Succede che io e mia sorella abbiamo la stessa suocera.
Tutti lo adoravano, mio marito; era uno che sapeva parlare, altroché! Mi faceva la corte spassionatamente, ma intanto gettava locchio anche su mia sorella. Quando Alessio ha scoperto che la nonna mi aveva lasciato lappartamento a me, e non a Francesca, improvvisamente si è inginocchiato con tanto di proposta di matrimonio.
In quel periodo, mia sorella era già incinta aveva pianificato tutto, voleva sposarlo e pensava di fregarmelo. Per non rimanere sola, ha dovuto raccontare al suo ex che il bambino era suo, così assicurandosi almeno un uomo.
Io e mio marito vivevamo in una casetta minuscola insieme ai miei suoceri. Quando i vicini hanno deciso di vendere il loro terreno, mio marito mi ha convinta a vendere lappartamento e a comprare il terreno accanto. Cosa potrebbe mai andare storto?, pensavo. E invece ci tocca anche fare un bel mutuo per costruire casa.
La suocera non perdeva occasione per cacciarmi fuori. Era sempre lì a trovare un pretesto per farmi sentire indesiderata, coccolando sua figlia mentre a me dava solo ordini. Quando la nostra nuova casa fu finalmente pronta, abbatté il cancello e lasciò entrare i suoi cani, pur sapendo che ne avevo una fifa tremenda. Doveva far vedere chi comandava. E ogni raccomandazione ai confronti di mio marito cadeva nel vuoto: Sei tu che esageri, mi diceva lui.
Alla fine ho toccato il limite. Sono andata in tribunale per reclamare la mia parte di casa e comprare un piccolo appartamento in centro. Indovinate un po? Scopro che la vera proprietaria della casa era solo la suocera! Non era assolutamente in comunione dei beni. Come hanno fatto questo gioco, ancora mi resta un mistero. Risultato? Sono rimasta senza tetto sulla testa.
In quel periodo, Alessio scopre che mio padre aveva regolarmente lasciato il suo appartamento a Francesca e decide di farsi furbo. Per rovinare il suo matrimonio, racconta tutto al marito di mia sorella che, guarda caso, era il vero padre biologico della figlia di Francesca. Io, ovviamente, ho divorziato da lui. E lui? Beh, ha fatto a Francesca esattamente quello che aveva fatto a me.
In tutto questo casino, io e mia sorella non ci siamo parlate per anni, finché, per puro caso, scopro che lei e il mio ex erano rimasti insieme per un po. Ma dopo che anche lei ha capito di essere stata presa in giro, mi ha proposto di allearci.
Abbiamo intervistato i vicini e abbiamo scoperto che la suocera e suo figlio avevano già acquistato cinque appezzamenti di terreno, grazie a donne ingenue come noi. Prima Alessio portava a casa la moglie, poi la lasciava e lei restava senza nulla.
Abbiamo contattato le altre vittime e preparato una denuncia collettiva. Ma a chi vuoi denunciare? Il marito era già scappato allestero. La suocera invece è ancora qui, ora pretende pure che le lasciamo i bambini, visto che sono gli unici suoi nipoti.
Ha provato a toglierci la patria potestà perché, secondo lei, non avevamo una casa propria. A ciascuna di noi è stato comunque assegnato un alloggio, e tutto sto casino è nato solo grazie alle sue trame geniali. Dopo il processo, ci hanno pure obbligato a permettere ai bambini di vedere la nonna e a non impedirle i contatti.
La parte peggiore? La suocera istiga pure le figlie contro di noi. Risultato: la nonna è quella buona e noi risultiamo delle streghe cattive. Ci rovina la felicità senza un briciolo di vergogna, ci fa storie, insegna alle figlie a mentire su fumo e vino. Ora minacciano: O ci comprate un tablet o chiamiamo lassistente sociale!
Vi porterò via i nipotini! Altro che storie! urla la suocera.
E noi cosa dovremmo fare, scappare in Brasile? Come si fa a contrastarla? Ci ha già fatto di tutto e non si dà paceCosì, una sera, io e Francesca ci siamo guardate e ci è venuto da ridere. Una risata lunga, rabbiosa, liberatoria. Avevamo perso case, uomini, forse persino la reputazione, ma ci restavano ancora due cose: la nostra forza e i nostri figli. E così ci siamo promesse, davanti a una pizza surgelata e agli zaini da riempire per la scuola: non saremo mai madri come lei.
Abbiamo creato la nostra piccola tradizione del giovedì, tutte insieme. Pizza e cartoni per i bambini, chiacchiere per noi. Nessuna paura delle storie che avrebbero inventato, delle minacce. Nessuna paura della solitudine, perché finalmente avevamo imparato che a proteggerci davvero siamo solo noie che, se serve, basta laffetto di una famiglia scelta, non imposta.
La suocera avrebbe potuto terrorizzarci, ma una cosa non lha capita: puoi rubare una casa, persino mentire ai giudici, ma la serenità di guardare avanti e ridere con chi vuoi bene quella non potrà mai portarcela via.
E così, tra un morso di pizza e una battuta delle bambine, ci siamo strette la mano: Dora in poi, scegliamo noi chi lasciar entrare nei nostri giorni. E per la prima volta dopo anni, ci siamo sentite davvero, finalmente, a casa.





