Mamma, stamattina andava tutto bene, iniziò la figlia singhiozzando a più riprese, poi nel pomeriggio qualcuno ha telefonato a Franco.

Renata tornò a casa furibonda. Quel giorno era andata a trovare sua figlia. Appena entrata nellappartamento, trovò il caos totale. La figlia era seduta per terra a piangere. Aveva litigato con Franco e laveva sbattuto fuori di casa. Renata non avrebbe mai pensato che le cose potessero finire così. Sua figlia sembrava felice, vivevano bene, crescevano due figli e avevano appena comprato casa con un mutuo. Non riusciva proprio a capire che cosa fosse successo.

Mamma, stamattina era tutto tranquillo iniziò la figlia, singhiozzando fra un colpo e laltro e poi, nel pomeriggio, qualcuno ha chiamato Franco. Ho risposto io. Una voce di donna dallaltra parte:

Amore, quanto ancora devo aspettare? ho chiesto chi fosse, ma la sconosciuta ha chiuso subito e poi non ha più risposto al telefono. Così sono andata a chiedere spiegazioni a mio marito. Mi ha detto che era uno sbaglio.

Capisci che ti sono fedele, no?! Non ci ho creduto Si è messo a raccogliere vestiti e se nè andato.

Renata cercò in tutti i modi di calmare la figlia. Forse era davvero solo uno sbaglio.

Il giorno dopo, la figlia la richiamò piangendo. Franco aveva già depositato la richiesta di divorzio. Però, si era impegnato a continuare a pagare il mutuo. Anche se, chi può saperlo? Se smette di pagare, Caterina sicuramente non ce la farà da sola e perderanno lappartamento. Franco prometteva che la casa sarebbe rimasta ai bambini. Ma Caterina aveva sentito in giro che la nuova fidanzata di Franco pretendeva metà di tutto.

Pure lei aveva bisogno di una casa, diceva lei, perché aspettava un bambino. Se fosse vero, chissà Subito dopo la separazione, Franco aveva giurato che avrebbe coperto tutte le spese. Lui si vede ancora con i figli, Caterina non glielha mai vietato. Ma alla nuova, questa cosa, non va per niente a genio. Da qui a tirarsi indietro col mutuo il passo è breve.

A volte Caterina ha come limpressione che il suo ex ormai sia stremato da questa donna. E pure dalla sua gravidanzaRenata rimase seduta accanto a Caterina per un lungo momento, stringendole la mano, nel silenzio rotto solo dai singhiozzi piano piano più radi. Dalla finestra filtrava una luce opaca, ma improvvisamente, tra le nuvole, apparve un debole raggio di sole, come una promessa invisibile. Renata si accorse che la casa, ora così inquieta, era ancora piena di piccoli dettagli lasciati da Franco: una tazzina scheggiata, la giacca dimenticata sulla sedia. Ma accanto a queste tracce cerano i disegni appesi dei bambini, il profumo del caffè di Caterina, la musica bassa che ogni tanto proveniva dalla loro stanza.

Caterina si guardò intorno, gli occhi arrossati ma più fermi. Forse questa è la mia occasione per ricominciare. Non una fine, mamma. Ho paura, sì, tantissima. Ma devo trovarmi nuova forza, per i bambini, e anche per me.

Renata sorrise, fiera nella malinconia. Hai già iniziato, disse. E fu proprio in quel momento che il figlio più piccolo corse da loro, aggrappandosi alle gambe della mamma e sollevandole il viso in cerca di un sorriso.

Caterina scese alla sua altezza e lo abbracciò forte, sospirando. Forse la loro casa era cambiata, ma ancora piena di battiti, di voci, e di possibilità. Franco era ormai unombra lontana, e la nuova felicità avrebbe avuto il volto ancora tutto da scoprire, forse imperfetto, ma pieno di speranza.

Renata si alzò per preparare il tè, Caterina chinò la testa accarezzando i capelli del figlio: in quel gesto semplice cera già tutta una promessa di futuro. E il raggio di sole, su di loro, pareva promettere che, nonostante tutto, quella casa avrebbe saputo accogliere ancora molti giorni sereni.

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Mamma, stamattina andava tutto bene, iniziò la figlia singhiozzando a più riprese, poi nel pomeriggio qualcuno ha telefonato a Franco.