Mamma così così: Quando la suocera semina zizzania e divide madre e figlio, ma un padre trova il cor…

Mamma mia, oggi è stata davvero una giornata pesante.

Martina, hai lasciato di nuovo lasciugamano bagnato appeso al gancio in bagno?

La voce di mia suocera, Teresa, era inconfondibile. Ero appena rientrata dallufficio, stanca, e già dai primi passi in corridoio la sentivo incalzare col suo tono da comandante.

Sta asciugando, ho risposto togliendomi le scarpe col tacco. Per questo ci sono i ganci.
Nelle case per bene gli asciugamani si mettono sul termosifone. Ma tu, daltronde, cosa ne puoi sapere

Non ho replicato, sono passata oltre come se nulla fosse. Ho ventotto anni, due lauree, sono dirigente in azienda e mi trovo ogni santo giorno a sentirmi rimproverare per un asciugamano. Che amarezza.

Teresa mi ha seguita con lo sguardo pieno di disapprovazione. Quel suo silenzio pungente, il modo in cui mi osserva come se fossi unestranea in casa mia. Cinquantacinque anni le hanno insegnato a fiutare le persone, dice. Ma io so che non mi ha mai sopportata. Secondo lei, per Marco serviva una donna docile, di famiglia, non questa statua di ghiaccio che sarei io.

Gli ultimi giorni lho sentita più attenta. Scrutava, annotava ogni dettaglio

Riccardo, riordina i giochi prima di cena.
Non voglio.
Non è una domanda, Riccardo, riordina.

Mio figlio Riccardo, sei anni, si è messo a raccattare i soldatini sparsi. Io nel frattempo tagliavo le zucchine e non ho neanche sollevato lo sguardo.

Teresa, dalla sala, osservava. Era chiaro, cercava il pelo nelluovo. Secondo lei io sono troppo fredda, nessun sorriso, nessun abbraccio. Solo ordini. Povero bambino.

Nonna Riccardo si è arrampicato sul divano accanto a lei mentre io sistemavo il bucato. Perché la mamma è sempre arrabbiata?

Teresa gli ha accarezzato i capelli, il momento era perfetto.

Amore mio, alcune persone sono fatte così. Non sanno mostrare affetto. È triste, lo so.
Ma tu, nonna, sei diversa?
Ma certo! La nonna ti vuole bene, più di chiunque altro. La nonna non è cattiva.

Il nipotino si è stretto forte a lei. Teresa sorrideva, compiaciuta.

Ogni volta che erano soli, aggiungeva un tassello a quellimmagine che voleva creare. Sottovoce, con pazienza.

La mamma oggi non mi ha fatto vedere i cartoni, si lamentava Riccardo alcuni giorni dopo.
Che peccato Eh sì, la mamma è proprio severa con te, vero? Ma sai che puoi sempre venire qui con la nonna, io ti capirò sempre.

Riccardo annuiva, si fidava di ogni sua parola. Nonna: dolce, comprensiva. Mamma: distante

Senti, piccolo, alcune mamme proprio non ci riescono a essere dolci. Ma non è colpa tua, Riccardino. Sei un bambino bravissimo. È la mamma che non va.

E quella frase gli si annidava dentro, come un seme freddo che germogliava ogni giorno un po di più.

Dopo un mese ho notato che qualcosa era cambiato.

Riccardo, vieni qui dalla mamma che ti abbraccio.

Mio figlio si è scostato.

Non voglio.
Perché?
Non voglio.

E poi via, di corsa dalla nonna. Sono rimasta in mezzo alla stanza con le braccia allungate nel vuoto. Qualcosa si era spezzato nellequilibrio familiare, ma non capivo come, né quando.

Teresa mi osservava dal corridoio e sulle sue labbra era comparso un mezzo sorriso.

Riccardo, mi sono seduta accanto a lui la sera stessa, sei arrabbiato con la mamma?
No.
E allora perché non vuoi stare con me?

Lui ha alzato le spalle, lo sguardo lontano.

Voglio la nonna.

Lho lasciato andare, con una fitta fastidiosa al petto.

Marco nostro figlio mi sfugge, dicevo a mio marito quando tutti dormivano. Evita ogni contatto con me. Non è mai stato così.
Dai, Marti, è normale. I bambini cambiano ogni giorno.
Non è solo questo. Mi guarda come se avessi fatto qualcosa di terribile.
Esageri. Tua madre sta con lui mentre lavoriamo, magari si è affezionato di più per quello.

Avrei voluto dirgli altro, ma lui era già immerso nel cellulare.

Intanto, Teresa ogni sera rincarava la dose: Tua madre ti vuole bene, ma a modo suo. È fredda, severa. Non tutte le mamme riescono ad essere dolci Ma la nonna non ti farà mai del male. Mai come la mamma.

Così Riccardo andava a letto con quelle parole, e ogni mattina il suo sguardo verso di me era più diffidente.

Ormai non si nascondeva più: preferiva stare con la nonna, sempre.

Riccardo, andiamo al parco? gli ho chiesto un sabato pomeriggio.
Voglio stare con la nonna!
Dai su, Riccardo
Con la nonna!

Teresa lo ha preso per mano.

