Mi ha cresciuta la nonna, ma ora i miei genitori hanno deciso che devo pagare loro gli alimenti

Caro diario,

Sono Marco Rossi. Sono cresciuto sotto le cure della nonna Carla, ma ora i miei genitori hanno deciso che devo versare loro un contributo di mantenimento.

Mio padre Giovanni e mia madre Lucia vivono in Lombardia, mentre io ho stabilito la mia dimora in Liguria. Non ci siamo visti per più di ventanni. Hanno sempre vissuto da artisti: cantano in un coro e la loro vita è un continuo giro di concerti e mostre. Quando avevo cinque anni, la nonna ha dovuto trasferirsi a vivere con alcuni parenti a Genova per dare una mano alla bambina.

Allinizio, i genitori venivano a trovarci due o tre volte allanno, ma col tempo le visite sono diventate sempre più rare, finché ho smesso quasi del tutto di pensare a loro. Il nostro legame si è spezzato. Durante il terzo anno di università, quando studiavo odontoiatria, ho sposato Luca Bianchi.

Adesso gestiamo insieme una clinica dentistica a Savona e guadagniamo bene. Un anno fa, improvvisamente, sono riemersi padre e madre. Hanno iniziato a chiamare la clinica perché non avevano nemmeno il mio numero di cellulare. Le conversazioni ruotavano attorno alle loro lamentele sulla vita.

Li ascoltavo pazientemente e rispondevo che avevano scelto quella strada quando, anni addietro, avevano affidato la mia crescita alla nonna. A volte mi mandavano qualche centesimo, ma di solito io e la nonna vivevamo solo con la sua pensione. Lei mi ripeteva spesso che bisognava fare i conti, e io lho compreso: dovevamo risparmiare su ogni cosa.

A scuola ero sempre tra i primi, così da avere un futuro dignitoso. Per mantenere le spese ho lavorato in ospedale nel turno di notte. Oggi sento di avere una vita tutta mia, così come i miei genitori hanno la loro; che ciascuno segua il proprio cammino.

Quando Giovanni e Lucia hanno capito che non intendevo dare loro supporto economico, hanno minacciato di chiedere un assegno di mantenimento. Le loro parole mi hanno chiuso definitivamente le porte. Se prima avevo qualche dubbio sulla correttezza della mia decisione, ora non ho più intenzione di tornare indietro.

Credo di aver fatto la cosa giusta: coltivare la propria indipendenza è un dovere verso sé stessi. La lezione che tratto è che lamore per la famiglia non deve diventare una catena che soffoca i propri sogni.

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