Mamma, non fare arrabbiare papà ogni sera!
Ginevra, una bambina di sei anni, fissa la madre con uno sguardo serio. La mamma annuisce e risponde: Va bene, di che cosa vogliamo parlare?
Di cosa? chiede la bambina, sorpresa. Di uomini.
Allora di chi dobbiamo parlare, replica la madre, correggendo il pensiero di Ginevra. Gli uomini sono esseri viventi.
Brrr sbuffa Ginevra, insoddisfatta. Non ho ancora detto nulla e mi confondi già
Scusa, dimmi, che cosa ti preoccupa?
Non è quello che ti turba, ma ho paura per nostro papà.
Che gli è successo?
Penso che la notte lo stia prendendo troppo sul serio.
Che non capisci? la madre, impassibile, sembra sudare freddo. Tesoro, non stai dormendo la notte?
Certo che dormo, risponde Ginevra con sincerità.
Ma continuo a sentire che lo infastidisci con le tue domande: Basta, è tardi, è ora di andare a letto, spegni il computer! Mamma, papà sta lavorando sul suo portatile. Guada i soldi per te e per me. Per me per i giocattoli, per te per la spesa. Perché lo disturbi?
È vero, lo disturbi. In questo caso hai ragione. Prometto di cambiare. Sono tutte le tue domande? Abbiamo finito la conversazione?
Certo, annuisce Ginevra.
Vado a scaldare il cibo. Papà tornerà presto dal lavoro.
Ginevra corre verso la finestra per cercare papà, che ancora le fa ciao dal balcone del loro appartamento a Milano.






