«Mamma, lui vuole che io lo faccia per lui… Dice che tutte le brave donne sono capaci… e io non sono brava? Insegnamelo… Se tutte lo sanno fare, allora dovrei saperlo anchio…»
Mi sorprende ancora che mia nipote abbia trovato marito, tutto sommato, proprio grazie a sua madre.
Quando Bianca era bambina, mia sorella si rifiutò di mandarla allasilo. Poi, da adolescente, non poteva uscire la sera: restava sempre in casa, così si era fatta quasi una reclusa. Alluniversità, che frequentava qui a Firenze, sua madre la controllava come un falco: doveva rientrare a casa prima delle sei. Aveva compiuto ventanni e ancora riceveva telefonate alle sette meno un quarto: «Perché non sei ancora qui?» Unesagerazione, niente di meno.
Bianca conobbe suo futuro marito al secondo anno duniversità. Studiavano insieme in biblioteca. Lui era di due anni più grande, le passava gli appunti e la aiutava con gli esami: piano piano si innamorò e cominciò ad invitarla fuori. Quello fu il momento in cui Bianca iniziò a infrangere tutte le regole imposte da sua madre.
Si sposò e finalmente sua madre la lasciò andare, permettendole di ricominciare da capo.
Qualche giorno fa è successa una cosa che mi ha fatto riflettere. Ero a casa di mia sorella, quando Bianca chiamò al telefono; nella sua voce cerano insieme le lacrime e le risate, al punto che si capiva a malapena:
Mamma, lui vuole che io faccia quella cosa per lui… Dice che tutte le brave donne sono capaci… e io non sono brava? Insegnamelo… se le altre sanno farlo, anche io dovrei essere capace…
A quel punto il volto di mia sorella cambiò in un lampo; la pregò di calmarsi e le chiese cosa mai sapessero fare tutte le brave donne.
Il minestrone, mamma disse lei, e scoppiammo a ridere tutti insieme.
Non ridete di me! protestò Bianca Non mi avete mai insegnato a farlo, ho cercato la ricetta su internet ma non è buono come il vostro!
Così, tra un sorriso e una presa in giro, mia sorella e io le spiegammo passo passo come preparare un vero minestrone, quello della tradizione.
La sera stessa Bianca richiamò, tutta felice, a ringraziarci. Suo marito laveva elogiata: era venuto buonissimo e lei si sentiva, finalmente, una vera donna.
Ho imparato che non importa quanti errori o esitazioni si facciano: nella famiglia italiana, anche dietro la severità, cè sempre loccasione di ridere insieme e di imparare qualcosa di nuovo, anche solo una semplice zuppa.






