Stai derubando mio figlio, lui non può neanche comprarsi una lampadina.
La domenica mattina me ne stavo spaparanzata sul divano, bella avvolta nella coperta. Mio marito era partito per andare dalla sua mamma a cambiare la lampadinao almeno, così diceva. In realtà linvito celava tuttaltro motivo:
Figlio mio, ti sei forse dimenticato che oggi è il compleanno di Gabriele?
Mio marito è uno spendaccione da manuale: il suo stipendio evapora in pochi giorni. Per fortuna almeno lascia i soldi per le bollette e la spesa alimentare, il resto lo investediciamo cosìin videogiochi e accessori vari. Io ci passo sopra, preferisco che si diverta a casa a giocare piuttosto che buttar via soldi nel garage o nei locali fino a notte fonda. Del resto ho letto da qualche parte che i primi quarantanni dellinfanzia sono i più difficili per ogni uomo.
Non racconto tutto questo per strappare compassione, ma per spiegare perché le sue tasche sono sempre vuote. Io invece riesco pure a mettere via qualche euro. Spesso tocca prestargli, specialmente nelle emergenze, ma quando si tratta di finanziare madre, nipotini o sorella lì faccio orecchie da mercante.
Naturalmente, ricordando il compleanno di Gabriele, una settimana fa avevo già comprato il regalo. Prima che mio marito partisse per la casa della mamma, glielho dato in mano e mi sono sistemata per guardare un film in santa pace. Allincontro coi suoceri ho dato forfait: tra noi c’è una pacifica quanto reciproca antipatia.
Loro mi vedono come quella che non lo ama abbastanza solo perché non gli permetto di riversare i nostri risparmi su di loro, né tanto meno di fare da baby-sitter ai nipoti. Una volta ho accettato di guardarli per unoretta sono venuti a riprenderseli dopo mezza giornata! Sono arrivata tardi al lavoro, e mi sono pure lamentata. Risultato? Suocera e cognata mi hanno dipinta come la regina degli svergognati. Da allora, ogni loro richiesta di cura ai bambini trova la mia risposta negativa. Non mi disturba però che mio marito giochi coi nipotini: anche a me piace stare con loro, ma a piccole dosi.
Appena mio marito ha varcato la porta, tempo un battito di ciglia, ed eccoli che arrivano: tutta la famiglia, nipoti compresi, piombano a casa nostra come se nulla fosse. Sua madre, senza indugiare un secondo, attraversa il soggiorno ancora col cappotto addosso e attacca subito:
Abbiamo deciso che, visto che è il compleanno di Gabriele, gli regaliamo il tablet che ha scelto lui. Costa duemila euro. Tu mi devi mille euro per il tuo contributo. Dai, fuori i soldi.
Ora, magari avrei anche preso il tablet al ragazzino ma non a quel prezzo!
Ovviamente non ho mollato un centesimo. Anzi, a questo punto pure mio marito si è messo a farmi la morale sulla mia tirchieria. Senza perdermi danimo, ho acceso il computer e ho chiamato Gabriele. In cinque minuti abbiamo scelto e ordinato un gadget che gli piaceva, senza svenarmi.
Il bambino, tutto contento, è corso da sua mammasempre accampata in corridoio. La cognata, nota per la sua capacità di far sparire oggetti, osservava la scena attentamente. La madre di mio marito, però, invece di apprezzare il mio gesto, si è sentita defraudata e ha inscenato il dramma:
Nessuno ti ha chiesto favori, dovevi solo darmi i soldi. Sei con mio figlio e lui gira sempre come uno spiantato che non può nemmeno comprarsi la lampadina! Dammi subito mille euro, tanto lo sai che sono i soldi MIEI, cioè di mio figlio!
A quel punto ha pure tentato di infilare la mano nella mia borsa, appoggiata sul comodino. Ho guardato mio marito e gli ho sibilato:
Hai tre minuti per sbatterli fuori!
Quello, a quel punto, ha preso mammina sotto braccio e se lè portata via, fuori di casa. Tre minuti: giusto il necessario.
Ecco perché preferisco che mio marito spenda il suo stipendio in giochi: almeno così i soldi se li gode lui, e non finisce risucchiato dalla banda degli approfittatori di famiglia. Meglio ci butti su Mario Kart che non su certi squali. Ogni tanto penso: fosse stato orfano, non si stava poi tanto male!






