlio così: pieno di disgusto.
Marco, ascolta
No, ascolta tu. Si avvicina. Hai messo mio figlio contro sua madre. Mia moglie. Capisci cosa hai fatto?
Volevo solo il meglio!
Il meglio? Lorenzo scappa da sua madre! Giulia non dorme più la notte! Questo è il tuo meglio?
Caterina si irrigidisce.
Molto bene. Lei non fa per te. Fredda, cattiva, senza cuore
Basta!
Il grido li blocca entrambi. Marco respira a fatica.
Fai le valigie. Oggi stesso.
Cacci tua madre?
Sto proteggendo la mia famiglia. Da te.
Caterina apre la bocca, ma la richiude. Negli occhi del figlio vede la condanna. Nessuna discussione. Nessuna seconda possibilità.
Unora dopo se ne va. Senza salutare nessuno.
Marco trova Giulia in camera da letto.
Ho capito perché Lorenzo è cambiato.
Giulia lo fissa con occhi gonfi di lacrime.
Mia madre le ha detto che sei cattiva, che non lo ami davvero. Tutto questo tempo lei lo ha messo contro di te.
Giulia tace, poi lascia uscire il fiato.
Credevo di essere io sbagliata. Di essere una pessima madre.
Marco labbraccia.
Sei una mamma splendida. È colpa di mia madre Non so cosa le sia saltato in mente. Ma non si avvicinerà più a Lorenzo.
I giorni che seguono sono difficili. Lorenzo chiede di continuo della nonna, non capisce la sua assenza. I genitori provano a spiegare piano, con dolcezza.
Amore, Giulia gli accarezza i capelli, le cose che diceva la nonna su di me non sono vere. Io ti amo. Tantissimo.
Lorenzo la guarda dubbioso.
Però tu sei cattiva.
Non cattiva. Esigente. Perché voglio che tu cresca bene. Anche la severità è amore, capisci?
Il bambino ci pensa a lungo.
Mi abbracci?
Giulia lo stringe forte, tanto che Lorenzo scoppia a ridere.
A poco a poco, giorno dopo giorno, Lorenzo ritorna sé stesso: corre da mamma a farle vedere i disegni, si addormenta ascoltando le sue ninne nanne.
Marco osserva la moglie e il figlio giocare in soggiorno, e pensa a sua madre. Qualche volta Caterina telefona. Lui non risponde.
Caterina rimane sola nel suo appartamento, senza nipote, senza figlio. Voleva solo salvare Marco dalla donna sbagliata. Alla fine ha perso entrambi.
Giulia poggia la testa sulla spalla di Marco.
Grazie per aver rimesso tutto a posto.
Scusa se ci ho messo tanto a capire.
Lorenzo corre da loro e si aggrappa alle ginocchia di papà.
Papà, mamma, domani andiamo allo zoo tutti insieme?
La vita, piano piano, sta davvero ricominciando.






