Figlia mia, vuoi che ti aspetti domenica?, le ho chiesto. Ma certo!, mi ha risposto con entusiasmo.
Io non vedevo l’ora che arrivassero i ragazzi. Ho deciso di viziarli con qualcosa di buono: ho sistemato casa da cima a fondo, ho preparato la tavola e un sacco di piatti che so quanto piacciono a loro. Ormai dovevo solo aspettare che suonassero al campanello. Ma lorario stabilito è passato e di loro nessuna traccia. Mi è venuto un groppo allo stomaco: magari fosse successo qualcosa per strada? E poi, pensandoci, avevo messo da parte anche un bel po di euro per loro, perché so che da mesi sognano di comprare una macchina nuova. Allora, quasi preoccupata, decido di chiamare mia figlia. Risponde con voce ancora assonnata:
Mamma, oddio… mi sono completamente dimenticata che dovevamo venire!
Vuoi dirmi che mi sono fatta due giorni a preparare tutto questo per niente? E proprio oggi che è il mio compleanno…
Mamma, giuro che veniamo domani. Sai, questa settimana è stata un delirio al lavoro e mi è proprio passato di mente. Mi dispiace tantissimo.
Ho chiuso la chiamata che avevo il cuore a pezzi. Ho buttato quasi tutto quello che avevo preparato. Poi, dopo un attimo di sconforto, ho fatto una valigia al volo, ho preso i soldi che volevo dare ai ragazzi e sono partita per una vacanza al mare a Sorrento.
Che te lo dico a fare, è stata unesperienza bellissima! Una sera, mentre passeggiavo nel parco, un signore distinto mi si avvicina e mi invita per un caffè. Si chiama Filippo, ex magistrato. Ho subito sentito che parlare con lui era leggero, mi raccontava un sacco di storie interessanti e anche io mi sono aperta tanto con lui.
Ci siamo innamorati praticamente senza accorgercene. Poco prima che partissi, Filippo mi ha chiesto se volevo andare a vivere con lui. Ho un appartamentino, una pensione, possiamo andare al cinema, riposarci insieme… Che ne dici?. Io confusa: E i miei figli, i miei nipoti?. E lui, rassicurante: Ma dai, loro hanno la loro vita. Verranno comunque a trovarci!. In quella frase ho ripensato al comportamento di mia figlia e ho deciso di accettare.
Dopo una settimana sono tornata a casa. Sulla porta del mio appartamento a Firenze, appeso cera un volantino: cercavano una donna scomparsa. Filippo mi guarda e mi chiede: Ma non sarai mica tu, quella?.
Scommetto che è stata mia figlia! ribatto Non sapeva che fossi via in vacanza.
Proprio in quel momento, ecco mia figlia sulle scale, con il fiato corto:
Mamma! Dove sei stata? Ti abbiamo cercata dappertutto!
Sono stata in vacanza. Anchio ho diritto ai miei momenti, alle mie giornate storte. E lui è Filippo. Ora viviamo insieme.
Non capisco…
Tranquilla. Non preoccuparti, mamma sta benissimo. Non vuoi che sia felice?
Certo, mamma, lo voglio…
Dai, allora, vieni che ti do qualche souvenir che ho preso proprio per te durante il viaggio.
Tu lo avresti mai fatto un cambiamento così grande tutto dun tratto?





