Mamma per Alenka: Una Storia di Amore e Riscatto in Italia.

Mia madre ha cresciuto Maddalena da sola e, per quanto io ricordi, la bambina è sempre stata una figlia non voluta. Il senso di non essere amata le è stato impresso fin dalla più tenera età. Non è che la punissero mai senza motivo; era sempre ben nutrita, vestita con abiti puliti. Le compravano quasi tutti i giocattoli che chiedeva. Però lindifferenza della madre la colpiva come una lama sulla pelle. Era un dolore silenzioso che si gravava sul cuore.

Maddalena crebbe dolce, chiacchierona, e da piccola cercava di attirare lattenzione di sua madre: la voleva baciare, stringere, abbracciare. La donna, invece, la respingeva con freddezza e continuava a fare le sue cose. Mai un abbraccio, mai un bacio da parte di sua madre.

Nel quartiere e a scuola la famiglia era ben vista. Maria, la madre, partecipava puntuale alle assemblee genitoriali, curava la salute della bambina, la portava al mare di Amalfi e persino al circo di Torino. Maddalena sapeva però che tutto ciò era solo un dovere, privo di anima, di calore, di sorriso. Si sforzava di guadagnarsi lodi, studiava più di tutti, si comportava impeccabilmente.

Eppure, tutte le lodi arrivavano da tutti tranne che dalla madre. Da piccola la bambina, ingenua, credeva che fosse normale, che fosse così per tutti. Crescendo, però, vide altri bambini che venivano amati, lodati, rimproverati, puniti. Altri ricevevano reazioni genuine. Iniziò a chiedersi il perché e, a suo avviso, trovò una risposta.

Il padre quasi non laveva mai conosciuta. Nella sua memoria rimaneva limmagine di un uomo alto, con braccia larghe e un sorriso gentile, che la lanciava verso il cielo, la prendeva al volo, girava su se stesso e ridevano insieme, quasi specchiati lun laltro. Maddalena aveva ereditato quel volto: sotto il materasso, da anni, cera una vecchia foto sbiadita di Giovanni, il padre, che la teneva in braccio quando aveva solo un anno. Con gli anni, la somiglianza aumentava.

«Forse è colpa di una grande rancore verso il padre», pensava a volte. «Ecco perché mi guarda con rabbia»

Maria osservava Maddalena spesso, con uno sguardo lungo e silenzioso, senza dire nulla. Il padre era sparito quando Maddalena aveva tre anni; da allora gli alimenti erano lunico ricordo di un uomo che esisteva da qualche parte, lavorava, ma non pensava più a sua figlia. Maddalena lo aveva perdonato da tempo.

Stranamente, il risentimento rimaneva verso la madre. Esteriormente la bambina sembrava accettare quel distacco, ma dentro il rancore cresceva come un blocco di ghiaccio che opprimeva il cuore, riempiendolo di freddo.

Arrivò il giorno dellultimo campanello. Maddalena, con un grembiule di pizzo bianco, guardava in cerca della madre tra la folla, ma la donna, che era comparsa solo allinizio della cerimonia e aveva ricevuto i ringraziamenti del preside per aver cresciuto una figlia così educata, svanì tra la gente. Maddalena osservava con invidia i genitori che abbracciavano i loro figli, scattavano foto ricordo, trattenendo lacrime di amarezza.

Poi venne lammissione alluniversità. Maddalena era orgogliosa: con una concorrenza così agguerrita, entrare a titolo gratuito sembrava impossibile, eppure era riuscita! Maria accolse la notizia con freddezza, senza sorriso né un briciolo di orgoglio. Chiese solo se cerano dormitori e dove avrebbe vissuto durante gli studi.

Risolse il suo malumore, prese la valigia, si trasferì prima da unamica, poi lottò per un posto nel dormitorio.

Gli anni passarono e madre e figlia quasi non parlavano più, cosa che sorprese il marito di Maddalena e sua suocera, Rosetta, che divenne per lei una vera madre, la sua famiglia. Maria non venne nemmeno al matrimonio; si limitò a inviare una somma decente di euro e un biglietto di auguri freddo.

Rosetta insegnò a Maddalena tutti i segreti della casa e, soprattutto, lamore. La sera, a tavola, bevevano tè e parlavano di tutto. La donna poteva avvicinarsi, abbracciare, stringere la mano con sincera tenerezza. Dopo un mese dal matrimonio, Maddalena chiamò Rosetta mamma.

Maria, invece, sembrava svanita, felice di aver trovato finalmente quel tanto agognato silenzio e solitudine. Non chiamava mai per primo, non venne a prendere il bambino dallospedale e non apriva le foto che la giovane madre le mandava. Maddalena spesso piangeva in silenzio nella stanza da bagno. Rosetta vedeva tutto, i suoi occhi arrossati, il viso gonfio di lacrime, e sospirava gravemente.

Quando Maddalena, il figlio e il nipotino andarono a fare gli auguri a Maria per il suo compleanno, lei, ricevendo il regalo, ringraziò freddamente e non aprì neppure la porta al giovane coppia, sbattendo la porta davanti al nipote. Rosetta, donna dal cuore doro e sempre premurosa, decise di ripristinare la giustizia. Partì da sola a casa della suocera, decisa a parlare a tutti i costi.

È lì che si scoprì tutta la verità.

Giovanni, il padre, riprese a vivere una vita clandestina subito dopo il matrimonio. Ma la giovane moglie non voleva rovinare la famiglia. Dopo mesi di assenza, tornò a casa con un bambino in braccio: una delle sue amanti aveva partorito, e lui, da padre, portò quellinfante nella casa della moglie legittima.

Quello che provò la donna è difficile da descrivere. Crescere un figlio di unaltra donna, di un uomo che amava, è un compito arduo. Amare quel bambino dal profondo del cuore è ancor più difficile. Ci provò sinceramente, quasi ci riuscì, ma poi Giovanni se ne andò, scomparendo in un luogo ignoto, lasciando dietro di sé una figlia inutile, simbolo del suo tradimento.

Che fare con quel bambino? Inviarlo in un orfanotrofio e ricostruire la propria vita? Tenerlo? Che direbbero gli altri? Spaventata dal giudizio, la donna sacrificò la sua vita privata per Maddalena. Cercò di amarla, ma guardando il suo volto, così simile a quello del traditore, capì che il suo cuore apparteneva ancora a lui, mentre la bambina era solo una triste copia.

Quando Rosetta tornò a casa, Maddalena e il piccolo dormivano abbracciati sul grande letto matrimoniale. Il marito era fuori città per lavoro, così il piccolo si era spostato sul letto dei genitori. Rosetta si sedette silenziosa sul bordo, avvolse il nipotino con una coperta, sistemò i capelli scompigliati di Maddalena con dolcezza.

Come raccontare tutto? È davvero necessario svelare tutta quella verità?

Maddalena, avvertendo il tocco di mani estranee, aprì gli occhi assonnati e fissò la donna.

Dormi, cara, dormi, bambina mia le sussurrò Rosetta, la baciò gentilmente sulla fronte e si allontanò chiudendo la porta alle sue spalle.

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