Sofia ha avuto un parto difficile e, dopo il parto, i medici le hanno detto che non avrebbe più potuto avere figli. Quando suo marito lo scopre, diventa improvvisamente freddo e distante nei suoi confronti. Passano così sei mesi. Roberto non solo ha una relazione con unaltra donna, ma la sua amante è incinta. Aspetta due gemelli. Senza pensarci troppo, lascia Sofia da sola con la loro bambina. Così la donna si ritrova a crescere la figlia da sola.
Quando la bambina è ancora piccola, partecipa a tantissime attività diverse. Vittoria cresce come una ragazza curiosa e piena di voglia di scoprire il mondo. Fin da piccina le piace giocare con le bambole. Le mette tutte sedute in cerchio e fa finta di insegnare loro qualcosa. Sofia non riesce a smettere di ammirare la sua unica figlia.
La bambina va molto daccordo con i compagni di classe e ben presto diventa un punto di riferimento per tutti. Col tempo, Vittoria inizia a frequentare un ragazzo, anche se lui sembra un po strano. Tutto quello che fanno insieme è andare ai festival e a ogni tipo di evento per giovani. Vittoria suona la batteria, mentre il ragazzo suona la chitarra. In poco tempo la loro band inizia ad esibirsi in giro e riscuote un certo successo. La coppia vive una vita spensierata, piena di entusiasmo. Con il passare degli anni, però, Sofia si preoccupa sempre di più per la figlia. Desidererebbe tanto dei nipotini. Ormai Vittoria ha già 29 anni.
Figlia mia, è arrivato il momento che tu pensi ad avere un bambino le dice un giorno Sofia.
Mamma, vuoi che diventi come la zia? Ha fatto quattro figli e non vede altro al di fuori di loro. Che vita è? Sta sempre in casa a cucinare, pulire e giocare con i bambini.
Ma non devi per forza essere come tua zia. Fanne anche solo uno, non cè bisogno di esagerare.
Mamma, devi accettarlo: noi non vogliamo figli. E se dovessimo cambiare idea, adotteremo un bambino da un orfanotrofio.
Ma è meglio avere un figlio tuo. Pensaci su.
Non voglio tornare su questo argomento, mamma.
Alla fine, Vittoria decide di dire la verità a sua madre. Forse col tempo qualcosa cambierà«Mamma,» disse Vittoria, abbassando lo sguardo, «non è solo una questione di scelta. Ho fatto degli esami tempo fa. Anch’io ho difficoltà che mi impediscono di avere figli. Proprio come te, dopo il parto. Solo che io l’ho scoperto presto.»
Sofia rimase in silenzio, colpita sia dal dolore della figlia che dal coraggio che ci aveva messo per condividere quella verità. Le lacrime le salirono agli occhi, ma invece di lasciarsi andare alla tristezza decise di stringere la mano di Vittoria.
«Non sapevo…» mormorò piano.
Vittoria le sorrise, un sorriso vero, colmo di una pace maturata negli anni. «Non importa, mamma. La mia famiglia sarai sempre tu. E le persone che scelgo di avere accanto, che amo e che mi amano. Forse, un giorno, adotteremo un bambino. O forse aiuterò qualcuno a modo mio. Ma la felicità non sta sempre nello stesso posto.»
Sofia la osservò, e improvvisamente le parve di rivedere la bimba curiosa che metteva le bambole a sedere in cerchio, pronta a insegnare loro tutto ciò che sapeva. Capì che la vita di sua figlia era piena, e che lei non aveva bisogno di altro per essere felice.
Si strinsero in un lungo abbraccio, mentre fuori il tramonto colorava il cielo e, per la prima volta dopo molto tempo, Sofia non sentì più il peso dei rimpianti. Aveva una figlia meravigliosa e, insieme, sarebbero andate avanti qualunque progetto avesse in serbo per loro la vita.
Fuori dalla finestra si sentì una risata, poi la malinconia svanì, lasciando spazio solo alla promessa di nuovi inizi, e alla certezza che, anche senza nipoti, lamore continuava a moltiplicarsi.