Ma falla finita, Martina, non vedi che non vuole? Su Riccardino, la nonna ti prende un gelato.

E sono usciti. Io li guardavo dalla finestra con un macigno sul cuore. Mio figlio si allontanava ogni giorno di più, e io non capivo dove avevo sbagliato.

La sera Marco mi ha trovata in cucina, davanti a una tazza di tè ormai fredda.

Martina, parlerò io con lui. Lo prometto.

Ho solo annuito, esausta.

Marco si è seduto in cameretta con Riccardo.

Riccardo, spiegami, perché non vuoi stare con la mamma?

Gli occhi bassi, Riccardo non rispondeva.

La mamma ti ha fatto qualcosa di male?
No
Allora perché?

Silenzio. Un bambino di sei anni non può spiegare qualcosa di così sottile. La nonna gli aveva detto che la mamma è cattiva, fredda, quindi doveva essere vero. La nonna non mente.

Marco è tornato da me sconfitto.

E nel frattempo Teresa meditava il colpo finale. Io mi stavo spegnendo, questo era chiaro a tutti. Bastava poco: un passo ancora e avrei preso le mie cose e lasciato tutto. Marco meritava di meglio. Una vera moglie, non un fantasma.

Riccardino, gli ha sussurrato un pomeriggio, mentre io ero in doccia, lo sai che la nonna ti ama più di tutti? E la mamma beh, la mamma non è granché, vero? Non ti abbraccia mai, non ti coccola abbastanza, è sempre arrabbiata. Povero il mio bambino.

Non si è accorta dei passi alle sue spalle.

Mamma.

Marco era sulla soglia, il viso gelido.

Riccardo, vai in cameretta, ha detto con una voce che non ammetteva repliche. Il bambino è sparito.
Marco, io
Ho sentito tutto.

Il silenzio è calato pesante.

Tu hai manipolato mio figlio contro Martina? Per tutto questo tempo?
Io volevo proteggerlo! Lei lo tratta come un soldatino!
Sei impazzita?

Teresa ha indietreggiato. Non lo aveva mai visto così. Disgustato.

Marco, ascoltami
Ora ascolti tu. Hai avvelenato mio figlio contro sua madre. Mia moglie. Ti rendi conto di quello che hai fatto?
Io volevo solo il meglio!
Il meglio? Riccardo si allontana da sua madre! Martina vive col dolore ogni giorno! Questo sarebbe meglio?

Teresa ha sollevato il mento, orgogliosa.

Lei non è adatta. È fredda, dura
Basta!

Il grido li ha raggelati entrambi. Marco ansimava, furioso.

Prendi le tue cose. Oggi stesso.
Mi stai cacciando?
Difendo la mia famiglia. Da te.

Teresa ha aperto la bocca per replicare, ma ha visto la verità negli occhi di suo figlio. Nessun appello. Niente più possibilità.

Dopo unora era partita. Senza nemmeno salutare.

Marco mi ha trovata in camera.

Ho capito perché Riccardo è cambiato.

Lho guardato, gli occhi ancora lucidi.

È mia madre. Gli ha detto che tu sei cattiva, che non lo ami davvero. Ha fatto di tutto per metterlo contro di te.

Sono rimasta senza fiato.

Credevo di impazzire. Pensavo di essere una pessima madre.

Marco mi ha abbracciata.

Sei una madre meravigliosa. Di mia madre non capisco cosa le sia preso, ma non la lascerò mai più avvicinarsi a Riccardo.

I giorni dopo sono stati difficili. Riccardo chiedeva della nonna, non capiva la sua sparizione. Io e Marco gli spiegavamo con pazienza e dolcezza.

Tesoro, gli dicevo carezzandogli i capelli, tutto quello che la nonna ti ha detto su di me non è vero. Io ti amo tantissimo.

Riccardo mi guardava dubbioso.

Però sei cattiva.
Non sono cattiva, sono severa. Voglio solo che tu cresca bene, tutto qui. Anche la severità è amore, lo capisci?

Mio figlio ci pensava su con attenzione.

Mi dai un abbraccio?

Lho stretto forte, così forte che ha iniziato a ridere di cuore

Pian piano, giorno dopo giorno, Riccardo è tornato. Il vero Riccardo. Quello che correva da me per mostrarmi un disegno, quello che si addormentava con le mie ninne nanne.

Marco ci guardava mentre giocavamo in salotto, pensava alla madre e scuoteva la testa. Lei chiamava ogni tanto. Lui non rispondeva mai.

Teresa era rimasta sola, nel suo appartamento, senza nipote, senza figlio. Tutto quello che voleva era proteggere Marco da una moglie sbagliata. E invece ha perso tutto.

Ho poggiato la testa sulla spalla di Marco.

Grazie per aver rimesso le cose a posto.
Scusami se ci ho messo tanto a capire.

Riccardo è arrivato di corsa, si è arrampicato sulle ginocchia di papà.

Papà, mamma, domani andiamo allo zoo insieme?

Forse la nostra famiglia stava davvero tornando a vivere.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

thirteen + 5 =

Mamma così così: Quando la suocera semina zizzania e divide madre e figlio, ma un padre trova il cor…